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Software e copia di backup

Made By Doomboy

Una delle domande più frequenti da parte degli utenti di Wintricks, è se sia o meno legale, realizzare una copia di "backup" dei propri supporti multimediali, siano essi semplici compact disc musicali o software.



Va subito precisato che la normativa in merito in Italia è resa ambigua da una serie di "pezze" che sono state apposte ad una regolamentazione di base che oltre ad essere lacunosa già in origine, è anche ferma a diverso tempo fà, quando ancora non esistevano alcune tecnologie di memorizzazione di massa (e di copia di massa) oggi diffusissime, quali il cd ed il "masterizzatore".


In principio la legge consentiva (ed in qualche modo consentirebbe tutt'ora) la copia di backup, ma se andiamo ad analizzare con attenzione la normativa, ci possiamo rendere subito conto di una serie di scogli legislativi che suggerirebbero ad ogni utente finale di evitare la copia di backup per non correre il rischio di incorrere in sanzioni pecuniarie di centinaia di euro.

Vediamo il perchè, suddividendo la questione in due parti, ovvero la copia di backup di materiale audiovisivo e la copia di backup di software.



Premesso che , la normativa indica esplicitamente che acquistando un qualsiasi prodotto audiovisivo, così come un software per elaboratori elettronici, non si diventava proprietari dell'opera medesima, ma si diviene titolari di una licenza che ci garantisce il diritto all'utilizzo, fino a qualche tempo fà (e da qui l'origine dell'equivoco), la normativa indicava anche la possibilità di fare una copia di sicurezza, precisamente:

l'art. 64-ter L. 633/1941 (legge sul diritto d'autore) consente al "legittimo proprietario" di software la possibilità di effettuare una e soltanto una copia di sicurezza dell'opera.


Queste disposizioni, dettate originariamente per il solo software, sono state successivamente estese a tutti i supporti audiovisivi e quindi CD audio, DVD, etc.



Tutto ciò renderebbe cristallino e limpido il discorso, leggittimando la copia di backup.

Tuttavia, dopo l'approvazione della direttiva europea 29/2001 , nota come EUDC ( European Union Copyright Directive ) , è seguito il suo recepimento da parte del legislatore tramite decreto legislativo (D.L. 68 del 9 Aprile 2003), e la legge sul diritto d'autore è cambiata sostanzialmente. D'altra parte va rilevato che la suddetta Legge 633/1941 sul diritto d'autore era da ritenere ovviamente inadeguata, non fosse altro che per l'epoca di promulgazione, risalente ai primi anni '40. Vediamo nel pratico come muta lo scenario legislativo a seguito delle nuove regole europee, riportando alcuni stralci dei decreti veri e propri in merito all'introduzione, con l'art 102-quater, comma 1 e 2, delle misure tecnologiche di protezione a "causa" delle quali si è generato il caos:

1)
I titolari di diritti d'autore e di diritti connessi nonché del diritto di cui all'art. 102-bis, comma 3, possono apporre sulle opere o sui materiali protetti misure tecnologiche di protezione efficaci che comprendono tutte le tecnologie, i dispositivi o i componenti che, nel normale corso del loro funzionamento, sono destinati a impedire o limitare atti non autorizzati dai titolari dei diritti d'autore.[..]

2)
Le misure tecnologiche di protezione sono considerate efficaci nel caso in cui l'uso dell'opera o del materiale protetto sia controllato dai titolari tramite l'applicazione di un dispositivo di accesso o di un procedimento di protezione, quale la cifratura, la distorsione o qualsiasi altra trasformazione dell'opera o del materiale protetto, ovvero sia limitato mediante un meccanismo di controllo delle copie che realizzi l'obiettivo di protezione[..]

Tuttavia, la normativa dichiara anche quanto segue:

I titolari dei diritti sono tenuti a consentire che, nonostante l'applicazione delle misure tecnologiche di cui all'articolo 102-quater, la persona fisica che abbia acquisito il possesso legittimo di esemplari dell'opera o del materiale protetto, ovvero vi abbia avuto accesso legittimo, possa effettuare una copia privata, anche solo analogica, per uso personale, a condizione che tale possibilità non sia in contrasto con lo sfruttamento normale dell'opera o degli altri materiali e non arrechi ingiustificato pregiudizio ai titolari dei diritti.




Insomma, la legge sembra voler tutelare pariteticamente sia i diritti dei titolari del diritto d'autore (quindi autori, editori e quant'altro), ma anche l'utente finale, consentendo in qualche modo la copia di backup. Ma allora, questa copia può essere realizzata o no?

 

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