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Visualizza versione completa : UE pressioni da Microsoft


Ghandalf
16-02-2005, 01.18.53
<p>&nbsp;</p><p><font size="2">Il dibattito sulla direttiva europea per i brevetti software continua e pare che i toni si stiano facendo sempre pi&ugrave; cupi. La Danimarca nell'occhio del ciclone in questo istante visto <span style="font-weight: bold">che la MS ha appena annunciato che la poca chiarezza dell'europa su cosa sia o non sia brevettabile la costringe a spostare alcune delle sue filiali danesi nuovamente negli Stati Uniti</span>, dove le leggi in merito sono pi&ugrave; chiaro. Rimarcando in ogni caso che i posti dei dipendenti europei di MS non sono assolutamente in discussione.<br /><br />Viene anche fuori da questa situazione che <span style="font-weight: bold">il primo ministro polacco (paese che si &egrave; opposto alla direttiva europea) ha ricevuto lettere da Siemens, Nokia, Royal Philips Electronics, Ericsson ed Alcatel</span> tutte a lamentarsi sulla politica nei riguardi della direttiva europea e ricordando che potrebbe riconsiderare la LORO politica di invenstimenti in Polonia se l'atteggiamento dovesse rimanere questo.</font></p><p>&nbsp;</p><br /><a href="http://www.wintricks.it/framer.php?url=http://news.zdnet.com/2100-3513_22-5577515.html" target="_blank">Fonte </a><br /><br /><br /><br /><br />

raistlin
16-02-2005, 01.24.42
siamo davvero messi male...

Gigi75
16-02-2005, 01.36.01
Giorni fa è stato chiesto il riavvio della procedura di codecisione sulla contestata proposta di direttiva sulla brevettabilità del software.
In quella occasione c'è stato questo intervento del francese Michel Rocard (Partito Socialista). Riassume perfettamente la situazione:

Signor Commissario

Il mio intervento verterà soltanto sulla brevettabilità dei software. Ma voglio iniziare con un augurio di benvenuto davanti a questa commissione, comunicandoLe tutta la nostra simpatia, perché si trova a difendere un affare alquanto spiacevole.

Comincerò dall'inizio.

La brevettabilita dei software è fonte di problemi. I nostri amici americani non hanno alcuna legislazione in merito. Pare che le loro agenzie responsabili abbiano accordato tra i 100'000 e i 200'000 brevetti, che in alcuni casi sono stati convalidati da tribunali in primo giudizio. Alcune denunce per violazione della Costituzione sono in attesa di giudizio presso la Corte Suprema; le pene in merito sono molto pesanti. La violazione della Costituzione sarebbe dovuta alla violazione della libertà di circolazione delle idee in quanto, dopo tutto, un software non sarebbe altro che una formula o un insieme di formule matematiche, e una formula matematica è un'idea espressa sotto forma [del linguaggio della] matematica; pare che la Corte Suprema sia in attesa della produzione del diritto europeo per decidere in merito. Siamo dunque in qualche modo investiti della responsabilità di legiferare per il mondo intero. Va ricordato che la posta in gioco è la salvaguardia della libertà di creazione e di utilizzo dei software da parte dei ricercatori individuali e delle PMI.

Con lodevole intenzione, di fronte a questa situazione la Commissione europea che vi ha preceduto ha prodotto un progetto di direttiva. Il discorso introduttivo era buono: non permettere tutto, non legittimare certi eccessi americani. Ma il dispositivo del testo non riportava alcuna linea rossa giuridica che doveva separare quanto è brevettabile da quel che non lo è. Da ciò risultava che il testo della Commissione era permissivo senza alcun chiaro limite, cosa che innumerevoli esperti consultati dai vostri servizi e dai governi nazionali vi hanno già detto e scritto. Il nostro Parlamento si è commosso. Ha letto molto, ha lavorato e ascoltato. Si è risoluto a proporre che questa linea rossa sia il fatto che la produzione e la messa in opera del software in caso richiedano o non richiedano una spesa in energia o materiali richiedenti una compensazione finanziaria diretta, al di fuori del lavoro intellettuale del creatore. Abbiamo emendato il progetto della Commissione in questo senso, con le conseguenze collaterali che ne derivano, e così facendo abbiamo riunito la confortevole maggioranza di 361 voti, con 157 voti contrari e 28 astensioni, il 24 settembre 2003.

Per produrre il suo progetto di direttiva revisionato in vista di una seconda lettura, che si suppone volesse tener conto della scelta del Parlamento, la Commissione ha atteso la sospensione per le elezioni. Ecco una prima ineleganza. E così, il 18 maggio 2004, senza aver aperto nuove consultazioni, né aver condotto studi sulla validità della posizione del Parlamento, né aver proceduto a delle audizioni pubbliche, la Commissione ha improvvisamente sottoposto al Consiglio una seconda versione della sua direttiva che ignora totalmente il lavoro del Parlamento, prendendo praticamente in contropiede su qualche punto persino la sua versione della prima lettura. Il Consiglio l'ha adottata dopo un dibattito molto breve in cui la posizione del Parlamento non è stata evocata. Seconda ineleganza. Occorreva finalizzare l'affare in termini giuridici e raccogliere formalmente i consensi. La presidenza Irlandese, riguardo alla quale non possiamo rimanere insensibili al fatto che il suo sito Web venga sponsorizzato da Microsoft, ha tentato di archiviare il dossier come punto A, pronto per essere adottato senza dibattito. E' stato sottoposto a 3 Consigli, dei quali due riguardavano la Pesca, dalla presidenza Irlandese e Olandese.

Malgrado il silenzio dei governi olandese e tedesco, che nel frattempo hanno visto i loro parlamenti nazionali sollevarsi con forza contro l'orientamento dei loro governi su questo soggetto, i tre tentativi di far passare forzatamente come punto A questo argomento sono arenati, grazie al coraggio del governo polacco, e due giorni fa grazie ai governi polacco e danese. Procedere tre volte di seguito con queste manovre d'intimidazione è una terza ineleganza. Di fronte a questa situazione, comprenderete signor Commissario che il Parlamento europeo sente un cattivo odore salire al naso.

Da quanto detto, ecco le mie domande in rapida successione:

1 - La Commissione si è convinta che il suo testo non passerà più, e suggerirà al Consiglio dei Ministri di rimettere in cantiere la redazione di questa seconda versione?

2 - La Commissione può spiegarci in cosa i suggerimenti del Parlamento non sono pertinenti ai suoi occhi?

3 - La Commissione continuerà a negare che il testo da essa sottoposto al Consiglio apre la possibilità di brevettare qualsiasi software? Che dice, dunque, dei risultati dell'audizione organizzata dal Governo Polacco in novembre 2004, in cui tutti gli industriali presenti erano convinti del contrario?

4 - Come concilia, la Commissione, la posizione di coloro che difendono il suo secondo testo, i quali dicono che si limita a codificare la pratica dell'Ufficio Europeo dei brevetti, con quella di coloro che affermano che non permette la brevettabilità dei software?

5 - La Commissione intende convalidare le migliaia di brevetti OEB che riguardano l'organizzazione delle memorie del computer, o i metodi commerciali e potenzialmente quelli pedagogici o chirurgici?

6 - La Commissione può ammettere che la definizione di ciò che è "tecnico" nell'"impiego di mezzi tecnici" è perfettamente tautologico e non può aiutare a distinguere ciò che à brevettabile da ciò che non lo è?

7 - Se il riferimento alla messa in opera delle forze della natura (energia, materia) non appare pertinente per costituire la base di questa distinzione, può la Commissione proporcene un'altra, visto che l'oggetto principale del nostro lavoro di legislazione è proprio quello di proporne una?

8 - Infine, la Commissione vuole considerare che è venuto il momento di ritirare il suo progetto e prepararsi a farne uno completamente nuovo?

Michel Rocard

marck
16-02-2005, 10.25.54
Si creeranno i porti franchi anche per i brevetti del Software, come prevedibile... E tutti questi porti franchi faranno soldi a palate...