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Visualizza versione completa : L'universo Cina


Giorgio Drudi
20-12-2004, 17.26.22
L'universo Cina sta trasformandosi in un caos: le contraddizioni porteranno alla implosione?

Le sperequazioni fra Cina delle città, Cina industriale e Cina rurale sono enormi. L'industria cresce enormemente sullo sfruttamento della mano d'opera che lavora in condizioni disastrose, l'immensa campagna è in condizioni peggiori, la corruzione burocratica avvelena la società. L'unica libertà è quella di produrre, produrre e produrre.

Secondo le statistiche 2003 della World Health Organization, circa un milione di persone si suicidano ogni anno nel mondo. In Cina sono 287mila di cui 156mila donne, mentre dai 20 ai 50 milioni di cinesi tenterebbero il suicidio senza riuscire a portarlo a termine.

Vengono giustiziate più persone in un anno in Cina che in tutto il resto del mondo.
In molti casi, la pena di morte viene applicata arbitrariamente senza garanzie contro errori giudiziari
In Cina lo stato uccide per:
avvelenamento di bestiame - omicidio - tentato omicidio - omicidio colposo - uccisione di una tigre - rapina a mano armata - rapina - stupro - ferimento - assalto - furto ripetuto - furto - intrusione - rapimento - traffico di donne o bambini - organizzazione della prostituzione - sfruttamento della prostituzione - organizzazione di spettacoli pornografici - pubblicazione di materiale pornografico - teppismo - disturbo dell'ordine pubblico - esplosioni provocate - distruzione o danneggiamento della proprietà pubblica o privata - sabotaggio controrivoluzionario - incendio - traffico di droga - corruzione - truffa - concussione - frode - usura - contraffazione - rivendita di ricevute IVA - evasione fiscale - furto o costruzione illegale di armi - possesso o vendita illegali di armi e munizioni - furto o contrabbando di tesori nazionali o reliquie culturali - spaccio di denaro falso - ricatto.

dave4mame
20-12-2004, 17.47.49
posso essere volgarmente sintetico?

implosione un c@$$0...

infinitopiuuno
20-12-2004, 17.52.28
Originariamente inviato da Giorgio Drudi

In Cina lo stato uccide per:
avvelenamento di bestiame - omicidio - tentato omicidio - omicidio colposo - uccisione di una tigre - rapina a mano armata - rapina - stupro - ferimento - assalto - furto ripetuto - furto - intrusione - rapimento - traffico di donne o bambini - organizzazione della prostituzione - sfruttamento della prostituzione - organizzazione di spettacoli pornografici - pubblicazione di materiale pornografico - teppismo - disturbo dell'ordine pubblico - esplosioni provocate - distruzione o danneggiamento della proprietà pubblica o privata - sabotaggio controrivoluzionario - incendio - traffico di droga - corruzione - truffa - concussione - frode - usura - contraffazione - rivendita di ricevute IVA - evasione fiscale - furto o costruzione illegale di armi - possesso o vendita illegali di armi e munizioni - furto o contrabbando di tesori nazionali o reliquie culturali - spaccio di denaro falso - ricatto.
OT
Se il governo cinese "governasse" in Italia occorrerebbero dei forni crematori.
Ot end
Sulla percentuale di suicidi, quella Cinese non è molto alta se si considera che probabilmente molti cinesi "vengono suicidati".

Uno dei problemi che ho notato nei servizi su Canton e altre metropoli è la mancanza assoluta di igiene e di sicurezza sui posti di lavoro.

Molto meglio cmq, di lavorare in campagna..se non c'è raccolto non ci sono i contributi UE.

Prevedo un'esplosione di contestazioni derivante dalle masse lavoratrici per i motivi di cui sopra e per il misero stipendio che ottengono.

Giorgio Drudi
20-12-2004, 17.54.42
" LA Cina: un gigante fascista

La Cina è il Paese più popolato al mondo: circa un sesto della popolazione mondiale, oltre un miliardo di persone sui sei miliardi che popolano il globo, vive nella Repubblica Popolare Cinese; ma i cinesi sono divisi in oltre 200 etnie, differenti tra loro culturalmente e somaticamente. L’etnia attualmente più influente è la Han, che insieme ai Manciù è la maggioritaria all’interno della variegata popolazione cinese: un potere amministrato dalla direzione del Partito Comunista in maniera totalitaria, spesso sanguinosa e noncurante del benché minimo rispetto dei più elementari Diritti Umani. Tortura, carcere, sparizioni, pene di morte, repressione feroce del dissenso: questa è la linea su cui si muove la dirigenza del gigante asiatico. "

Giorgio Drudi
20-12-2004, 18.07.56
Originariamente inviato da infinitopiuuno



Prevedo un'esplosione di contestazioni derivante dalle masse lavoratrici per i motivi di cui sopra e per il misero stipendio che ottengono.

Credo anch'io che sia molto probabile.

Giorgio Drudi
20-12-2004, 18.54.22
Se avete voglia di leggere: :)

Il "padre" della dissidenza cinese si chiama Wei Jingsheng.
E' nato nel 1950 a Pechino.
Nel 1966 durante la Rivoluzione Culturale con altri giovani costituisce un movimento democratico, uno degli obiettive è di distruggere gli archivi segreti della polizia politica di Pechino.
Wei viene arrestato e spedito, come milioni di altre persone, in campagna per un corso di rieducazione, dove e scopre la miseria e le ondate di carestie degli anni 60 provocate dagli orrori del regime.
Rimesso in libertà lavora come elettricista allo zoo di Pechino.
Partecipa, a distanza, al primo moto antigovernativo che scoppia in piazza Tienanmen nel 1976.
Alcuni anni dopo nei pressi di uno dei principali incroci della capitale si inaugura il Muro della Democrazia: un angolo di muro dove sono affissi i tazebao della contestazione democratica, brevemente autorizzata a esprimersi da un Deng Xiaoping che sfrutta il movimento per sbarazzarsi degli avversari politici maoisti.
Il 5 dicembre 1978, Wei Jingsheng affigge il testo che lo renderà celebre:" La Quinta Modernizzazione, dove sviluppa l'idea che il progresso economico del paese deve passare attraverso la democratizzazione del sistema, mancando la quale il popolo non ne beneficierà assolutamente.
Fonda una rivista, "Esplorazioni", distribuita al pubblico del Muro. Wei vi denuncia la detenzione per motivi politici, la miseria di una parte della popolazione, le origini politiche della delinquenza giovanile, la vendita di bambini per le strade di Pechino. Solleva un problema che fino ad allora era sconosciuto anche all'interno della piccola e male organizzata dissidenza cinese: la repressione in Tibet.
Wei si oppone all'attacco cinese alle limitrofe provincie vietnamite, lanciato a metà aprile 1979.
Denuncia il despotismo dell'uomo-guida dell'era post-maoista: Deng Xiaoping.
E' arrestato il 29 marzo e sparisce nel gulag cinese dopo un processo, detto falsamente pubblico dal regime, che si accontenta di rendere pubblica una foto di Wei, cranio rasato, mentre legge lui stesso la propria difesa.
Durante i primi due anni di detenzione a Pechino, viene relegato in una cella sotterranea, priva di luce.
In occidente Wei diviene il simbolo cinese della lotta per i diritti dell'uomo. A tal punto che, nel settembre 1993, sei mesi prima della fine della sua pena, viene finalmente liberato. Con tale gesto Pechino pensa di aggiudicarsi i giochi olimpici per l'anno 2000. Ma dopo l'assegnazione a Sydney dei Giochi del 2000, il primo aprile 1994 Wei Jingsheng viene nuovamente arrestato, assieme alla sua compagna Tong Yi, un'ex studentessa che aveva preso parte al movimento di Tienanmen nel 1989.
Wei e la sua compagna non vengono processati. Il dissidente e Tong Yi spariscono semplicemente. Infine, il 13 dicembre 1995, un anno e mezzo dopo l'arresto, Wei è condotto davanti alla Corte. Il processo è veloce e WEI viene condannato, sulla base della tesi del complotto per rovesciare il Governo, a 14 anni di prigione.
Nel 1996, soprattutto grazie a una tenace e difficile opera politica dei Parlamentari europei iscritti al Partito Radicale transnazionale, a Wei Jingsheng viene assegnato il Premio Sacharov del Parlamento Europeo.
Viene candidato per il Premio Nobel per la Pace nel 1996 e 1997, ma la procedura di appello non procede.
Wei Jingsheng, adesso in esilio forzato da quando il 16 novembre 1997 è stato scarcerato dalle autorità cinese, continua la sua lotta per la democrazia in Cina.

Giorgio Drudi
20-12-2004, 19.00.05
Spero che postiate qualche notizia sulla Cina, che sarà di stimolo per conoscere qualcosa di più su questa immensa realtà. :)

Molti aspetti dei cambiamenti in atto sono poco conosciuti, non solo per le enormi dimensioni del paese, quasi 1,3 miliardi di persone, ma anche per le scarse informazioni disponibili su una realtà cosi vasta e differenziata.

Eccomi
20-12-2004, 19.22.30
Originariamente inviato da Giorgio Drudi
Spero che postiate qualche notizia sulla Cina, che sarà di stimolo per conoscere qualcosa di più su questa immensa realtà. :)

Non ho molti argomenti...
Ma mi fa paura il silenzio della Cina. :rolleyes:
Fino a qualche tempo fa (parecchio tempo fa), diceva la sua nelle questioni internazionali, poi (mi pare) più nulla.
E mi chiedo cosa stia preparando, nel silenzio.
Mi chiedo anche se George DoubleW Bush non abbia una mezza idea di esportare la democrazia anche in Cina...:eek:
Glielo sconsiglierei vivamente. :o

Giorgio Drudi
20-12-2004, 19.57.52
Originariamente inviato da Eccomi


Non ho molti argomenti...
Ma mi fa paura il silenzio della Cina. :rolleyes:
Fino a qualche tempo fa (parecchio tempo fa), diceva la sua nelle questioni internazionali, poi (mi pare) più nulla.
E mi chiedo cosa stia preparando, nel silenzio.
Mi chiedo anche se George DoubleW Bush non abbia una mezza idea di esportare la democrazia anche in Cina...:eek:
Glielo sconsiglierei vivamente. :o

Off topic

Eccomi guarda i pvt...grazie :p

afterhours
21-12-2004, 04.22.26
Beppe Grillo

Giocattoli incredibili

Nel Guangdong si producono tre quarti dei giocattoli di tutto il mondo. Salario: tra 40 e 70 euro al mese

Internazionale 570, 16 dicembre 2004

Chi sono davvero Gli incredibili di questi giorni? Ciampi, il presidente buono che ripudia la guerra ma anche l'embargo delle armi italiane alla dittatura cinese? O Fini, il primo fascista che si batte per vendere armi al più grande stato comunista?

Forse però i più incredibili di tutti sono proprio i manager della Disney. Per forza che Disneyland in Francia va male. Cosa volete che combinino quei fannulloni dei dipendenti in 35 ore alla settimana? Nella "vecchia Europa", un'oretta qua, una là, si batte la fiacca. In Cina invece sì che si lavora. Presto 35 ore al giorno, altro che alla settimana!

Per fortuna di Paperone, a risollevare le finanze della Disney ci pensano le laboriose Paperine del Guangdong, la regione della Cina dove si producono tre quarti dei giocattoli del pianeta. Per fabbricare giocattoli Disney le operaie cinesi nei mesi di punta arrivano a fare 214 ore al mese di straordinari, oltre alle ore di base. È così che la Banda Bassotti di Burbank, California, si aggiudica la maglia nera mondiale nello sfruttamento del lavoro femminile cinese.

È stata la televisione svizzera a render noto questo primato nella sua più importante trasmissione sui consumi, Á bon entendeur, sul primo canale in francese, alle 20.10 del 30 novembre. Allora che fare? Smettere di comprare Disney per comprare, che so, Mattel? Disney è all'ultimo posto di una lista di sei colossi dei giocattoli, in cui anche il meno peggio non brilla.

La ricerca è stata organizzata da 25 organizzazioni di consumatori riunite nella Icrt (International consumer research & testing) e svolta intervistando in otto mesi centinaia di operaie di sei fabbriche concessionarie. Risultato: "In nessuna delle aziende analizzate i salari permettono di vivere decentemente tutto l'anno; le protezioni contro il calore, il rumore, le sostanze tossiche e gli incidenti sono sistematicamente trascurate; nessuna delle marche esaminate può quindi vantarsi di garantire condizioni di lavoro soddisfacenti nelle fabbriche che producono per essa".

Racconta la tv svizzera "cominciando dal meno peggio": 1) Lego, Danimarca, numero quattro mondiale del giocattolo. Solo il 10 per cento dei suoi prodotti sono fatti in Cina. Tra le aziende esaminate è l'unica che concede un congedo di maternità. Inoltre garantisce un giorno e mezzo di riposo settimanale e la libertà di dare le dimissioni senza pagare penali. In periodi di alta produzione le ore straordinarie raggiungono le 55 al mese. Trasparenza: sembra fare sforzi per rispettare le regole e accetta che la verifica del suo codice di condotta sia fatta da fonti indipendenti.

2) Mattel, California, numero uno mondiale. Prodotto principale: bambola Barbie. 120mila persone lavorano per lei in Cina. Propone i contratti di lavoro più stabili del settore, uno-due anni, contro i tre mesi medi dei concorrenti. Il giorno di riposo settimanale è rispettato. Le operaie che si dimettono perdono 20 giorni di salario. Orari: 10-12 ore in alta stagione, con straordinari che arrivano a 112 ore al mese. Accetta una verifica indipendente del codice di condotta, ma ordina alle operaie di rispondere con prudenza alle inchieste esterne.

3) Bandai, Giappone, numero tre mondiale. Prodotti principali: Tamagochi e Power Rangers. A pari merito con Mattel. Metà della produzione è in Cina (45mila persone). In alta stagione il giorno di riposo da settimanale diventa mensile e gli straordinari arrivano a 123 ore al mese. Il salario si paga con un mese di ritardo. Trasparenza: le operaie non conoscono il codice di condotta, l'azienda detta le risposte da dare ai controllori esterni.

4) Mga Entertainment, California. Prodotto principale: bambola Bratz. Tutte le Bratz sono fatte in Cina. Il giorno di riposo settimanale è rispettato. I contratti sono corti e gli orari demenziali: in alta stagione le giornate sono di 10-13 ore, più 149 ore straordinarie mensili obbligatorie. È la meno trasparente delle sei aziende: non ha un codice di condotta.

5) Hasbro, Stati Uniti, numero due mondiale. Prodotto: Action Man. Il dipendente che si dimette perde l'ultimo mese di stipendio e la cauzione che ha dovuto depositare all'assunzione (5 euro, al cambio); 157 ore di straordinari mensili in alta stagione. L'azienda detta ai dipendenti le risposte da dare ai controllori indipendenti.

6) Disney, Stati Uniti, California. Prodotto: personaggi in pelouches. Durata del contratto: un anno. Chi si dimette perde un mese di stipendio. In alta stagione il giorno di riposo settimanale non è rispettato e gli straordinari arrivano al record di 214 ore mensili. In caso di controlli indipendenti l'azienda detta le risposte ai dipendenti e ha due bollettini-paga, uno per la fabbrica, uno per i controlli.

Il Guangdong, dove si trovano le sei fabbriche esaminate, è la provincia industriale intorno a Shenzhen. Oltre ai giocattoli si producono qui due terzi delle scarpe e la metà dei telefonini, degli orologi e delle macchine fotografiche del mondo. Da giugno a ottobre in quattromila fabbriche si producono tre quarti dei giocattoli di tutto l'anno. Stipendio, al cambio ufficiale: 40-70 euro al mese.

dave4mame
21-12-2004, 09.06.43
Originariamente inviato da Eccomi


Non ho molti argomenti...
Ma mi fa paura il silenzio della Cina. :rolleyes:
Fino a qualche tempo fa (parecchio tempo fa), diceva la sua nelle questioni internazionali, poi (mi pare) più nulla.
E mi chiedo cosa stia preparando, nel silenzio.
Mi chiedo anche se George DoubleW Bush non abbia una mezza idea di esportare la democrazia anche in Cina...:eek:
Glielo sconsiglierei vivamente. :o

ma credo che neanche cheney in un giorno di sbronza cattiva glielo consiglierebbe...

dave4mame
21-12-2004, 09.09.40
giusto per desiderio di chiarezza; il "cambio ufficiale" dello yuan è un numero sparato completamente a casaccio che non dice assolutamente nulla sul suo potere di acquisto.

infinitopiuuno
21-12-2004, 09.41.38
Originariamente inviato da dave4mame
giusto per desiderio di chiarezza; il "cambio ufficiale" dello yuan è un numero sparato completamente a casaccio che non dice assolutamente nulla sul suo potere di acquisto.

Veramente? Non c'è nessuna correlazione col dollaro? Fammi sapere grazie.

dave4mame
21-12-2004, 09.59.01
mi sono espresso male.
un cambio ufficiale ovviamente c'è;
però vuol dire ben poco (o almeno.. fino a 5 anni fa di sicuro).
non riflette in alcun modo il potere di acquisto della moneta...

Giorgio Drudi
21-12-2004, 11.06.21
Lo yuan è sottostimato ma sembra ormai che la Cina, per le molte pressioni, non potrà fare a meno di rivalutarlo. Le principali preoccupazioni delle autorità riguardano la stabilità sociale: se lo si rivatulerà le conseguenze sull'economia interna saranno notevoli e diminuirà anche il grande flusso di investimenti dall'estero.
Un adeguamento dello yuan al suo valore reale gioverebbe a tutta l'economia sana degli altri paesi compresa quella dell'Italia.
La Cina si comporta sul mercato internazionale con una certa arroganza, questo atteggiamento le è consentito per ragioni prettamente politiche e in particolare modo per la questione nucleare nord-coreana...fino a quando non sarà risolta la questione, la Cina potrà "spadroneggiare" sui mercati a suo piacimento. C'è anche la questione sempre aperta di Taiwan...

Giorgio Drudi
21-12-2004, 11.17.30
La Cina ha tutto l'interesse a far si che le quotazioni del dollaro rimangano alte e perciò acquista continuamente titoli del Tesoro americano. La banca centrale cinese a forza di comprare dollari ha accumulato riserve tali che sono ormai varie volte quelle degli Stati Uniti stessi.
L' economia della Cina è dunque legata a doppia corda agli Stati Uniti.
Il cambio ufficiale, inalterato dal 1995, è a 8,28 yuan per dollaro.

Giorgio Drudi
21-12-2004, 11.25.47
Originariamente inviato da Eccomi



Ma mi fa paura il silenzio della Cina.
Fino a qualche tempo fa (parecchio tempo fa), diceva la sua nelle questioni internazionali, poi (mi pare) più nulla.
E mi chiedo cosa stia preparando, nel silenzio.
Mi chiedo anche se George DoubleW Bush non abbia una mezza idea di esportare la democrazia anche in Cina...:eek:


:) Stai tranquillo la Cina al momento non ha alcun interesse a litigare con gli USA e questi ancora meno a litigare con la Cina.
Coll'aumentare del benessere inevitabilmente la Cina va verso la democrazia...può anche darsi che la transizione sia indolore ed è augurabile...ne dubito però...le "contraddizioni" che si stanno accumulando nella società cinese sono troppo forti.

dave4mame
21-12-2004, 11.29.47
Originariamente inviato da Giorgio Drudi
La Cina ha tutto l'interesse a far si che le quotazioni del dollaro rimangano alte e perciò acquista continuamente titoli del Tesoro americano. La banca centrale cinese a forza di comprare dollari ha accumulato riserve tali che sono ormai varie volte quelle degli Stati Uniti stessi.
L' economia della Cina è dunque legata a doppia corda agli Stati Uniti.
Il cambio ufficiale, inalterato dal 1995, è a 8,28 yuan per dollaro.

comprerà anche, ma gli effetti non è che si vedano granchè.
mi sorge un dubbio.
non è che per ogni dollaro che compra, acquista anche 5 euro? :confused:

Giorgio Drudi
21-12-2004, 11.38.20
Originariamente inviato da dave4mame


comprerà anche, ma gli effetti non è che si vedano granchè.
mi sorge un dubbio.
non è che per ogni dollaro che compra, acquista anche 5 euro? :confused:

Non ho letto niente in giro a proposito ma credo che la tua ipotesi non sia affatto da scartare...dipende molto dalla "bilancia dei pagamenti" con l'Europa...più aumenta il suo commercio con l'Europa più è possibile, secondo me, che questa tua ipotesi si avveri: per lo stesso motivo per cui sostiene il dollaro, acquisterebbe euro.

Giorgio Drudi
21-12-2004, 11.50.11
TRAPIANTI DI ORGANI
--------------------------------------------------------------------------------

La posizione ufficiale.

"Il prelievo di organi dai condannati a morte necessita del consenso e della firma del criminale o del consenso dei suoi parenti, oltre all'approvazione del tribunale"
(Wang Min, diplomatico cinese alle Nazioni Unite, aprile 1994).

La realtà

I prigionieri condannati sono incatenati in permanenza, non possono contattare avvocati e la loro posta è censurata. Solo poche ore prima dell'esecuzione viene detto loro del fallimento dell'appello. In questo modo, è poco probabile che possano acconsentire liberamente al prelievo, ammesso che ne vengano informati. Le strette relazioni tra tribunali ed ospedali, oltre alla segretezza che circonda il processo e all'aumentato introito generato dai trapianti per gli ospedali, fanno sorgere il fondato sospetto che in alcuni casi la tempestività delle esecuzioni possa essere collegata al bisogno di organi per i trapianti.

amnesty international

dave4mame
21-12-2004, 12.05.34
Originariamente inviato da Giorgio Drudi


Non ho letto niente in giro a proposito ma credo che la tua ipotesi non sia affatto da scartare...dipende molto dalla "bilancia dei pagamenti" con l'Europa...più aumenta il suo commercio con l'Europa più è possibile, secondo me, che questa tua ipotesi si avveri: per lo stesso motivo per cui sostiene il dollaro, acquisterebbe euro.


però è strano.
bilancia dei pagamenti d'accordo;
però starebbe a significare che stanno comprando dome matti, se non valuta, merci europee...

succhione
21-12-2004, 12.49.23
...non ho seguito le ultime dal mondo...
..la Cina potrebbe essere un'altro agnello tra i lupi...anche se sembra avere le fattezze di una belva affamata...

Giorgio Drudi
21-12-2004, 13.13.01
Originariamente inviato da dave4mame



però è strano.
bilancia dei pagamenti d'accordo;
però starebbe a significare che stanno comprando dome matti, se non valuta, merci europee...

Comprerebbero "buoni del tesoro" europei.

dave4mame
21-12-2004, 13.15.54
se fosse.... pensa se gli saltassare i 5 minuti e decidessero di rivdendere tutto in un botto...


d'altra parte.
lavorano come matti e par quanto basso i loro prodotti hanno un costo.
posto che non finisce un mano ai lavoratori.... 'ndove li ficcano sti quattrini?

Giorgio Drudi
21-12-2004, 13.33.31
Originariamente inviato da dave4mame
se fosse.... pensa se gli saltassare i 5 minuti e decidessero di rivdendere tutto in un botto...


d'altra parte.
lavorano come matti e par quanto basso i loro prodotti hanno un costo.
posto che non finisce un mano ai lavoratori.... 'ndove li ficcano sti quattrini?

Penso che una buona parte finiscano nelle tasche della Burocrazia Cinese, cioè nelle tasche del partito, degli alti gradi dell'esercito e compagnia bella che certo non assisteranno al crescere del capitalismo privato senza chiedere la loro fetta.
I lavori pubblici, poi, credo che assorbano grandi risorse, l'immensa Cina non può crescere industrialmente senza le infrastrutture.
Una notevole fetta va anche alla "difesa".
Le ultime briciole vengono distribuite ai lavoratori

dave4mame
21-12-2004, 13.42.00
bene o male pensavo la stessa cosa.
d'accordo l'apparato burocratico, d'accordo i nuovi ricchi, va bene anche le grandi opere (pensa solo alla dighe sullo yatzee kiang...).
ma la produzione della cina come sistema è enorme; non so se davvero finisca tutto li dentro.
pensa solo se stessero accumulando ricchezza. pensa a quanto sarebbe facile destabilizzare una economia come quella europea.

Giorgio Drudi
21-12-2004, 13.51.45
Come ipotesi strategica... ma la Cina dovrebbe essere disposta ad accettare una recessione interna che ormai non può più sopportare. Che ne sarebbe delle grandi masse operaie ormai dirottate dalla campagna nelle città ?

Giorgio Drudi
21-12-2004, 13.54.59
Originariamente inviato da succhione
...non ho seguito le ultime dal mondo...
..la Cina potrebbe essere un'altro agnello tra i lupi...anche se sembra avere le fattezze di una belva affamata...

Credo che il popolo cinese, genericamente parlando, non abbia un indole espansionista ed aggressiva ma piuttosto pacifica e accomodante.

infinitopiuuno
21-12-2004, 15.31.41
Originariamente inviato da dave4mame
bene o male pensavo la stessa cosa.
d'accordo l'apparato burocratico, d'accordo i nuovi ricchi, va bene anche le grandi opere (pensa solo alla dighe sullo yatzee kiang...).
ma la produzione della cina come sistema è enorme; non so se davvero finisca tutto li dentro.
pensa solo se stessero accumulando ricchezza. pensa a quanto sarebbe facile destabilizzare una economia come quella europea.

E qui scatterebbe l'ipotesi di prima. L'importazione o esportazione della "democrazia" in Cina....un'altra verità è che il disequilibrio tra ricchezza di pochi e povertà per molti; la mancanza di tutele sui luoghi di lavoro insieme al fatto che siamo in un villaggio globale, porterà alla lunga al capovolgimento del governo cinese e comunque ad un terremoto con scosse di assestamento lunghine.
Poi si conosce già la fine delle economie col cambio fisso col Dollaro(vedi Sudamerica)..una volta sgangiatesi dal $, avviene il caos monetario.
Infine prevedo, visto che siamo a Natale, un proliferare di virus dai polli, dai gatti(li mangiano), dalle vacche ecc. ai cinesi.
Auguri Cina e auguri Europa.:)

exion
05-09-2005, 16.00.05
dunque vediamo.....




Opel Frontera....

http://www.catalog.auto.ru/images/58a22390.jpg




.... e CinCiunUan Landwind

http://www.autoxperience.tv/filecontent/images/landwind2.jpg


Trovate la differenza.... A parte il prezzo (24.000€ circa la prima, 14.000€ la seconda), quasi nulla di diverso :D


Non so voi... Ma io il mese prossimo comincio i corsi di cinese :p :wall:

succhione
05-09-2005, 16.04.20
...perchè..la Rover..dov'è finita ???
http://www.repubblica.it/2005/h/motori/agosto05/okrovercinesi/este_10114902_49500.jpg

..x 72 milioni di euro...

Sbavi
05-09-2005, 16.08.36
Originariamente inviato da exion
dunque vediamo.....
Opel Frontera....
.... e CinCiunUan Landwind
Trovate la differenza....

Qualitativamente....il giorno e la notte...
Questi ci stanno mettendo in ginocchio.

exion
05-09-2005, 16.09.55
Originariamente inviato da succhione
...perchè..la Rover..dov'è finita ???
http://www.repubblica.it/2005/h/motori/agosto05/okrovercinesi/este_10114902_49500.jpg

..x 72 milioni di euro...

Si ma quella glie l'hanno regolarmente venduta...

Il disegno della Frontera invece se lo sono preso senza chiedere nulla a nessuno e ne è uscita la Landwind :p

Pare ci sia anche una copia delle Mercedes "top class", ma non riesco a trovarla :p

Billow
05-09-2005, 16.13.28
anche della Lancia Thesis se è per quello..
la vers. cinese costa meno di 20.000 €..
l'italiana quasi 50.000 ..

:eek:

ora stanno cercando di fare una macchina dal costo di ...

1700 EURO..
una specie di Maruti :(
mah.. come seconda macchina potrebbe anche funzionare

exion
05-09-2005, 16.13.28
http://www.weblogsinc.com/common/images/7707137613747804.JPG?0.15970836148976936

Una Honda CRV e una Shuanghuan Laibao S-RV... Ma qual è la Honda e quale la Shuanghuan? Boh!!! :D

Se non ci fosse il marchio sul cofano sarebero indistingubili :eek:

exion
05-09-2005, 16.19.10
Eccolaaaaa!!!! :eek: :D


http://paultan.org/wp-content/chinashit_geelymerie1.jpg

Mercedes Classe C o Gelly Merrie? :D

afterhours
05-09-2005, 16.22.09
amore stasera passo a prenderti con la ciciuuan :D :D :D

succhione
05-09-2005, 16.26.20
...spezzo una lancia Cinese....

..:o..la Chery M14...
http://www.newstreet.it/img/magazine/max/857.jpg

..edizione 2005 del Shanghai Motor Show..il primo coupé-cabriolet cinese....

exion
05-09-2005, 16.31.10
Originariamente inviato da Billow
anche della Lancia Thesis se è per quello..
la vers. cinese costa meno di 20.000 €..
l'italiana quasi 50.000 ..

:eek:

ora stanno cercando di fare una macchina dal costo di ...

1700 EURO..
una specie di Maruti :(
mah.. come seconda macchina potrebbe anche funzionare

1700€ :eek: :eek:


E mia!!!! :p

Vendo la Punto, e con quel che resta mi faccio la crociera intorno al mondo! :p

exion
05-09-2005, 16.39.32
Originariamente inviato da sbavi


Qualitativamente....il giorno e la notte...
Questi ci stanno mettendo in ginocchio.

Il problema è che ci siamo fregati con le nostre mani.

Vale lo stesso principio delle vecchie signore francesi che comprano le finte Vuitton al mercato di Sanremo.

Perché queste signore vogliono tanto avere una Vuitton?

Perchè è uno status symbol, non una buona borsa. La Vuitton è sicuramente anche una borsa di fattura superiore, però quello che interessa non è quello. Altrimenti ci sarebbero frotte di borse di altrettanto ottima qualità, ma che non ha il marchietto "LV" col fiorellino e quindi non sono altrettanto "desiderate".

E' il marchio che fa la differenza. Ed è colpa del nostro mercato, che è cresciuto negli ultimi 50 anni molto più intorno ai nomi e ai marchi che non intorno alla vera sostanza delle cose.

Per le auto, è uguale. Abbiamo costruito una società in cui il tizio che scende dal SUV viene identificato al primo colpo d'occhio come un uomo di successo, uno che ha fatto i soldi, forse un manager, o un alto dirigente, mentre la Punto, ad esempio :p, è la macchina dello studentello, dell'impiegato, di quello che ancora nella vita non ha fatto un tubo e forse mai lo farà. (Ovviamente non è il mio punto di vista, ma è purtroppo lo stereotipo comunemente diffuso).

Ora l'industria cinese sfrutta questa cosa, e ci propone delle repliche degli status symbol alla metà del prezzo, a volte anche meno.

Chiaro che se il segno del successo è il SUV, l'operaio di Mirafiori che può continuare a comprare la Punto, oppure scegliere di concedersi un "hersatz" di quella vita normalmente riservata ai suoi superiori comprandosi un SUV allo stesso prezzo della Punto, sicuramente sceglierà la seconda.

Sbavi
05-09-2005, 16.49.51
Sante parole exion, ma converrai che una cosa è scendere dalla Cayenne, ben altra scendere dalla sua replica cinese...
Se mi vedi al polso un Rolex tarocco magari ci caschi, ma non si può fare lo stesso giochetto con una macchina, troppo evidente.

exion
05-09-2005, 16.54.48
Originariamente inviato da sbavi
Sante parole exion, ma converrai che una cosa è scendere dalla Cayenne, ben altra scendere dalla sua replica cinese...
Se mi vedi al polso un Rolex tarocco magari ci caschi, ma non si può fare lo stesso giochetto con una macchina, troppo evidente.


E' chiaro. Su questo non ci sono dubbi.

Però....


Su 100 persone prese a caso in Italia, quante possono comprarsi la Cayenne? E quanti, non potendolo fare, sognano comunque di farlo?

E' su questo che l'industria cinese ci frega.

Loro con la finta Cayenne non puntano a quelle 2 persone su 100 che possono comprare l'originale.
Puntano invece a quelle 98 persone che possono al massimo permettersi una Golf o una 306 e che sognano di avere di più, magari proprio un Cayenne come quel loro vicino tanto antipatico ma che ha la grana e che non si risparmia di darlo a vedere. Finto Cayenne certo, ma pur sempre meglio che l'utilitaria, tanto più se il prezzo è lo stesso.

Esattamente come le finte Vuitton, che non vengono certo comprate da ricche signore che scendono dagli yacht di Porto Sole, ma dalle sudaticce pensionate che sbarcano dal treno.

Sbavi
05-09-2005, 17.04.34
Originariamente inviato da exion
Loro con la finta Cayenne non puntano a quelle 2 persone su 100 che possono comprare l'originale.
Puntano invece a quelle 98 persone che possono al massimo permettersi una Golf o una 306 e che sognano di avere di più, magari proprio un Cayenne come quel loro vicino tanto antipatico ma che ha la grana e che non si risparmia di darlo a vedere.

Personalmente mi vergognerei a comprare un clone solo per stare al passo del vicino antipatico. E' come darsi la zappa sui piedi.
Anche se in linea di massima il tuo discorso regge.

TyDany
05-09-2005, 17.30.48
Secondo me non regge, quelle copie di uguale hanno solo la forma, per il resto valgono quello che costano, cioè, niente! Io non guardo particolarmente le marche (vebbè, Ducati è diverso, è una passione) però spesso non è solo il marchio a fare il prezzo.
Per lavorare prendo quasi solo magliette al supermercato, di quelle che paghi una fesseria... non tirano quasi mai più di un anno perchè si scoloriscono, si strappano, ecc... Vicino a noi, in Svizzera, c'è un posto dove vendono roba della Nike di seconda scelta, a prezzi bassi. Ho preso qualche maglietta, ne ho un paio di 5 anni fa, sono ancora come nuove!
La differenza è che per una maglietta valuti l'occasione, per quelle da lavoro continuo ad andare al supermercato, per certe occasini ne perndo di un pò più belle. Per le macchine è diverso anche perchè rientra anche il discorso della sicurezza! Io il mio cu#o su una copia cinese del mio Monster o del mio Forester non lo metterei mai :o

succhione
05-09-2005, 19.01.17
Originariamente inviato da TyDany
Secondo me non regge, quelle copie di uguale hanno solo la forma, per il resto valgono quello che costano, cioè, niente!

...:D
..Non essere così duro con coloro che ci dettero la carta...i fuochi pirotecnici..ettante-ettante....

...:o...le macchine non le sanno fare.....!!....:p

dave4mame
11-09-2005, 01.18.50
secondo me il discorso è il classico "vorrei ma non posso".

hai presente il tipo che piglia la punto (o la golf, se può) e la devasta con alettoni, minigonne, cerchi in lega, pneumatici ribassati?

se con la stessa cifra riesce a prendersi una ferrari cinese (va beh... facciamo una corvette, va) credi che non lo faccia? ;)

succhione
12-09-2005, 16.39.55
Originariamente inviato da dave4mame
secondo me il discorso è il classico "vorrei ma non posso".

hai presente il tipo che piglia la punto (o la golf, se può) e la devasta con alettoni, minigonne, cerchi in lega, pneumatici ribassati?

se con la stessa cifra riesce a prendersi una ferrari cinese (va beh... facciamo una corvette, va) credi che non lo faccia? ;)

...va + che bene...
..anzi, meglio una Corvettjang..che una GolfTestosteronen....
:p

dave4mame
12-09-2005, 17.33.30
se poi vogliamo scendere nel "quotidiano"...

avevo voglia di comprarmi un vestito di lino.
era chiaramente un capriccio; difficilmente lo potrei portare in ufficio.

costo del prodotto italiano: 200 euro.
costo del prodotto made in china: 70 euro.

chiaramente il cinese è qualitativamente inferiore (ma superiore all'italiano di pari prezzo)... ma stigranca$$i. per un vestito che metterò 5 volte in un anno.

(e cmq guardate per benino le etichette dei capi "italiani": una marea portano l'etichetta "prodotto importato" "confezionato in romania/thailandia/sarcacchistan)

afterhours
12-09-2005, 23.42.49
La Nike? Microsoft, Yahoo!, Cisco, Nortel, Sun: boicottate queste

Eccolo il paradosso di una Cina sempre più vicina all’Inferno: “Non credo che potrò mai votare per un presidente della Repubblica - è il messaggio spedito a una trasmissione televisiva cinese - ma almeno posso votare la ragazza che mi piace di più”.
Spiegazione: il programma Supergirls ha incollato al video 400 milioni di orientali e soprattutto li ha trascinati in un’apparente orgia democratica basata su televoto e dibattito sui giornali: membri del Partito con semplici cittadini. Prime dimestichezze col liberalismo? Esercitazioni per una libera opinione? Nemmeno per idea: le autorità cinesi hanno già fatto capire che questo eccesso di confidenza consiglierà di non prorogare Supergirl nonostante il successo: per via del successo, cioè. Troppo pericoloso.

Altra notizia contemporanea: grazie alle informazioni fornite dal colosso informatico Yahoo! la magistratura cinese ha individuato e condannato a dieci anni di prigione un giornalista che su alcuni siti internet stranieri aveva semplicemente raccontato che le autorità cinesi, in precedenza, avevano invitato a non commemorare il 15esimo anniversario di una particolare repressione contro alcuni gruppi che chiedevano democrazia: ciò è stato tradotto nell’accusa di aver divulgato “segreti di Stato di alto livello”.
Ringraziamenti dunque a Yahoo!: perché i giornali si possono chiudere o controllare, le telefonate e gli sms si possono intercettare, le trasmissioni televisive appunto non prorogare: ma è su internet che si gioca la vera partita. E serve tecnologia. Reporter senza frontiere ha documentato che i dissidenti o i semplici navigatori arrestati dall’apposita cyberpolizia sono centinaia. Il numero dei navigatori cinesi raddoppia ogni sei mesi, e con esso controlli e repressioni a ciò proporzionati: dunque leggi liberticide, cyberdissidenti incarcerati, siti bloccati, stretta sorveglianza dei forum di discussione, Internet caffè chiusi, una rete imbavagliata.
La grande muraglia cinese, stavolta elettronica, ha preso il nome di «Scudo dorato»: un progetto colossale e teoricamente segreto per cui i Ministeri della Sicurezza e dell’Informazione hanno già disposto mezzi finanziari e umani notevolissimi (più di trentamila persone) così da proteggere lo Stato dai sedicenti eversivi. Già nel gennaio del 2001 l’agenzia di stampa ufficiale Xinhua annunciava che chiunque si fosse trovato implicato in reati telematici avrebbe rischiato il carcere sino all’ergastolo e la condanna a morte. L’Università di Harvard, dl maggio al novembre 2002, ha condotto uno studio su 204.000 siti che erano stati visitati tramite i motori di ricerca google e Yahoo!, e ne è risultato che più di 50.000 siti erano stati resi inaccessibili. Si tratta in minor parte di siti porno e in maggior parte di informazioni sul Tibet, su Taiwan, sulla democrazia in generale, sui diritti umani, su associazioni come Amnesty International e Human Rights Watch, nondimeno tutti i siti di università americane oltrechè quelli che trattano argomenti medici o religiosi, nonché, ovvio, quelli relativi a un totale di 923 giornali del mondo. Per violazioni più o meno gravi sono già stati chiusi, temporaneamente o definitivamente, 15mila internet cafè.
Nei furum di discussione, il settanta per cento di quelle che possono sembrare “critiche” viene censurato e in seconda battuta c’è il rischio che ti vengano a prendere a casa. Basta per esempio digitare «4 giugno» (data del massacro di piazza Tienanmen) o «diritti umani» o «BBC» oltre naturalmente a «sesso orale», per dire. Reporter senza Frontiere ha provato a digitare “libere elezioni” e dopo 14 minuti il messaggio è sparito. Ha chiesto, sempre in un forum, i motivi della chiusura di una rivista sinchè il messaggio è sparito in meno di due minuti. Ha poi auspicato un dibattito sulla guerra in Irak e i filtri il messaggio non gliel’hanno proprio pubblicato.
Figurarsi se si osa di più. Il cittadino Wang Jinbo scrisse un messaggio che chiedeva al governo di rivedere la sua posizione sul movimento degli studenti del 1989: sette anni di carcere.
Il giornalista Huang Qi invece fu misteriosamente rinchiuso in galera sinchè, solo dopo novecento giorni, apprese che era stato condannato a un totale di cinque anni per aver lasciato pubblicare sul suo sito (ospitato negli Stati Uniti) alcuni articoli sempre sul massacro di piazza Tienanmen; un diplomatico europeo ha testimoniato di averlo intravisto svenuto e con una cicatrice sulla fronte e parzialmente sdentato in seguito alle percosse inflittegli dalle guardie carcerarie.
Gao Qinrong, giornalista della stampa ufficiale, è stato invece condannato a tredici anni per aver pubblicato alcuni articoli sul fallimento di un progetto d’irrigazione nella regione di Yuncheng: aveva scoperto che i 60mila serbatoi costruiti non erano collegati ad alcuna presa d’acqua e che non disponevano di tubature per incanalarla nei campi: le autorità viceversa avevano presentato il progetto come «un trionfo sulla natura in questa regione arida». Intanto la Microsoft di Bill Gates ha fornito ai cinesi dei portali addomesticati che impediscono l’uso di parole sgradite come «libertà», «democrazia», «diritti umani» ma anche «Tibet», «comunismo» e «Tienanmen». Così pure altre imprese occidentali come Cisco, Nortel e Sun hanno fornito sofisticate tecnologie per censurare il libero l’accesso a Internet. L’Occidente ha i mezzi. La Cina ha i fini.


Filippo Facci