PDA

Visualizza versione completa : Spamming: prima email


Billow
18-10-2004, 09.36.35
<p align="center"><img hspace="0" src="http://www.unioneconsulenti.it/themes/Unione/images/unione_consulenti.gif" align="baseline" border="0" /></p><p><em>Non pare sanzionabile, esclusivamente a determinate condizioni, una e-mail<br />con la quale l'operatore si limiti a richiedere il consenso per il<br />successivo inoltro di comunicazioni commerciali.<br /><br />La comunicazione commerciale, di natura promozionale o imprenditoriale, è<br />garantita costituzionalmente dalla libertà d'impresa. Essa è infatti<br />direttamente connessa al principio di cui all'art. 41 della Costituzione<br />italiana .<br /><br /><br /><br /></em><br /></p><br><br><a href="../../framer.php?url=http://www.unioneconsulenti.it/article.php?sid=1051" target="_blank"> <li>leggi la fonte</li> </a><br><br><br><br>

Gigi75
18-10-2004, 10.01.44
In effetti se ne discute parecchio.
Se l'email con la quale si richiede il consenso è da considerarsi "commerciale" e dunque rientri in quel regime di opt-in che arriverebbe ad estenderla addirittura sotto il profilo penale.

Interessante.
Grazie Tony (Y)

Billow
18-10-2004, 11.54.27
ma de che ;)

Gigi75
18-10-2004, 12.08.23
Originariamente inviato da Billow
ma de che ;)

;)

Rimanendo in tema spam...

Europa: da Londra un Piano d'azione internazionale antispamming

Nella convention recentemente organizzata a Londra dall'Office of fair trading inglese e dall'americana Federal Trade Commission, dove si sono riuniti i principali rappresentanti delle istituzioni, del mondo industriale e le associazioni dei consumatori di 15 Paesi del mondo, tra cui gli Stati Uniti, l'Australia e il Giappone è emersa, nell'interesse dei consumatori e del mercato comune, la volontà internazionale a lottare contro lo spamming.
In particolare, si è consolidata l'idea della creazione di un piano d'azione internazionale contro lo spam.
Infatti, partendo dalla considerazione principale che è necessario creare una rete di contatti, di riferimenti che in ogni Paese adottino delle strategie di contrasto secondo un orientamento condiviso con gli altri partner, il Piano concordato prevede alcune azioni specifiche per quanto riguarda i soggetti istituzionali, tra cui in particolare:

favorire il dialogo tra pubblico e privato;

sollecitare la comunicazione tra le istituzioni coinvolte allo scopo di predisporre strategie efficaci e concrete e rafforzare quelle vigenti;

programmare occasioni di incontro per discutere dei casi, degli sviluppi legislativi, delle tecniche di investigazione adottate o da adottare, di eventuali criticità, di progetti di informazione rivolta ai consumatori e agli operatori del settore;

In relazione al settore privato, invece, altri punti critici sono stati focalizzati tra i quali:

fornire un sostegno agli enti pubblici tesi a contrastare il fenomeno dello spam per velocizzare lo scambio di informazioni e per predisporre adeguate misure investigative e di controllo.

promuovere la cooperazione nel privato tesa ad individuare risorse umane in grado di rispondere prontamente alle richieste di supporto ed assistenza dei soggetti pubblici;

rafforzare la partecipazione agli incontri che di volta in volta si organizzeranno per portare un contributo a livello legislativo, tecnologico, statistico e di ricerca.

Fonte: Centro Studi Mira