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mIRC: da chat a file sharing

È sconcertante! Sono bastati un paio di clic per mettere in download il fior fiore del materiale protetto dalle leggi sul copyright. Seguendo i link indicati, il client mIRC installato sul nostro PC si è avviato automaticamente, si è connesso al server illegale, s’è unito al canale (in gergo, joinato) ed ha inviato un messaggio privato ad un BOT con stringa “/msg nomeBOT xdcc send #1”. Il download del film illegale è partito subito! Non potevamo crederci… abbiamo staccato tutto senza pensarci due volte.


Pazzesco! Da strumento di chat ostico anche per chi mastica di Linux, i pirati informatici hanno trasformato mIRC in un sistema P2P al pari di eMule, con tanto di motore di ricerca. Dovevamo capirne di più e scoprire cosa si cela dietro queste procedure automatizzate… Stesso dai risultati della ricerca effettuata in XDCC abbiamo estrapolato l’indirizzo di uno dei server, irc.darksin.eu, e configurato manualmente il nostro client mIRC per accedere ad esso.

Utilizzando i comandi standard di mIRC ci siamo registrati al server e richiesto la lista dei canali. Dall’elenco mostrato a video abbiamo scelto #Alt_Revenge, poiché nel topic del canale era esplicitamente indicato il contenuto illegale (film a iosa). Joinati, a destra della finestra di mIRC sono apparsi centinaia di nickname: gli utenti connessi al channel in quel momento. Alcuni di essi sono preceduti da strani simboli: @ indica che l’utente è un amministratore del canale, + sono gli utenti con privilegi speciali, % sono utenti che pur non essendo amministratori possono dare privilegi ad altri utenti… Quindi, esiste una gerarchia che attribuisce a ciascun utente privilegi e priorità nelle code dei download.

Notiamo inoltre che molti nickname sono identici tranne per il numero finale, come +AR|DvDRip|005, +AR|Cart00n|003 o +AR|DvX|113. Si tratta di BOT (script mIRC in grado di integrare funzionalità aggiuntive quali risponditori automatici di messaggi standard, giochi a quiz ecc.) che, nello specifico della pirateria multimediale, forniscono agli utenti la possibilità di inviare file. Per scoprire la lista del materiale condiviso da uno dei BOT presenti nel canale, abbiamo dovuto scrivere la stringa /msg nomeBOT xdcc list. A questo punto, al pari del motore di ricerca XDCC, che aveva gestito tutto in maniera automatica, avremmo potuto far partire il download con il comando finale /msg nomeBOT xdcc send #1. Ovviamente, ci siamo fermati prima per non commettere un’azione illegale. Il risultato lo conoscevamo già!


Senti chi parla...

Documentandoci di più, abbiamo scoperto che quasi tutti i canali illegali hanno un proprio sito Web, da cui è possibile avviare il download del materiale condiviso con un semplice clic del mouse (proprio come i motori di ricerca scovati all’inizio della nostra indagine).

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