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Visualizza versione completa : Innocente, 11 anni in carcere


Gigi75
18-10-2005, 17.39.52
...e ora la Cassazione lo assolve
La sentenza della suprema corte dopo nove giudizi,
una sentenza definitiva e un processo di revisione

ROMA - Era stato condannato a trent'anni per concorso in omicidio volontario ma, dopo undici anni passati dietro le sbarre, Ŕ stato assolto. ╚ la storia di Giuseppe Lastella, barese di 41 anni, che dopo nove giudizi, una sentenza definitiva ed il processo di revisione, si Ŕ visto riconoscere dalla Corte di Cassazione l'assoluzione perchÚ "estraneo ai fatti".

La vicenda cominci˛ nell'aprile del 1990, quando nei pressi di Cosenza il pregiudicato Domenico Chironna, che si scoprý poi essere coinvolto in un traffico di stupefacenti, fu ucciso in un agguato sull'autostrada Salerno-Reggio Calabria. Chironna prima di morire fece il nome dei suoi aggressori, indicando anche Lastella. La vicenda, cosý, si Ŕ trascinata per undici anni tra processi, appelli e annullamenti di sentenze.

Giuseppe Lastella, rinviato a giudizio, fu processato a Cosenza in Corte d'Assise ma fu assolto. Poi ci fu l'appello del Pm e il processo di secondo grado davanti alla Corte d'Assise d'Appello di Catanzaro, che si concluse con la condanna a trent'anni di reclusione. La sentenza, subito impugnata in Cassazione, arriv˛ alla Corte d'Assise di Reggio Calabria che conferm˛ la condanna. Nel dicembre del 2001 i difensori di Lastella presentarono alla Corte di Appello di Catanzaro una richiesta di revisione del processo, sulla base di nuove testimonianze. La domanda, inizialmente respinta, approd˛ di nuovo in Cassazione, che dispose il processo di revisione davanti alla Corte d'Appello di Salerno. Qui i due presunti complici di Lastella dichiararono che questi era completamente estraneo all'uccisione di Chironna e cosý, nell'aprile dello scorso anno, la Corte d'Assise d'Appello di Salerno concluse il giudizio di revisione dichiarando l'innocenza di Lastella. Ancora una volta la sentenza venne impugnata, ma l'11 ottobre scorso Ŕ arrivata la decisione dei supremi giudici: assoluzione definitiva.

La Corte di Cassazione, cosý, ha messo la parola fine alla vicenda riconoscendo una volta per tutte l'estraneitÓ dell'imputato ai fatti contestati. Lastella ora si accinge a chiedere un sostanzioso risarcimento per ingiusta detenzione.
http://www.repubblica.it/2005/j/sezioni/cronaca/assolto11anni/assolto11anni/assolto11anni.html

Spero che quel pm voglia avere la dignitÓ di dimettersi...:rolleyes:

Gigi75
18-10-2005, 17.46.49
http://www.chronica.it/immagini/2005_03/D_Barilla.jpg

Ricorda il caso di Daniele BarillÓ (F) :(


"Daniele BarillÓ, lei Ŕ in arresto". ╚ il 13 febbraio del 1992 e il disgraziato commerciante di elettrodomestici viene bloccato dai carabinieri del Ros per un tragico equivoco, mentre viaggia a bordo di una macchina nella periferia milanese. Arrestato e condotto in caserma, per Daniele BarillÓ inizia un'assurda e lunga odissea. Luogo, giorno, ora, una Fiat Tipo rosso amaranto (una gradazione di colore, che secondo gli esperti Ŕ pari addirittura a una quarantina di altre auto): Ŕ un'insieme di caratteristiche concomitanti a quelle di una ricercata, pericolosa banda di narcotrafficanti. 50 chili di cocaina viaggiano su una Fiat Uno, tallonata da una Fiat rosso amaranto, identica a quella del boss super ricercato, ma guidata dal disgraziato BarillÓ, che per puro, tragico caso si trova a circolare in quella zona nel giorno sbagliato e nell'ora sbagliata. Tutto quadra (o quasi) per i carabinieri, purtroppo per˛ l'uomo alla guida si chiama Daniele BarillÓ. Ed Ŕ innocente. L'onesto cittadino viene processato e condannato a 15 anni di reclusione. Trascorre in una cella circa otto anni, prima che i difensori riescano ad aprire l'istruttoria e la totale revisione del processo. Il 17 luglio del 2000, il super sfortunato, verrÓ assolto per non aver commesso il fatto. Ha comunque perso affetti, amicizie, lavoro. Ma non Ŕ finita, la Corte d'Appello di Genova, finalmente nel 2003, gli assegna un pesante risarcimento di circa 4 milioni di euro, ma l'Avvocatura di Stato attraverso un ricorso contesta l'indennizzo, tuttora in parte discusso.

Gigi75
18-10-2005, 17.49.26
Tanto di cappello all'Uomo sbagliato
Ho viso con partecipazione la fiction Tv "L'uomo sbagliato", quella ispirata alla storia vera di Daniele BarillÓ (nella foto), un poveraccio che ha scontato sette anni di prigione per un errore giudiziario.

Ho letto nelle Ansa che i giudici di Torino si sono risentiti perchÚ la fiction era ambientata nel capoluogo piemontese, mentre in veritÓ il fatto si Ŕ svolto tra Milano e Genova.

Si sono sentiti ingiustamente chiamati in causa per non aver mai avuto niente a che fare con quella brutta storia, ovviamente.
Lamentandosi, per˛, hanno peccato - se non altro - di scarsa informazione sulla vicenda vera, perchÚ nello sceneggiato la magistratura salva la faccia, mentre nella realtÓ, no.

Sono discretamente informato su questa vicenda, perchÚ Daniele BarillÓ Ŕ stato mio compagno di cella nel carcere di Bergamo; so che ad un certo punto lo spostarono nella sezione Alta Sicurezza per via di presunti legami con le potenti associazioni criminali...anche se lui, BarillÓ, era comunque un tipo molto tranquillo...

Lasciamo perdere le polemiche: nella realtÓ, la vicenda non ha visto un Maggiore dei Carabinieri a capo dell'operazione particolarmente accanito perfino nei suoi errori, ma nemmeno una giovane e avvenente giudice che dopo la sentenza si prende a cuore la vicenda, e che fa di tutto per dimostrare l'innocenza del condannato.

La vicenda di BarillÓ Ŕ stata piuttosto contrassegnata dall'indifferenza, dalla superficialitÓ e dal pressapochismo con cui spesso sono condotte le indagini e i processi in Italia.
Il povero BarillÓ aveva avuto solo la colpa di possedere una macchina
simile a quella di un grosso trafficante di droga (una Tipo 16v rossa, come quella della foto a fianco), e di essersi trovato nel posto sbagliato nel momento sbagliato.
Tutto il resto era venuto di conseguenza: aveva avuto un bel gridare la sua innocenza, povero BarillÓ. Nessuno, a quel tempo, lo aveva preso sul serio; il fatto poi che fosse un piccolo imprenditore incensurato aveva aggravato ulteriormente la sua posizione: "approfittava della sua condizione di insospettabile per nascondere i suoi traffici", dicevano. Si era ormai rassegnato a finire la sua pena. Nessuno gli aveva creduto, nemmeno forse i suoi familiari, tanto che ne aveva avuto il matrimonio distrutto, la famiglia disintegrata (non come nel film, con happy end finale, sigh).

***

Nella realtÓ, gli unici che aiutarono BarillÓ furono i criminali, quelli che nella fiction sono dipinti a tinte fosche, tanto per non contraddire gli stereotipi.
Alla fine fu il vero boss della droga a testimoniare in un processo a suo carico che quel BarillÓ non c'entrava niente, e che lui, il responsabile, quel giorno, se l'era cavata solo perchÚ i poliziotti che lo seguivano avevano preso un granchio bloccando un'altra macchina.
Questo la dice lunga sulla spietatezza di chi si autoaccusa di un reato, anche se autentico, per scagionare un innocente. E' vero che questa deposizione fu resa quando il vero colpevole si trovava giÓ in carcere per altri reati e non da libero, al tempo dell'arresto del BarillÓ, ma non si pu˛ pretendere la santitÓ da nessuno, tanto meno da chi con la Legge ha da sempre a che fare...

Ma anche a questo punto BarillÓ fu subito prosciolto. Dovette penare ancora a lungo, fino ache le deposizioni incrociate di collaboratori di giustizia al corrente dell'episodio (perchÚ ai tempi sodali al gruppo di trafficanti in questione), riuscirono a convincere finalmente i giudici a riaprire il caso.
Cosý si accorsero che quel trafficante aveva un'auto del tutto uguale a quella con la quale era stato fermato il BarillÓ (circostanza che prima nessuno si era mai preso la briga di verificare), e gli agenti che avevano condotto l'operazione finalmente si dissero meno infallibilmente certi che alla guida del mezzo si trovasse il BarillÓ (..davanti all'evidenza!).
Fu solo allora che BarillÓ riconquist˛ la libertÓ, uscendo finalmente dal carcere.

Tutt'ora i guai non sono finiti: davanti a una vita distrutta e a sette anni passati dietro le sbarre, i giudici di Genova si sono ancora opposti a riconoscere la cifra di risarcimento chiesta dal BarillÓ.
Abituati a cavarsela con pochi spiccioli, quando capita (ai pregiudicati non danno mai molti soldi, anche quando l'errore giudiziario Ŕ acclarato, tanto la loro vita vale poco...), nel caso di BarillÓ si trovano di fronte ad un osso duro, che non si arrende, come non si Ŕ mai arreso in tutti gli anni di ingiusta detenzione.
Sappiamo che BarillÓ vuole devolvere parte del suo rimborso in beneficenza, ma vuole che lo Stato paghi veramente riconoscendo l'errore commesso. Ci complimentiamo con lui. E siamo felici per la sua libertÓ.
In bocca al lupo, Daniele
Guido Conti
http://www.ildue.it/Temi/Liberta/PaginaTLiberta.asp?IDPrimoPiano=1268

Thor
18-10-2005, 20.22.19
madonna, non ci posso pensare.. :(

gli han preso 11 anni della sua vita, e rubati chissÓ quanti altri, per l'orribile esperienza vissuta. nessuno e nulla, neppure milioni di euro, glieli restituiranno mai!! (F)

exion
18-10-2005, 20.23.43
Originariamente inviato da Thor
madonna, non ci posso pensare.. :(

gli han preso 11 anni della sua vita, e rubati chissÓ quanti altri, per l'orribile esperienza vissuta. nessuno e nulla, neppure milioni di euro, glieli restituiranno mai!! (F)

pensa se avessimo in Italia la pena di morte come negli States :rolleyes:

altro che 11 anni gli prendevano :S

Gigi75
18-10-2005, 20.26.02
Spero sia una vicenda che almeno sia utile a far meditare.. a prescindere dalla pena di morte..

Flying Luka
18-10-2005, 20.41.26
Quanti bilioni di euro pu˛ chiedere di risarcimento allo stato?

exion
18-10-2005, 20.44.00
Originariamente inviato da Flying Luka
Quanti bilioni di euro pu˛ chiedere di risarcimento allo stato?

fossi in lui chiederei l'equivalente del debito pubblico :p

Robbi
18-10-2005, 20.53.26
Stavo per fare io il sillogismo con la storia di Barilla' un uomo completamente distrutto dalla vicenda , ha perso il lavoro (era un imprenditore) la famiglia (la moglie lo lascio')
Conosco bene la storia perche' si svolse in un paese vicino a dove risiedo, Nova Milanese...

Se ci penso c'e' da impazzire :( Immagino come potrei reagire se succedesse a me o qualche persona a me cara ... Non riuscirei a sopportarlo!

la topica su questo signore, purtroppo la prese un uomo che per molti e' un mito: Il Capitano Ultimo!!

Gigi75
18-10-2005, 23.06.33
Originariamente inviato da Flying Luka
Quanti bilioni di euro pu˛ chiedere di risarcimento allo stato?

Molti, davvero molti.
Pensa lo scherzetto del PM, oltre a rovinare una vita, il danno che costa a tutti noi..

Voleva fare lo sceriffo lui, voleva..