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Nella fabbrica dei crack software

Nella fabbrica dei crack software

Uno su due è pirata, e non stiamo parlando delle imbarcazioni che attraversano l’oceano indiano e sequestrano le navi mercantili e commerciali, bensì dei programmi installati sui PC di noi italiani. A lanciare l’allarme è il direttore della divisione italiana Microsoft, che si occupa proprio di questo fenomeno. Mentre in Europa la percentuale si attesta sul 33% circa, in Italia il 49% dei software commerciali è contraffatto. I privati, comunque, non sono gli unici utilizzatori di software a sbafo: anche aziende e imprenditori cedono spesso e volentieri alla tentazione, e la recente assoluzione di un libero professionista che deteneva ben 17 mila euro di software crackati sentenziata del tribunale di Bologna (leggi a tal riguardo l’articolo delle pagine precedenti), la dice lunga sulla difficoltà che incontrano le software house nel contrastare la pratica della pirateria informatica nel Bel Paese.

A ognuno il suo crack
I modi per entrare in possesso di un software pirata sono molti. Un tempo venivano scambiati tra amici e colleghi o acquistati sulle bancarelle a prezzi stracciati se confrontati col valore reale; ora, grazie alla diffusione della banda larga, la risorsa più battuta è senz’altro la Rete. Proprio come avviene per film e musica, le ricerche nelle reti P2P restituiscono risultati per tutte le esigenze. Ricerche su eMule o nelle reti BitTorrent consentono ai pirati di reperire ogni genere di programma commerciale completo di crack e istruzioni per applicarlo. Anche forum, blog e siti Web, cui si arriva con una semplice ricerca su Google, sfruttando la banda offerta dai servizi di file hosting, possono contare su una veloce distribuzione del materiale opportunamente contraffatto. I file che si scaricano da queste risorse, generalmente, consistono di archivi compressi o immagini in formato ISO di CD e DVD che, insieme ai file d’installazione del programma, comprendono quanto occorre per crackarlo o attivarlo illegalmente. In alternativa, è possibile anche servirsi delle versioni trial disponibili sul sito Web dei software, scaricando dai suddetti canali “proibiti” solo la patch di attivazione. Conclusa l’installazione del software, al pirata basta seguire le istruzioni che illustrano la procedura di attivazione del crack. Poiché tali procedure variano a seconda del software, anche quelle illegali si differenziano per tipologia e modalità di applicazione.

  • Nel caso di attivazione mediante crack, il pirata sostituisce il file eseguibile originale del programma con un file, apparentemente simile, riscritto dal cracker (colui che crea il crack) per bypassare la richiesta del codice di attivazione.
  • Meno invasivi ma altrettanti validi, i keygen sono particolari tool che consentono di generare un serial per arrivare alla validazione dell’installazione tramite la normale procedura di attivazione. Il keygen può essere utilizzato solo per quei programmi che nascondono l’algoritmo di generazione delle chiavi nel programma stesso.
  • Dove non arrivano crack e keygen, ci pensano i loader e i NoLimit. Particolarmente adatti per bypassare l’attivazione di software e sistemi operativi Microsoft, i loader riescono a superare anche i controlli CRC (Controllo a Ridondanza Ciclica) che i sistemi antipirateria dei software applicano su se stessi, mentre i NoLimit, alterando la data del sistema, consentono di allungare all’infinito le versioni di prova dei software commerciali. Insomma, nonostante gli sforzi, le software house riescono a malapena ad arginare il problema della pirateria.

L’alternativa legale
Il prezzo esorbitante di alcuni software commerciali, giustificato dalle ingenti risorse richieste per il suo sviluppo, che può arrivare anche a diverse migliaia di euro, è il motivo principale per cui sono in tanti a spingersi oltre le colonne d’Ercole della legalità per approdare sui lidi sconosciuti (e a volte pericolosi) della pirateria. Tuttavia, in molti casi, gli utenti utilizzano software pirata solo perché non conoscono prodotti alternativi disponibili gratuitamente. Eppure, basterebbe solo guardarsi attorno per scoprire un mondo di eccellenti programmi open source che non hanno nulla da invidiare a blasonati e costosi software con analoghe caratteristiche. Software come The GIMP, InfraRecorder, PeaZip o LibreOffice, solo per fare qualche esempio, offrono gratuitamente gli stessi strumenti che Photoshop, Nero, WinRar o MS Office si fanno pagare profumatamente. Ci sono poi i regali che Win Magazine fa ogni mese ai suoi lettori, offrendo codici di attivazione e promozioni per utilizzare a costo zero i migliori software commerciali per Windows. Così come il crimine, anche i software pirata non pagano e possono metterci in un mare di guai. Farla franca con la legge non è difficile, ma rischiare di beccarsi un virus o aprire le porte del nostro PC agli stessi pirati che hanno crackato il software non è un’eventualità così rara: d’altronde, basta farsi un giro sui siti che diffondono crack per essere letteralmente subissati dalle finestre popup che segnalano la presenza di worm, trojan e spyware di ogni tipo. Tirando le somme, la legalità resta sempre la strada migliore per non complicarsi inutilmente la vita.

 


IL WIKI DEI PIRATI

Il termine crack racchiude tutti i metodi di attivazione illegale di un software, ma in realtà ne esistono di diverse categorie.

PATCH
Con questo termine si indica una tipologia di crack che consiste nella sostituzione dei file originali del programma. Quelli nuovi sono opportunamente modificati per non richiedere l’attivazione del software.

NO-CD/DVD
Tecnica utilizzata soprattutto nel mondo dei videogame pirata: la modifica all’eseguibile bypassa il controllo del supporto, consentendo l’avvio del titolo senza disporre del DVD originale.

LOADER
In questo caso, il crack viene eseguito al volo durante il caricamento dell’eseguibile. Non alterando i file originali, questo tipo di crack supera anche i controlli anticopia CRC (Controllo a Ridondanza Ciclica) usati dai sistemi operativi.

KEYGEN
Alcuni software nascondono l’algoritmo di generazione del seriale all’interno del programma stesso. Questo permette ai cracker di realizzare tool (i keygen appunto) che estraggono dal software la chiave di attivazione.

NOLIMIT
La modifica della data di sistema permette a questo tipo di crack d’ingannare le versioni trial dei software commerciali, facendogli credere che non sia ancora scaduto il periodo di prova.

 


Software a lunga scadenza

1 - Con un’utility come RunAsDate i pirati riescono ad allungare all’infinito le versioni di prova dei software a pagamento. Lo scopo di RunAsDate è infatti quello di ingannare la verifica della data di sistema. Il pirata non fa fatica a trovare RunAsDate sul Web: una ricerca su Google lo porta facilmente al sito dove potrà scaricare l’applicazione. Estratto l’archivio, il pirata avvia il software, che non richiede installazione.

 

2 - Il pirata sceglie il software commerciale da “sbloccare”: per farlo, naviga alla ricerca del collegamento usato per avviarlo. Indica quindi una data precedente, anche di un solo giorno, rispetto a quella di scadenza del periodo di prova e applica le modifiche.

 


Approfondimento:

Col crack e senza installazione

Uno dei siti più utilizzati dai pirati informatici è PortableAppz, da cui è possibile scaricare versioni portable di molti software, ma anche programmi commerciali crackati che non necessitano di installazione per funzionare. Questi ultimi sono, in realtà, dei normali archivi compressi autoestraenti (in formato PAF): basta solo indicare la cartella o il drive di destinazione, dopodiché per avviare i programmi si ricorre all’EXE che si trova all’interno della cartella. Per crearli, i pirati usano strumenti come Portable App Creator o VMware ThinApp. Ricorrendo a questi strumenti, sono in grado di registrare tutte le modifiche che avvengono nel sistema durante l’installazione e l’attivazione di un software. L’archivio restituito da WmVare ThinApp, ad esempio, permette di usare il software su qualunque PC senza bisogno di ripetere setup e attivazione. Si tratta di programmi portable a tutti gli effetti che, assieme ai file necessari per l’esecuzione, integrano anche il serial key con il quale sono stati attivati. Oltre ai software commerciali, i pirati usano questo stratagemma per confezionare anche videogame pronti per l’uso.


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