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Giorgio Drudi
18-08-2004, 10.38.59
Un approfondimento sulla pedagogia della Montessori.
Esprimete i vostri giudizi.

Doomboy
18-08-2004, 10.42.10
Giusto perchè mi trovavo a partecipare al thread che ha ispirato questo nuovo topic, e visto che la citazione è nata dalla mia riflessione sul "porno", posto, solo per dire che non ho assolutamente modo di esprimere un parere sulla pedagogia della Montessori, nè su lei stessa.

Mi piacerebbe saperne di più perchè ho letto pareri alquanto discordanti e perchè rappresenta una figura simbolo della cultura italiana, spero che il thread sia occasione di scambio positivo e che non degeneri.

:)

Daniela
18-08-2004, 10.57.08
Originariamente inviato da Doomboy
Giusto perchè mi trovavo a partecipare al thread che ha ispirato questo nuovo topic, e visto che la citazione è nata dalla mia riflessione sul "porno", posto, solo per dire che non ho assolutamente modo di esprimere un parere sulla pedagogia della Montessori, nè su lei stessa.

Mi piacerebbe saperne di più perchè ho letto pareri alquanto discordanti e perchè rappresenta una figura simbolo della cultura italiana, spero che il thread sia occasione di scambio positivo e che non degeneri.

:)


Uguale ;)

Giorgio Drudi
18-08-2004, 11.05.42
La sua concezione fondamentale che farà molto discutere, immagino.

Non accettò mai il dogma del peccato originale: per lei il bambino non ha nessuna colpa originaria da cui essere lavato, ovviamente rifiutava anche l’infallibilità di ogni autorità religiosa.
Da questa concezione ne discende un’altra: che il bambino è buono mentre l’adulto è corrotto e sempre condizionato dalle sue corruzioni.
Il passo del Vangelo che dice: “In verità vi dico: se non cambiate e non diventate come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli ”, era fondamentale per lei, a riguardo.
L’adulto offende il bambino, viziandolo o maltrattandolo, per la sua corruzione, e il fanciullo viene indotto a rifugiarsi nell’immaginazione e a costruire delle barriere contro il mondo degli adulti , come i neurotici fanno per sottrarsi alla realtà e alle sue prove.

Doomboy
18-08-2004, 11.10.14
Trovo ambiguo non accettare il concetto di "peccato originale" e poi citare il Vangelo per rafforzare la propria tesi...

Paco
18-08-2004, 11.13.57
Trovo il modello Montessori vero.

Riporto queste tre righe dal sito dell'Opera Nazionale Montessori:

C’è un presupposto indispensabile per realizzare una scuola autenticamente montessoriana, ed è quello della massima fiducia nell’interesse spontaneo del bambino, nel suo impulso naturale ad agire e conoscere.

Invece la scuola oggi cerca di indirizzare il bambino nella direzione decisa dai genitori, viene lasciato poco spazio al bambino, alla sua creatività e al suo talento.

Spero di essere IT

Lello
18-08-2004, 11.14.15
Originariamente inviato da Doomboy
Trovo ambiguo non accettare il concetto di "peccato originale" e poi citare il Vangelo per rafforzare la propria tesi...
OT



Non vedo contraddizione, anzi...
anche perché il Vangelo è una cosa...(L)
il peccato originale è un'invenzione tutta cattolica...









e non è la sola :rolleyes:

Doomboy
18-08-2004, 11.24.28
Originariamente inviato da Lello



Non vedo contraddizione, anzi...
anche perché il Vangelo è una cosa...(L)
il peccato originale è un'invenzione tutta cattolica...



Cerco di limitare l'OT (anche perchè sono troppo di parte, essendo ateo), ma come si fà a stabilire cosa dei dogmi e degli "stereotipi" cattolici è attendibile e cosa non lo è?

Il Vangelo è sacro e invece il Peccato Originale riportato comunque nei Testi Sacri non lo sarebbe?

Non capisco.


Tornando un pò più in argomento, trovo che per quanto il modello Montessori possa essere stato "avveniristico" all'epoca, forse al giorno d'oggi tutti i modelli scolastici (di qualunque livello e tipologia) andrebbero rivisti profondamente.

Lello
18-08-2004, 11.41.41
Il Vangelo è un libro bellissimo, al di là del valore religioso...
i dogmi di fede sono invenzioni (non lo dico in senso dispregiativo)
della Chiesa Cattolica che non è l'unica chiesa che si fonda sul Vangelo...

invenzioni dedotte, a volte a forza da passi del Vangelo...



spesso molto a forza.

Chi invece vuole rifarsi alle fonti trova tali dogmi artefatti, posticci...
finti insomma....

;)

Kandran Kane
18-08-2004, 11.53.45
Originariamente inviato da Giorgio Drudi
La sua concezione fondamentale che farà molto discutere, immagino.

Non accettò mai il dogma del peccato originale: per lei il bambino non ha nessuna colpa originaria da cui essere lavato, ovviamente rifiutava anche l’infallibilità di ogni autorità religiosa.
Da questa concezione ne discende un’altra: che il bambino è buono mentre l’adulto è corrotto e sempre condizionato dalle sue corruzioni.
Il passo del Vangelo che dice: “In verità vi dico: se non cambiate e non diventate come i bambini, non entrerete nel regno dei cieli ”, era fondamentale per lei, a riguardo.
L’adulto offende il bambino, viziandolo o maltrattandolo, per la sua corruzione, e il fanciullo viene indotto a rifugiarsi nell’immaginazione e a costruire delle barriere contro il mondo degli adulti , come i neurotici fanno per sottrarsi alla realtà e alle sue prove.


Mi sa che hai confuso Piaget con la montessori.:rolleyes:

Kandran Kane
18-08-2004, 11.58.57
Forse è un nuovo lavaggio del cervello.


Nel 1986, i libri di e sulla montessori dicevano certe cose. Oggi probabilmente ne dicono altre......

Mi ricorda Fahrenhait 451..............

Mi perdonerete se parteciperò a questo thread solo per dire il mio personalissimo "è vero, non è vero".

Certe cose mi amareggiano moltissimo.

Pazienza.

Se avete voglia di documentarvi meglio, cercate in rete informazioni su "Villa Azzurra". I metodi di questa terrificante struttura di accoglienza per bambini erano montessoriani fino al midollo.

Di conseguenza le cose, sempre a parer mio, rimangono due: sono sicurissimo che non ti piacciono e non approvi i maltrattamenti sui bambini, lo dò per scontato Giorgio, perciò penso che tu sia lievemente documentato in modo erroneo.

Giorgio Drudi
18-08-2004, 12.04.40
La Montessori condivide molte delle teorie psicanalitiche di Alfred Adler (1870-1937). Adler intuisce l’importanza e il ruolo che ha sulla vita psichica dell’individuo una qualsiasi inferiorità organica.
Da questa ipotesi nasce il concetto di “pulsione aggressiva”, quale principio dell’energia psichica,
vale a dire che, secondo Adler, il principale movente dell’istinto è un’aggressività con la quale si vuole compensare il senso di inferiorità nei confronti dei propri simili.
Per esempio l’invidia del pene che è attribuita da Freud alle donne come fattore che origina nevrosi,
sarebbe l’invidia della preminenza maschile nella società; analogamente la nevrosi maschile sarebbe una protesta virile per compensare un sentimento di inadeguatezza. (I complessi d’inferirità)
Gli individui si sentono inadeguati e imperfetti e per compensare questo sentimento si autoingannano col crearsi uno stile di vita che costituisce un modo teso al raggiungimento di una superiorità nei confronti degli altri.
La psicoterapia consiste nell’individuare il momento inconscio in cui si è organizzato questo auto-inganno da cui discende lo “stile di vita” fasullo e nevrotico.
Per la Montessori i fanciulli feriti dall’intenzionale atteggiamento di superiorità e di oppressione da parte degli adulti
insultato da sempre (storicamente) cercano di sottrarsi a tutto questo.
Quindi, in un certo senso sono, i fanciulli che dovrebbero indirizzare l’educazione che l’adulto dà loro, per contrastare le loro condotte sbagliate inconscie.

Giorgio Drudi
18-08-2004, 12.07.37
Originariamente inviato da Kandran Kane



Mi sa che hai confuso Piaget con la montessori.:rolleyes:

Sei tu a confonderli. Piaget stimò molto la Montessori e ne è stato influenzato.

Doomboy
18-08-2004, 12.07.37
Mi piacerebbe assumere una posizione personale sulla "controversa" visione sulla Montessori: Però mi servirebbero spunti chiari ambo le parti.

Ora sono più che mai confuso, forse perchè per natura e carattere sono attirato dalla visione di Kandran, però d'altra parte Drudi è più esaustivo nel sostenere le tesi... non riesco a chiarirmi le idee. Che tuttavia rimangono "nozionistiche"

Daniela
18-08-2004, 12.11.48
Oh ma che c'è l'omertà? :eek:


Perchè non dite nulla su sta Montessori? :confused:

Giorgio Drudi
18-08-2004, 12.11.57
Originariamente inviato da Doomboy
Trovo ambiguo non accettare il concetto di "peccato originale" e poi citare il Vangelo per rafforzare la propria tesi...

Infatti lo è , ma solo in apparenza, perchè certi dogmi in determinati periodi storici vengono tanto sottolineati da assumere un valore eccessivo nella dottrina: il peccato originale e la sua accentuazione si deve a s.Agostino che fu forzato ad accentuarlo contro Pelagio, il quale era troppo ottimista nei confroti dell'uomo.

Paco
18-08-2004, 12.13.11
Originariamente inviato da Giorgio Drudi
[...]
Quindi, in un certo senso sono, i fanciulli che dovrebbero indirizzare l’educazione che l’adulto dà loro, per contrastare le loro condotte sbagliate inconscie.

Ben detto. (Y)

Giorgio Drudi
18-08-2004, 12.13.56
Originariamente inviato da Kandran Kane
Forse è un nuovo lavaggio del cervello.


Nel 1986, i libri di e sulla montessori dicevano certe cose. Oggi probabilmente ne dicono altre......

Mi ricorda Fahrenhait 451..............

Mi perdonerete se parteciperò a questo thread solo per dire il mio personalissimo "è vero, non è vero".

Certe cose mi amareggiano moltissimo.

Pazienza.

Se avete voglia di documentarvi meglio, cercate in rete informazioni su "Villa Azzurra". I metodi di questa terrificante struttura di accoglienza per bambini erano montessoriani fino al midollo.

Di conseguenza le cose, sempre a parer mio, rimangono due: sono
sicurissimo che non ti piacciono e non approvi i maltrattamenti sui bambini, lo dò per scontato Giorgio, perciò penso che tu sia lievemente documentato in modo erroneo.

E che c'entra Villa "vattialapesca" con la Montessori e coi suoi metodi che sono tutto all'opposto di ogni disciplina violenta?

Giorgio Drudi
18-08-2004, 12.16.35
Originariamente inviato da Kandran Kane
Forse è un nuovo lavaggio del cervello.


Nel 1986, i libri di e sulla montessori dicevano certe cose. Oggi probabilmente ne dicono altre......

Mi ricorda Fahrenhait 451..............

Mi perdonerete se parteciperò a questo thread solo per dire il mio personalissimo "è vero, non è vero".

Certe cose mi amareggiano moltissimo.

Pazienza.

Se avete voglia di documentarvi meglio, cercate in rete informazioni su "Villa Azzurra". I metodi di questa terrificante struttura di accoglienza per bambini erano montessoriani fino al midollo.

Di conseguenza le cose, sempre a parer mio, rimangono due: sono sicurissimo che non ti piacciono e non approvi i maltrattamenti sui
bambini, lo dò per scontato Giorgio, perciò penso che tu sia lievemente documentato in modo erroneo.

Cita dei passi dai libri della Montessori e provalo.

Giorgio Drudi
18-08-2004, 12.23.36
" Uno dei concetti basilari del suo metodo, è centrato sulla constatazione che i bambini hanno fasi di crescita differenziate, all'interno delle quali sono più o meno propensi a imparare alcune cose per trascurarne delle altre. Da qui, ecco allora una conseguenziale differenziazione dei piani di studio e di apprendimento, "tarati" sulle reali possibilità del bambino. Si tratta di un processo che oggi può apparire scontato, ma che ha richiesto un evoluzione degli approcci pedagogici e una riflessione attenta, all'interno di questo pensiero, su cosa sia o non sia un bambino e su quali caratteristiche peculiari una creatura del genere, di fatto, abbia.
Il risultato di questo sforzo conoscitivo portò la Montessori ad elaborare un metodo di insegnamento del tutto differente da qualsiasi altro in uso all'epoca. Invece dei metodi tradizionali che includevano lettura e recita a memoria, istruì i bambini attraverso l'uso di strumenti concreti, il che diede risultati assai migliori. Venne dunque rivoluzionato da questa straordinaria didatta il significato stesso della parola "memorizzare", parola che non venne più legata ad un processo di assimilazione razionale e/o puramente cerebrale, ma veicolata attraverso l'empirico uso dei sensi, che comportano ovviamente il toccare e il manipolare oggetti"

Abbiamo quasi sempre e quasi tutti stigmatizzato il metodo di fare apprendere delle cose a memoria...ebbene è merito della Montessori aver criticato tutto ciò ...il che oggi ci sembra ovvio.

Giorgio Drudi
18-08-2004, 12.27.40
Gli strumenti didattici che ha approntato la Montessori sono veramente belli: razionali e belli...i bambini devono poter scegliere quali utilizzare... e la bellezza dei "giochi" è una componente che la Montessori giudica importantissima ai fini dell'apprendimento ...e ha ragione, secondo me.
Apprendere giocando...tutto ovvio oggi.

Paco
18-08-2004, 12.31.06
Originariamente inviato da Giorgio Drudi
Gli strumenti didattici che ha approntato la Montessori sono veramente belli: razionali e belli...i bambini devono poter scegliere quali utilizzare... e la bellezza dei "giochi" è una componente che la Montessori giudica importantissima ai fini dell'apprendimento ...e ha ragione, secondo me.
Apprendere giocando...tutto ovvio oggi.

Non credo che sia così ovvio oggi anche se lo dovrebbe visto che questa donna ha scritto i suoi libri nella prima metà del 900. :eek:

Giorgio Drudi
18-08-2004, 12.31.13
Originariamente inviato da Kandran Kane



Mi sa che hai confuso Piaget con la montessori.:rolleyes:


Secondo me parli di cose che non conosci e vuoi fare polvere...per la platea. :)

Doomboy
18-08-2004, 12.32.14
Originariamente inviato da Giorgio Drudi
Gli strumenti didattici che ha approntato la Montessori sono veramente belli: razionali e belli...i bambini devono poter scegliere quali utilizzare... e la bellezza dei "giochi" è una componente che la Montessori giudica importantissima ai fini dell'apprendimento ...e ha ragione, secondo me.
Apprendere giocando...tutto ovvio oggi.

Guarda, mi piacerebbe chiedere a chi ha provato sulla sua "pelle" l'approccio didattico della Montessori. Credo sarebbe l'unica voce incontestabile in un mare di nozioni accademiche che stò leggendo.

Sono sempre più confuso :confused:

Daniela
18-08-2004, 12.33.00
Toccherà cercare su Google...

Doomboy
18-08-2004, 12.33.45
Originariamente inviato da Giorgio Drudi


Secondo me parli di cose che non conosci e vuoi fare polvere...per la platea. :)

Se deve diventare l'ennesimo esempio di pretesto per "litigare" ditemelo che rivado a postare in luoghi più frivoli, come mia preferenza abituale ;)

In ogni caso, Giorgio, permettimi di dire che potrei muovere la stessa accusa ad entrmbi.

Senza polemica.

Giorgio Drudi
18-08-2004, 12.35.10
E' sua anche la "scoperta" di fare i mobili e l'arredo scolastico a grandezza di bambino per farli sentire a proprio agio e non innescare complessi d'inferiorirà nei confronti degli adulti. Anche questo oggi è ovvio...credo.

Giorgio Drudi
18-08-2004, 12.36.42
Originariamente inviato da Lello

OT



Non vedo contraddizione, anzi...
anche perché il Vangelo è una cosa...(L)
il peccato originale è un'invenzione tutta cattolica...









e non è la sola :rolleyes:

Condivido.

Kandran Kane
18-08-2004, 12.39.39
Originariamente inviato da Giorgio Drudi


Cita dei passi dai libri della Montessori e provalo.

Non ho sottomano in casa libri della montessori, anche perché tutte le aberrazioni preferisco tenerle in studio.

Ma ti assicuro che stai totalmente sbagliando sulle cose che dici. la montessori di cui parli tu meriterebbe di essere chiamata MONTESSORI.

Vogliamo cominciare con la visione educativa dello schiaffo? La repressione della tattilità del fanciullo nell'età del nido(che fu introdotto da Decroly mi pare si scriva così).

Giorgio, la montessori era un medico, ha fatto molto per il mondo femminile, ma non sapeva una beneamata mazza del concetto di ASCOLTO.

Sul fatto che Piaget, Adler e Freud l'ammirassero o ammirassero i suoi metodi non mi stupisce affatto.
Anche loro probabilmente conoscevano la MONTESSORI che conosci tu.

Vuoi un esempio scritto(UNA STORIA VERA), dei risultati dei VERI metodi promulgati dalla montessori e dai suoi centri? il libro "Cristiana F. noi i ragazzi dello zoo di Berlino" fa un quadro esauriente di quei metodi. Leggilo e goditi tutta la scienza montessoriana che vuoi.

Villa Vattelapesca come l'hai chiamata tu, che rispetti solo le vittime cristiano cattoliche, ma delle altre te ne strafreghi(:rolleyes:), era una struttura di "accoglienza e riabilitazione" per bambini dai 3 ai 18 anni, situata all'interno dell ex ospedale psichiatrico di Collegno.
G. Parascandalo era il primario di quella struttura. Lui e tutta "l'équipe di infermieri", erano molto preparati in materia di educazione del bambino secondo il metodo montessori.
Il primario, ogni settimana, faceva portare un paziente adulto all'interno della struttura, lo faceva legare e poi fustigare davanti ai bambini, per mostrare loro che cosa succedeva a chi si comportava male.
Questi sono i metodi della montessori, esasperati se vogliamo, ma pur sempre nati dalla sua mente malata di donna mediocre.

Io non so dove diavolo hai letto certe cose, ma non me ne meraviglio. Perché è solo facciata.

Ci lavoro tutti i giorni con il prodotto del "genio" della montessori. Repressione, isolamento del bambino cattivo, sordità e altro. Questi sono i metodi della montessori.
Quelli che la psicologia scientifica moderna e la psichiatria hanno battezzato con il nome di "Pedagogia nera".

Giorgio Drudi
18-08-2004, 12.41.37
Originariamente inviato da Doomboy


Se deve diventare l'ennesimo esempio di pretesto per "litigare" ditemelo che rivado a postare in luoghi più frivoli, come mia preferenza abituale ;)

In ogni caso, Giorgio, permettimi di dire che potrei muovere la stessa accusa ad entrmbi.

Senza polemica.

No non puoi muovere la stessa accusa a tutti e due : ho aperto questo 3d per imparare e dire quello che so, mentre evidentemente :D non è lo stesso per KK , che a me , comunque non da alcun fastidio.
Non ha portato un solo argomento sul merito della discussione, solo "dialettica" fuori tema...perchè lui è fatto così :)

Kandran Kane
18-08-2004, 12.43.13
Originariamente inviato da Giorgio Drudi
E' sua anche la "scoperta" di fare i mobili e l'arredo scolastico a grandezza di bambino per farli sentire a proprio agio e non innescare complessi d'inferiorirà nei confronti degli adulti. Anche questo oggi è ovvio...credo.

Più che mai errato Giorgio. E' stato Piaget.

La représentation
du monde chez l'enfant (1926). In Italia se c'è ancora è edito dalla longanesi.

Giorgio Drudi
18-08-2004, 12.43.44
Originariamente inviato da Kandran Kane


Non ho sottomano in casa libri della montessori, anche perché tutte le aberrazioni preferisco tenerle in studio.

Ma ti assicuro che stai totalmente sbagliando sulle cose che dici. la montessori di cui parli tu meriterebbe di essere chiamata MONTESSORI.

Vogliamo cominciare con la visione educativa dello schiaffo? La repressione della tattilità del fanciullo nell'età del nido(che fu introdotto da Decroly mi pare si scriva così).

Giorgio, la montessori era un medico, ha fatto molto per il mondo femminile, ma non sapeva una beneamata mazza del concetto di ASCOLTO.

Sul fatto che Piaget, Adler e Freud l'ammirassero o ammirassero i suoi metodi non mi stupisce affatto.
Anche loro probabilmente conoscevano la MONTESSORI che conosci tu.

Vuoi un esempio scritto(UNA STORIA VERA), dei risultati dei VERI metodi promulgati dalla montessori e dai suoi centri? il libro "Cristiana F. noi i ragazzi dello zoo di Berlino" fa un quadro esauriente di quei metodi. Leggilo e goditi tutta la scienza montessoriana che vuoi.

Villa Vattelapesca come l'hai chiamata tu, che rispetti solo le vittime cristiano cattoliche, ma delle altre te ne strafreghi(:rolleyes:), era una struttura di "accoglienza e riabilitazione" per bambini dai 3 ai 18 anni, situata all'interno dell ex ospedale psichiatrico di Collegno.
G. Parascandalo era il primario di quella struttura. Lui e tutta "l'équipe di infermieri", erano molto preparati in materia di educazione del bambino secondo il metodo montessori.
Il primario, ogni settimana, faceva portare un paziente adulto all'interno della struttura, lo faceva legare e poi fustigare davanti ai bambini, per mostrare loro che cosa succedeva a chi si comportava male.
Questi sono i metodi della montessori, esasperati se vogliamo, ma pur sempre nati dalla sua mente malata di donna mediocre.

Io non so dove diavolo hai letto certe cose, ma non me ne meraviglio. Perché è solo facciata.

Ci lavoro tutti i giorni con il prodotto del "genio" della montessori. Repressione, isolamento del bambino cattivo, sordità e altro. Questi sono i metodi della montessori.
Quelli che la psicologia scientifica moderna e la psichiatria hanno battezzato con il nome di "Pedagogia nera".

Senza capo nè coda ...lasciamo perdere.:)

Kandran Kane
18-08-2004, 12.45.38
Originariamente inviato da Giorgio Drudi


No non puoi muovere la stessa accusa a tutti e due : ho aperto questo 3d per imparare e dire quello che so, mentre evidentemente :D non è lo stesso per KK , che a me , comunque non da alcun fastidio.
Non ha portato un solo argomento sul merito della discussione, solo "dialettica" fuori tema...perchè lui è fatto così :)

E sì che sono fatto così..... sono molto socratico vero??????

Mi piace filosofare, sia con chi ha le orecchie malfunzionanti, ma soprattutto con chi ama ascoltare.
Che parola magica...... ASCOLTARE......

Doomboy
18-08-2004, 12.47.01
Originariamente inviato da Giorgio Drudi


No non puoi muovere la stessa accusa a tutti e due : ho aperto questo 3d per imparare e dire quello che so, mentre evidentemente :D non è lo stesso per KK , che a me , comunque non da alcun fastidio.
Non ha portato un solo argomento sul merito della discussione, solo "dialettica" fuori tema...perchè lui è fatto così :)

Sai cosa vedo, da osservatore assolutamente imparziale (nonchè privo di condizionamenti inquanto privo di background)?

Uno scontro pari merito tra nozionismo esasperato e dialettica.

Non vedo vincitori (non che sia una contesa, ma se il vostro intento è chiarire le idee a noi che vorremmo farci un'opinione, sappiate che non ci state riuscendo per il momento).

Doomboy
18-08-2004, 12.48.30
Aggiungo: Non fatelo diventare uno scontro personale, non è necessario ;)

Daniela
18-08-2004, 12.49.58
Originariamente inviato da Doomboy


Sai cosa vedo, da osservatore assolutamente imparziale (nonchè privo di condizionamenti inquanto privo di background)?

Uno scontro pari merito tra nozionismo esasperato e dialettica.

Non vedo vincitori (non che sia una contesa, ma se il vostro intento è chiarire le idee a noi che vorremmo farci un'opinione, sappiate che non ci state riuscendo per il momento).


Vero (Y)

Paco
18-08-2004, 12.50.58
L'idea che mi sono fatto è questa:

Parlo da profano e quindi mi scuso se scrivo ... ! :)

I passi citati da Drudi e quello che ho letto in rete mi sembrano idee rivoluzionarie e vere fino in fondo. Penso che la psicoterapia si basi proprio su quelle idee.

Se poi ci sono casi di IMBECILLI che hanno applicato, distorcendola, l'idea originale della Monstessori è un'altra questione.

Giorgio Drudi
18-08-2004, 12.52.21
Originariamente inviato da Kandran Kane


Più che mai errato Giorgio. E' stato Piaget.

La représentation
du monde chez l'enfant (1926). In Italia se c'è ancora è edito dalla longanesi.
La Montessori aprì la prima "casa del bambino" quando Piaget aveva 13 anni ... :D

Giorgio Drudi
18-08-2004, 12.55.43
Originariamente inviato da Kandran Kane


E sì che sono fatto così..... sono molto socratico vero??????

Mi piace filosofare, sia con chi ha le orecchie malfunzionanti, ma soprattutto con chi ama ascoltare.
Che parola magica...... ASCOLTARE......

Già...ascolta qualche volta...:)

davlak
18-08-2004, 12.59.46
Originariamente inviato da Doomboy

...se il vostro intento è chiarire le idee a noi che vorremmo farci un'opinione, sappiate che non ci state riuscendo per il momento).
(Y) ecco, appunto, io che mi trovo sul 3D in sola lettura perchè non se so un bel niente della Montessori se non quello che mi diceva mia madre (ex-insegnante)...non ci sto capendo una cippa...essì che ci provo ad ascoltare ;)

Gigi75
18-08-2004, 13.01.57
Pure io in sola lettura non ho capito nulla..
ah no pensandoci bene ho capito di chi parlate...

http://www.rapanui.it/discoinvito/mille_lire.jpg

:D :D :D

Giorgio Drudi
18-08-2004, 13.04.17
La scuola materna deve essere strutturata in funzione dell'autosviluppo e dell'autoeducazione dei bambini, fornando loro un ambiente familiare in cui i vari oggetti siano proporzionali alle loro forze ed esigenze. Queste suppellettili in miniatura favoriscono la libera attività dei fanciulli che , aiutandosi a vicenda, compiono loro stessi tutte le operazioni neccessarie all'organizzazione della vita quotidiana del gruppo. Gli adulti preposti alla loro educazione ne devono rispettare la spontaneità, lasciando che ognuno scelga e svolga liberamente la propria attività, intervenendo solo su richiesta d'aiuto ed esimendosi dal dispensare premi o castighi.

Kandran Kane
18-08-2004, 13.04.28
Originariamente inviato da Doomboy
Aggiungo: Non fatelo diventare uno scontro personale, non è necessario ;)

Scusami Doomboy, Scusami Daniela, Scusami Giorgio e scusa Forum.....

Tendo ad accendermi un pò troppo quando si parla di Bambini. E a volte sembra che, in ciò che scrivo, sia solo io l'unico "salvatore" dei bambini. Beh insomma, spero darete per scontato che non sono malato fino a questo punto

Mi terrorizza vedere a che cosa può portare la cieca lettura di un libro.

E' più che naturale, che qualcuno si sia fatto venire in mente di glorificare chi gli dà il pane.
Guardate come si è ridotto Emilio Fede con Berlusconi.

L'assistenza psichiatrica non è solo cura e riabilitazione di patologie psichiche funzionali(cioè delle funzioni del cervello), è anche percorso sconfinato nella storia di ogni paziente. E' consapevolezza anche empatica se vogliamo, dei problemi in itinere vitae, che han portato alla realizzazione che si ha davanti di quella persona.

Negli "studi"(ahimè cosa mi tocca dire), fatti dalla montessori e dai suoi seguaci, non si fa mai accenno all'ascolto mirato delle consapevolezze del fanciullo. Non c'è un solo testo in cui si parli di questo.
Lo studio dell'Ascolto è stato il primo vero passo avanti nell'educazione del bambino. Perché ha reso il bambino un essere pensante agli occhi dell'adulto, e una figura "alla pari". Ovviamente solo dal punto di vista ideale. Nella realtà si fa ancora fatica.


Ma torniamo alla montessori............

Nel post seguente vi farò un esempio spero chiaro di ciò che sto cercando di dire a un signor "MULO" :D(detto in modo bonario sia chiaro. Anche se lui con me è tutt'altro che bonario) di mia conoscenza.

Kandran Kane
18-08-2004, 13.07.50
Quella che leggerete qui è una biografia succinta e assolutamente asettica, apartitica insomma senza pretese della vita e delle opere di Piaget.

Jean Piaget:

psicologo svizzero (Neuchâtel 1896-Ginevra 1980).

Studiò scienze naturali all'Università di Neuchâtel, laureandosi nel 1918. Si dedicò in
seguito, sotto la guida di E. Claparède, a studi di psicologia dell'infanzia,
perfezionandosi a Ginevra e a Parigi. Nel 1922 divenne professore di
psicologia dell'età evolutiva dell'Istituto J.-J. Rousseau fondato a
Ginevra da Claparède e nel 1940 ne fu nominato direttore. Nel 1955
creò, sempre a Ginevra, il Centro Internazionale d'Epistemologia
Genetica. Le ricerche di P. si sono rivolte soprattutto alla psicologia
dell'età evolutiva, e in particolare allo sviluppo dell'intelligenza, descritta
nelle sue varie operazioni nell'intero arco dello sviluppo intellettuale, dalla
nascita all'adolescenza. Egli critica sia le impostazioni di tipo
associazionista (che definisce “genesi senza struttura”), sia quelle di tipo
gestaltista (“struttura senza genesi”). Secondo P., il bambino attraversa
una serie di fasi evolutive e ogni fase ha una sua strutturazione che la
rende qualitativamente, e non solo quantitativamente, diversa da quella
precedente. La prima fase (divisa a sua volta in vari altri periodi) è quella
senso-motoria. L'intelligenza, infatti, si sviluppa secondo P. su una base
“pratica”, attraverso l'azione. All'inizio il bambino ha a disposizione solo
un corredo innato di riflessi, le sue percezioni non sono né coordinate
tra di loro, né coordinate alle azioni. Progressivamente si formano le
prime abitudini, le prime coordinazioni tra percezione e azione. Hanno in
questo grande importanza le cosiddette reazioni circolari, processi
particolari che fanno sì che il bambino compia delle azioni per il solo
piacere di compierle, e che quindi conducono a ripetere e perfezionare
certi schemi d'azione. Gli schemi d'azione progressivamente acquisiti
vengono perfezionati e interiorizzati, nella ricerca naturale da parte del
bambino di un adattamento all'ambiente, adattamento inteso in termini di
equilibrio attivo e che si compone di due processi in stretta
interdipendenza tra di loro: l'assimilazione (l'incorporazione, cioè, nei
propri schemi mentali delle offerte dell'ambiente) e l'accomodamento (la
modificazione, cioè, del comportamento sulla base delle richieste
ambientali). Gli schemi d'azione interiorizzati sono ancora irreversibili: il
bambino, cioè, è incapace di formare nozioni complesse utilizzando il
pensiero simultaneo di due o più fasi di un evento o di due o più fasi
dell'esplorazione percettiva di un oggetto. Il possesso di schemi d'azione
interiorizzati reversibili segna l'ingresso nella fase dell'intelligenza
operatoria concreta dalla fase dell'intuizione: intelligenza operatoria in
quanto gli schemi d'azione reversibili, strutturati in relazioni logiche dette
raggruppamenti, costituiscono per P. le operazioni mentali. Si parla di
operazioni concrete perché il punto di partenza è sempre costituito dalla
realtà su cui direttamente si opera. A questa fase, che va da 6 a 11 anni
ca., segue quella delle operazioni astratte, che si ha con l'acquisizione
delle operazioni della logica. Estremamente importanti gli studi di P.
relativi alla nuova disciplina da lui chiamata epistemologia genetica, che
consiste nello studio del significato che hanno concetti quali spazio,
tempo, velocità, causalità, ecc., attraverso la loro acquisizione. Ancora
ricerche fondamentali sono state condotte da P. sulla rappresentazione,
sull'acquisizione del senso morale, sulla percezione, sui rapporti tra
logica e psicologia, sull'animismo e sul linguaggio infantili. La sua
influenza sugli studi di psicologia dell'età evolutiva è stata ed è tuttora
molto importante; le sue opere, inoltre, hanno dato un rilevante apporto
alla formazione del neo-behaviorismo (v. behaviorismo). Fra le sue
opere: Le langage et la pensée chez l'enfant (1923), La représentation
du monde chez l'enfant (1926), La naissance de l'intelligence chez l'enfant
(1936), Introduction à l'épistémologie génétique (1950), La genèse
des structures logiques élémentaires (1960), Sagesse et illusions de
la philosophie (1965), Où va l'éducation (1973).

Bibliografia
N. Filograsso, L'evoluzione del pensiero logico di Jean Piaget, Urbino, 1967;
J. Flavell, La mente dalla nascita all'adolescenza nel pensiero di Jean
Piaget, Roma, 1971; D. Elkind, J. Flavell, Jean Piaget e lo
sviluppo cognitivo, Roma, 1972;
R. Droz, M. Rahmy, Guida alla lettura
di Piaget, Firenze, 1974; D. G. Boyle, Guida a Piaget, Firenze, 1975;
S. Borella, Il mentale tra eredità e cultura, Milano, 1991.


LO STRUTTURALISMO DIALETTICO DI J. PIAGET

Una ricostruzione dell’affermarsi della prospettiva strutturale in ogni settore del sapere tra gli anni Cinquanta e Sessanta si ha in un libro di Jean Piaget del 1968, Lo strutturalismo. Piaget mostra la progressiva penetrazione dell’idea di struttura in ambito linguistico, psicologico, matematico, nelle scienze umane e sociali, e fissa i caratteri di innovazione portata dallo strutturalismo in filosofia. Tali caratteri sono riducibile a tre:

a) il rilievo dell’idea di totalità (lo strutturalismo si oppone all’ <atomismo> della prospettiva analitica ed empiristica, alla visione del lavoro teorico come scomposizione in- e composizione di- elementi isolati, siano essi proposizioni o “dati” empirici);

b) l’idea di una dinamica oggettiva delle configurazioni teoriche (le strutture sono entità che si sviluppano e mutano, pur mantenendosi nei propri confini: le strutture sociali, per esempio, sono totalità dinamiche);

c) l’idea di autoregolazione (le strutture mutano in base a principi propri, non richiedono l’intervento di una forza o di un elemento esterni).

Va subito ricordato che dal punto di vista degli strutturalisti più conseguenti – tanto in Levi-Strauss, quanto in Piaget – la struttura non è un ordine oggettivo, qualcosa di positivamente riscontrabile nella realtà, ma piuttosto il modo in cui guardiamo, studiamo, osserviamo la realtà. E’ cioè un a priori, la condizione per rilevare nelle cose regolarità e discontinuità, connessioni e differenze. Tuttavia, come si vede valutando i “tre principi” di Piaget, “l’oggetto filosofico” scelto dalla prospettiva strutturale è piuttosto simile al concetto hegeliano, cioè una forma-in-movimento, caratterizzata da un interno principio propulsore. Se la novità dello storicismo e del neokantismo rispetto alla filosofia trascendentale Kantiana era l’apertura del trascendentale alle dimensioni della storia e della cultura, la novità dello strutturalismo è in certo modo un’interpretazione liberalizzata, “matematica”, della dialettica idealistica [il legame tra strutturalismo e hegelismo appare chiaro nell’ultimo sviluppo dello strutturalismo matematico, la teoria delle categorie di F. William Lawvere, che apertamente si richiama alla dialettica hegeliana] , che finisce per includere in tale liberalizzazione non soltanto le scienze esatte, ma anche le scienze della natura (il punto di vista di Piaget si forma nello studio dei fondamenti della biologia) e le scienze dello spirito.

L’accostamento di hegelismo e strutturalismo sulla base delle equazioni <concetto = struttura>, <dialettica = dinamica strutturale>, è un’idea ben fondata ma che si deve soprattutto a Piaget.

[F.D’Agostini – “Breve storia della filosofia del Novecento”- Einaudi ed. 1999, pp.229/30 – (Il corsivo è nostro)]

Giorgio Drudi
18-08-2004, 13.08.50
Originariamente inviato da Kandran Kane


Scusami Doomboy, Scusami Daniela, Scusami Giorgio e scusa Forum.....



Da parte mia non hai alcun bisogno di scusarti un pò di polemica è inevitabile ...d'altronde anch'io so dove voglio andare a parare ...:) ...altrimenti tutto prenderebbe il noioso colore di una esposizione di dati...

Giorgio Drudi
18-08-2004, 13.13.00
Originariamente inviato da Kandran Kane


Mi terrorizza vedere a che cosa può portare la cieca lettura di un libro.

E' più che naturale, che qualcuno si sia fatto venire in mente di glorificare chi gli dà il pane.
Guardate come si è ridotto Emilio Fede con Berlusconi.




Hai toppato su tutto il fronte. :D

Doomboy
18-08-2004, 13.14.33
Originariamente inviato da Giorgio Drudi


Da parte mia non hai alcun bisogno di scusarti un pò di polemica è inevitabile ...d'altronde anch'io so dove voglio andare a parare ...:) ...altrimenti tutto prenderebbe il noioso colore di una esposizione di dati...

Il punto è che si è trattato proprio di questo: sterile esposizione di dati, condita qua e là da punzecchiature personali, che in verità non credo interessino il 99% degli utenti...

Kandran Kane
18-08-2004, 13.15.06
Altra biografia pescata a caso in rete di Piaget. Questa è cura di Mario Trombino, la precedente è presa da Dubla Didattica

“L'evoluzione interna dell’individuo fornisce soltanto un numero piú o meno grande, a seconda delle attitudini ai ciascuno, di abbozzi suscettibili di essere sviluppati, distrutti o lasciati ad uno stadio incompleto. Ma non sono che degli abbozzi, e soltanto le interazioni sociali e educative li trasformeranno in condotte efficaci oppure li distruggeranno per sempre. Il diritto all’educazione è dunque, né piú né meno, il diritto dell’individuo a svilupparsi normalmente, in funzione delle possibilità di cui dispone, e l’obbligo, per la società, di trasformare queste possibilità in realizzazioni effettive e utili”. (J. Piaget, Dove va l’educazione?)







VITA E OPERE

Jean PIAGETPiaget nacque il 9 agosto 1896, a Neuchâtel, Svizzera. Suo padre, uno storico dedito alla letteratura medievale, è descritto da Piaget come "un uomo con una mente molto coscenziosa e critica, che disdegna fortemente le generalizzazioni improvvisate e che non teme di dare avvio a una battaglia quando scopre che una verità storica è rigirata per adattarsi a tradizioni rispettabili" [Piaget 1952, 237]. Piaget ricorda sua madre come una persona intelligente, energica e dolce, ma con un temperamento nevrotico che lo ha portato sia a imitare il padre, sia a rifugiarsi in quello che Piaget ha chiamato un "mondo privato e non fittizio", un mondo di lavoro serio. Piaget riconosce che la situazione turbolenta della sua famiglia ha creato in lui l'interesse per la teoria psicoanalitica. Sarebbe più facile elencare ciò che non interessava Piaget da bambino piuttosto che ciò che lo interessava. Un campìone dei suoi interessi comprendeva la meccanica, le conchiglie di mare, gli uccelli e i fossili. Uno dei suoi primi scritti è stato un opuscolo (scritto in matita, perché non gli era ancora permesso di scrivere con l'inchiostro) in cui descriveva un "autovap", un'interessante unione fra un carro e una locomotiva. La prima pubblicazione di Piaget fu un articolo di una pagina, su un passero albino che egli aveva osservato nel parco. Questo risultato fu raggiunto all'età di 10 anni, molto prima che venisse a conoscenza del detto "pubblica o muori! ". L'interesse di Piaget per le raccolte esibite al museo di storia naturale locale, gli valsero l'invito del direttore ad assisterlo nella sua collezione di molluschi di mare. Così Piaget entrò nel campo della malacologia, lo studio dei molluschi, che catturò la sua attenzione per anni. Le pubblicazioni di Piaget sui molluschi attrassero in qualche misura l'attenzione degli studiosi di storia naturale. Senza che fosse conosciuto di persona, gli fu offerta la cura della sezione mulluschi al museo di storia naturale di Ginevra. Egli dovette però declinare l'offerta in quanto non aveva ancora completato la scuola secondaria! Piaget non si sottrasse alle crisi sociali e filosofiche tipiche dell'adolescenza. I conflitti fra l'insegnamento religioso e quello scientifico lo stimolarono a leggere avidamente Bergson, Kant, Spencer, Comte, Durkheim e William James, fra gli altri. Questa inquietudine filosofica viene espressa in un romanzo filosofico, pubblicato nel 1917. Che questo romanzo non divenne un best-seller lo si può capire leggendo frasi come queste: "Ora non ci può essere consapevolezza alcuna di queste qualità, perciò queste qualità non possono esistere, se non c'è relazione fra di esse, se cioè non sono mescolate in una qualità globale che le contiene pur mantenendole distinte", e "una teoria positiva della qualità che prenda in considerazione solo le relazioni di equilibrio e disequilibrio fra le nostre qualità" [Piaget 1952, 241]. Piaget osservò che "nessuno parlò di quello scrhto, ad eccezione di due filosofi indignati" [ibidem, 243]. Piaget continuò a scrivere intorno a una quantità di questioni .filosofiche. Egli annota: "Scrissi anche se lo facevo solo per me stesso, poiché non potevo pensare senza scrivere, ma doveva essere fatto in modo sistematico, come se si trattasse di un articolo da pubblicare" [ibidem, 241]. In questi scritti si possono ritrovare temi che sono fondamentali nei successivi scritti di Piaget, quali l'organizzazione logica delle azioni e la relazione fra le parti e il tutto. Piaget completò i suoi studi formali in scienze naturali e prese la laurea con una tesi sui molluschi all'Università di Neuchâtel, nel 1918 all'età di 21 anni. Nonostante fino a quel momento egli avesse già pubblicato più di venti lavori, egli non era per niente ansioso di dedicare la sua vita alla malacologia. Dopo aver visitato i laboratori di psicologia a Zurigo e aver brevemente esplorato la teoria psicoanalitica, Piaget passò due anni alla Sorbonne. Lì studiò psicologia e filosofia. Fortunatamente (per la psicologia dello sviluppo), Piaget incontrò Théodore Simon, un pioniere nello sviluppo dei test di intelligenza. Simon, che aveva a disposizione il laboratorio di Alfred Binet in una scuola di Parigi, suggerì a Piaget di standardizzare i test di ragionamento di Binet sui bambini di Parigi. Piaget cominciò il lavoro con scarso entusiasmo, ma il suo interesse aumentò quando comincio a chiedere ai bambini le giustificazioni alle risposte corrette e scorrette da loro date. Cominciò ad essere affascinato dai processi di pensiero che apparivano guidare le risposte. In queste "conversazioni" egli faceva uso di tecniche psichiatriche che aveva appreso quando intervistava malati mentali per il corso che seguiva alla Sorbonne. All'insaputa di Simon, Piaget continuò questo studio per due anni. La successiva pubblicazione di tre articoli basati sulla ricerca condotta nel laboratorio di Binet gli procurò nel 1921 l'offerta di diventare direttore degli studi all'Istituto J. J. Rousseau a Ginevra. Piaget progettava di passare solo cinque anni a studiare la psicologia del bambino (un piano che, fortunatamente, non riuscì). La libertà e le facilitazioni per la ricerca che Piaget ha avuto in questa posizione nutrirono le sue tendenze produttive e lo condussero a pubblicare cinque libri: Il linguaggio e il pensiero del fanciullo (1923), Giudizio e ragionamento nel bambino (1924), La rappresentazione del mondo nel fanciullo (1926), La causalità fisica nel bambino (1927), Il giudizio morale nel fanciullo (1932). Con sua grande sorpresa, i libri vennero letti e discussi diffusamente. Egli divenne noto come psicologo dello sviluppo, anche se non aveva la laurea in psicologia. Era molto richiesto per conferenze e in Europa la sua fama crebbe rapidamente. Questa attenzione del pubblico in qualche modo disturbava Piaget, anche perché pensava che le idee espresse nei suoi libri fossero preliminari e poco solide, piuttosto che affermazioni definitive come molta gente riteneva. Negli anni immediatamente seguenti, Piaget continuò le sue ricerche all'Istituto, insegnò filosofia all'Università di Neuchâtel, imparò la teoria della Gestalt, osservò i suoi figli e persino condusse qualche ricerca sui molluschi nel suo tempo libero! Dal 1929 al 1945, egli occupò diverse posizioni accademiche e amministrative all'Università di Ginevra, come pure posti internazionali, come la presidenza della commissione svizzera dell'Unesco. Intrattenne collaborazioni produttive con Mina Szeminska, Barbei Inhelder e Marcel Lambercier su temi come la manipolazione di oggetti, le nozioni di numero, di quantità fisica, di spazio e lo sviluppo della percezione. Venuto a conoscenza del lavoro di Piaget, Albert Einstein lo incoraggiò ad occuparsi dei concetti di tempo, velocità e movimento. In seguito a questo suggerimento, Piaget scrisse due libri stimolanti: Le développement de la notion du temps chez l'enfant (1946) e Les notions du mouvement et de la vitesse chez l'enfant (1946). Gli anni Quaranta e Cinquanta furono segnati da ricerche su una straordinaria varietà di temi: vari aspetti dello sviluppo mentale, filosofia della conoscenza (la sua vecchia passione), educazione, storia del pensiero e logica. Fra i suoi titoli c'era quello di Professore di Psicologia all'Università' di Ginevra e della Sorbonne, Direttore dell'Istituto di Scienze dell'Educazione e Direttore dell'Ufficio Internazionale dell'Educazione. Inoltre, fondò il Centro di Epistemologia Genetica, un punto d'incontro per filosofi e per psicologi. Nel 1969, la American Association assegnò a Piaget il Distinguished Scientific Contribution Award "per la sua prospettiva rivoluzionaria sulla natura della conoscenza dell'uomo e dell'intelligenza biologica" [Evans 1973, 143]. Fu il primo europeo a ricevere tale riconoscimento.

Kandran Kane
18-08-2004, 13.16.43
Seconda parte

Piaget continuò a studiare il pensiero del bambino fino alla sua morte che avvenne il 16 settembre 1980, all'età dì 84 anni. Anche durante i suoi ultimi anni, libri e articoli continuarono a uscire dalla sua casa, il Centro di Epistemologia Genetica. I suoi ondeggianti capelli bianchi, la pipa, il berretto e la bicicletta erano una vista familiare a Ginevra. Abbiamo la seguente descrizione di Piaget a 70 anni: "Si muove in modo deliberato, ma i suoi occhi azzurri brillano di giovinezza, buon umore ed entusiasmo. Era benevolo ma non così pesante da assomigliare a Babbo Natale; piuttosto, richiamava vagamente delle immagini di Franz Liszt che fossero scese fra di noi" [Tuddenham 1966, 208]. Non si può fare a meno di essere colpiti dalla straordinaria produttività di Piaget. Una stima conservativa dei suoi scritti parla di un numero di libri superiore a quaranta e più di 100 articoli solo di psicologia del bambino. Se si aggiungono le pubblicazioni di filosofia e di educazione, le cifre si gonfiano ancora di più.



IL PENSIERO

Lo studioso che ha maggiormente contribuito a modificare l'immagine del fanciullo e dell'educazione nel XX secolo è Jean Piaget, benché non sia un pedagogista, ma uno psicologo. Il suo apporto alla psicologia dell'età evolutiva consiste nell'aver dato una consistenza concreta e scientifica all'idea della pedagogia moderna (da Rousseau all'attivismo) circa la specificità della natura infantile che nei suoi modi di pensare, agire, amare, fare, parlare è profondamente diversa da quella dell'adulto. Per quanto attiene alla pedagogia, Piaget ha sempre sostenuto la necessità di un suo passaggio ad una fase scientifica con precisi punti di riferimento nella psicologia sperimentale, nella sociologia e nei raccordi interdisciplinari, anche se non la concepisce come una disciplina puramente applicativa. L'educatore, infatti, deve avere una preparazione psicologica e deve conoscere quanto gli viene offerto dalla psicologia, ma tocca poi a lui vedere come potrà utilizzare questo bagaglio conoscitivo ideando un insieme di tecniche da sperimentare e adattare personalmente. Certo Piaget ritiene che i tempi e la successione delle fasi di sviluppo psicologico siano immodificabili, togliendo in tal modo rilevanza ed efficacia all'intervento dell'adulto che non può né cambiare né accelerare questi aspetti. L'educazione dunque può solo preparare l'ambiente alla loro comparsa o al loro rinforzo. Poiché il motore dell'intelligenza è la sua azione, l'educatore deve predisporre le condizioni idonee all'esercizio di questo fare, adeguando le sue richieste al livello di sviluppo dell'allievo e costruendo situazioni perché questo adeguamento si produca. Questa centralità del fare (che si traduce in un "far fare") costituisce il punto di vicinanza di Piaget con l'attivismo. Perciò lo scienziato svizzero, se ha sempre insistito sulla necessità di un adeguamento della scuola alle scoperte della psicologia, ha caldeggiato anche un nuovo profilo professionale degli insegnanti che conciliasse la padronanza dei contenuti disciplinari con una solida preparazione psicologica e un'adeguata capacità di gestione dei metodi e della scuola secondo valenze interdisciplinari. In questo senso la didattica deve essere psicologica e l'insegnante un ricercatore in grado di trovare le condizioni migliori per l'apprendimento e le sottostanti dinamiche psicologiche. Si spiega così anche lo sforzo di Piaget di indagare e chiarire le strutture logiche, linguistiche metodologiche delle discipline in quanto, insieme con la delineazione dei momenti di costruzione, formazione e mutamento delle strutture logiche, psicologiche, cognitive, linguistiche, etiche ecc. dovrebbe essere così possibile dare un'impostazione nuova e funzionale ai metodi, ai curricoli e alla programmazione scolastica. In un contesto storico contrassegnato da profondi cambiamenti sociali, economici e tecnologici, Piaget reca in tal modo il suo contributo ad un adeguamento della scuola e dell'educazione nel delicato momento del passaggio da una scuola d'élite a una scuola di massa e a una formazione permanente.

Doomboy
18-08-2004, 13.19.00
Se qualcuno si stesse domandando se ora sono più o meno confuso di prima, informo che non capisco perchè l'attenzione si stia catalizzando su tale Piaget... :confused:

Giorgio Drudi
18-08-2004, 13.19.07
Originariamente inviato da Doomboy


Il punto è che si è trattato proprio di questo: sterile esposizione di dati, condita qua e là da punzecchiature personali, che in verità non credo interessino il 99% degli utenti...

Penso proprio che ti sbagli...una minima esposizione di dati è necessaria per esprimere un minimo di giudizio...citami "la sterile esposizione di dati" e non dire "tutto" perchè sarebbe ridicolo.

Giorgio Drudi
18-08-2004, 13.24.26
Per esempio, il fatto che la Montessori giudica il fanciullo completamente innocente potrebbe essere contestato da chi vede nell'ereditarietà un fattore condizionante...oppure la grande libertà concessa al bambino potrebbe non essere condivisa da alcuni...ecc.

Anch'io avrei qualche rilievo critico da fare sulla Montessori...però ritengo che il tema fosse interessante e che, avendo dichiarato quasi tutti di non avere abbastanza informazione, fossero necessarie alcune informazioni che reputo fondamentali ...per capire la Montessori....così nei limiti di quello che so ho ritenuto di fare un servizio...ma evidentemente qualcuno lo ha ritenuto noioso...:)

Kandran Kane
18-08-2004, 13.28.13
Ora, vi ho mostrato due biografie della vita e delle opere di Piaget, in cui vengono nominati diversi altri esperti di psicologia dell'età evolutiva e pedagogisti.

Come mai in nessuna di queste due biografie di Piaget, si fà il minimo accenno alla presunta ammirazione di costui per i metodi della montessori?
In un passo della biografia scritta da Marco Trombino, si citano le collaborazioni con Mina Szeminska, un'illustre sconosciuta. Eppure non si fa il minimo accenno alla presunta stima di Piaget nei confronti del "genio" della montessori.

Solo nelle biografie della montessori si può leggere una cosa simile.

La mia idea è che qualche seguace della montessori, per rendere più brillante la sua "datrice di stipendio", abbia tirato fuori questa boiata. E non me ne meraviglio assolutamente. Sono cose di ordinaria amministrazione.


E ora cerco di chiarire meglio che cosa non mi piace affatto delle teorie della montessori.

Secondo questa gentile seviziatrice di bambini, l'adulto ha il dovere di delimitare i confini sociali del bambino con ogni mezzo, se vi è costretto.
Lo schiaffo per la montessori diventa strumento terapeutico quando il dialogo non sortisce alcun effetto.

Sia chiaro, sto riassumendo perché non voglio annoiarvi con menosi termini tecnici, quindi mi scuserete se vi sembrerò volgare(in effetti non avevo voglia di intraprendere questa conversazione).

Anche se Giorgio fa orecchie da mercante, da dove pensate che siano uscite le "maestrine" che picchiavano con la bacchetta gli alunni????
Non sono un prodotto della filosofia gentiliana.......... E' sempre lei, la grande musa di Giorgio :D :D

Ecco perché non mi piace la montessori. Nel suo pensiero, il concetto di pazienza e di ascolto, non esistono. Esiste il pregiudizio secondo il quale i bambini sono sacchi vuoti. E la mamma è infallibile in materia di bambini almeno quanto il papa è infallibile in materia di Dio(Giorgio illuminami di chi era quest'enciclica Pio IX o Pio XII?)

Doomboy
18-08-2004, 13.28.33
Originariamente inviato da Giorgio Drudi


Penso proprio che ti sbagli...una minima esposizione di dati è necessaria per esprimere un minimo di giudizio...citami "la sterile esposizione di dati" e non dire "tutto" perchè sarebbe ridicolo.

Ascolta, hai citato a più riprese estratti di libri, biografie e quant'altro, portandole ad emblema del tuo pensiero. Poi hai seccamente tacciato Kane di essere in errore, ogni volta che lui postava in replica altri estratti da ulteriori libri, biografie e quant'altro ancora.

Esporre dati va benissimo, ma pur non avendo ancora modo di avere un'opinione personale, preferisco lo spirito di Kane che, seppur sterile quanto il tuo, fà trasparire un fervore personale in ciò che scrive.

Sarete senza ombra di dubbio preparatissimi e competenti entrambi in materia, con ovvie differenze di veduta.

Ma, per rimanere in argomento, non ci state INSEGNANDO molto al momento.

Ho un difetto, per carattere non baso le mie opinioni su nulla di scritto, ma solo sul vissuto o al limite sulle esposizioni di chi può insegnarmi qualcosa. Mi piace il concreto. In questo caso, mancando il primo presupposto, stò tentando di carpire nei vostri discrorsi qualche spunto per farmi un'opinione personale. Non ci stò riuscendo.

La dialettica non mi interessa, i "copia&incolla" ancor meno (con rispetto alla vostra preparazione e competenza, sia chiaro). Non pretendo del resto di essere nel giusto quando scrivo queste cose, in quanto sto solo esponendo un'opinione del tutto personale, confutabile e opinabile, che tutta via resta la mia.

:)

Leggerò i post successivi con tutta l'attenzione possibile, sempre fiducioso di imparare ;)

Kandran Kane
18-08-2004, 13.31.24
Originariamente inviato da Doomboy
Se qualcuno si stesse domandando se ora sono più o meno confuso di prima, informo che non capisco perchè l'attenzione si stia catalizzando su tale Piaget... :confused:

Ho preso da esempio Piaget, perché a parer mio, insieme a pochi altri, è l'unico studioso che abbia dato il giusto peso alla figura del Bimbo. Studiandolo come uno scienziato, ma rispettandolo come creatura pensante e dotata di opinioni proprie, forse non sempre ben espresse(son bimbi sapete com'è :D :D), ma pur sempre esistenti.

Uno dei pochi che, insieme a Don Bosco, abbia veramente fatto qualcosa per i bambini.

Spero di esser stato chiaro ora

Dimenticavo, quando dico "ha fatto qualcosa", intendo dire che è riuscito in qualche modo a sensibilizzare le genti del mondo, sulle problematiche che riguardano i bimbi.

E per chiarire un'altra cosa: non sono un pozzo di scienza, e nemmeno il depositario della verità assoluta. Me la prendo e me la tengo con chi mi procura troppo lavoro senza motivo. La pedagogia nera, o pedagogia della mano violenta se preferite, è una di quelle che me ne procura di più. Piaget e compari sono quelli che mi hanno aiutato a riparare gli errori altrui quando possibile.

Paco
18-08-2004, 13.37.33
Penso che la Montessori non volesse seviziare i bambini.
Sono stati gli IMBECILLI a seviziare i bambini.

Drudi vorrebbe discutere sugli estratti che ha riportato che io condivido.

Doomboy
18-08-2004, 13.37.49
Originariamente inviato da Kandran Kane


Ho preso da esempio Piaget, perché a parer mio, insieme a pochi altri, è l'unico studioso che abbia dato il giusto peso alla figura del Bimbo. Studiandolo come uno scienziato, ma rispettandolo come creatura pensante e dotata di opinioni proprie, forse non sempre ben espresse(son bimbi sapete com'è :D :D), ma pur sempre esistenti.

Uno dei pochi che, insieme a Don Bosco, abbia veramente fatto qualcosa per i bambini.

Spero di esser stato chiaro ora

Grazie :)

In ogni caso, ribadisco che secondo me, qualunque teoria o metodologia dal '900 a scendere, al giorno d'oggi andrebbe rivista nell'ottica della "struttura mentale" del bambino medio, che senza dubbio, essendo fin dalla nascita esposto ad una serie di imprinting assolutamente diverso da quelli delle "ere precedenti", nella tipologia e nella mole, và pensato ancor più che in passato come creatura pregna di opinioni, varietà estrema di sentimenti e sensazioni, di bisogni e di voglia di apprendere, curiosità e quant'altro.

Sono così lontano dal vero?

Paco
18-08-2004, 13.39.22
Originariamente inviato da Doomboy


Grazie :)

In ogni caso, ribadisco che secondo me, qualunque teoria o metodologia dal '900 a scendere, al giorno d'oggi andrebbe rivista nell'ottica della "struttura mentale" del bambino medio, che senza dubbio, essendo fin dalla nascita esposto ad una serie di imprinting assolutamente diverso da quelli delle "ere precedenti", nella tipologia e nella mole, và pensato ancor più che in passato come creatura pregna di opinioni, varietà estrema di sentimenti e sensazioni, di bisogni e di voglia di apprendere, curiosità e quant'altro.

Sono così lontano dal vero?

I bambini sono sempre gli stessi, sono gli adulti che cambiano.

davlak
18-08-2004, 13.41.11
allora: mi riprometto di leggere con la attenzione dovuta tutta la documentazione.

però vorrei dire una cosa a proposito dello "schiaffo":

mio padre non mi ha mai toccato in tutta la sua vita.

mia madre mi correva appresso col manganello, e siccome è stata in gioventù una Olimpionica di atletica leggera (100 mt.), mi acchiappava sempre ( :D ) e me le suonava di santa ragione.
E ne aveva ben donde, di casini ne combinavo a iosa.


Io non ho mai serbato nessun rancore per quelle botte, anzi, quando ci penso mi viene da sorridere.

Con mio padre invece ho avuto grandi conflitti.

Sono un caso particolare?

Giorgio Drudi
18-08-2004, 13.43.16
Originariamente inviato da Doomboy


Ascolta, hai citato a più riprese estratti di libri, biografie e quant'altro, portandole ad emblema del tuo pensiero. Poi hai seccamente tacciato Kane di essere in errore, ogni volta che lui postava in replica altri estratti da ulteriori libri, biografie e quant'altro ancora.

Non ho portato proprio nulla a emblema del mio pensiero, scolasticamente ho dato le nozioni fondamentali

Esporre dati va benissimo, ma pur non avendo ancora modo di avere un'opinione personale, preferisco lo spirito di Kane che, seppur sterile quanto il tuo, fà trasparire un fervore personale in ciò che scrive.

le tue preferenze sono affar tuo

Ma, per rimanere in argomento, non ci state INSEGNANDO molto al momento.

Forse dovresti parlare al singolare o almeno è un giudizio che ognuno deve dare per se...a meno che non parli come moderatore

[]

Ho un difetto, per carattere non baso le mie opinioni su nulla di scritto, ma solo sul vissuto o al limite sulle esposizioni di chi può insegnarmi qualcosa. Mi piace il concreto. In questo caso, mancando il primo presupposto, stò tentando di carpire nei vostri discrorsi qualche spunto per farmi un'opinione personale. Non ci stò riuscendo.


Sulla Montessori non vedo come potresti sapere qualcosa basandoti sull'esistenziale



Leggerò i post successivi con tutta l'attenzione possibile, sempre fiducioso di imparare ;)

Secondo me sono state già date informazioni importanti che forse non hai letto



Pace e bene

Doomboy
18-08-2004, 13.43.55
Originariamente inviato da Paco


I bambini sono sempre gli stessi, sono gli adulti che cambiano.

I bambini sono sempre gli stessi, ma gli stimoli ai quali sono esposti, direi proprio di no.

Cambiano i modelli comportamentali, le fonti di apprendimento e quant'altro.

Paco
18-08-2004, 13.44.14
Originariamente inviato da davlak
allora: mi riprometto di leggere con la attenzione dovuta tutta la documentazione.

però vorrei dire una cosa a proposito dello "schiaffo":

mio padre non mi ha mai toccato in tutta la sua vita.

mia madre mi correva appresso col manganello, e siccome è stata in gioventù una Olimpionica di atletica leggera (100 mt.), mi acchiappava sempre ( :D ) e me le suonava di santa ragione.
E ne aveva ben donde, di casini ne combinavo a iosa.


Io non ho mai serbato nessun rancore per quelle botte, anzi, quando ci penso mi viene da sorridere.

Con mio padre invece ho avuto grandi conflitti.

Sono un caso particolare?

Stessa identica esperienza, siamo due casi particolari. :eek:

Doomboy
18-08-2004, 13.45.17
Originariamente inviato da Paco


Stessa identica esperienza, siamo due casi particolari. :eek:


Facciamo 3.

Mamma faceva volare i ceffoni molto più che papà, eppure proprio con lui avevo grossi conflitti.

Paco
18-08-2004, 13.46.14
Originariamente inviato da Doomboy


I bambini sono sempre gli stessi, ma gli stimoli ai quali sono esposti, direi proprio di no.

Cambiano i modelli comportamentali, le fonti di apprendimento e quant'altro.

É quello che ho detto.
Le fonti sono gli adulti, quindi cambiano gli adulti e non i bambini quindi penso che le idee della Montessori siano più che attuali.

Kandran Kane
18-08-2004, 14.08.16
Originariamente inviato da Doomboy


Grazie :)

In ogni caso, ribadisco che secondo me, qualunque teoria o metodologia dal '900 a scendere, al giorno d'oggi andrebbe rivista nell'ottica della "struttura mentale" del bambino medio, che senza dubbio, essendo fin dalla nascita esposto ad una serie di imprinting assolutamente diverso da quelli delle "ere precedenti", nella tipologia e nella mole, và pensato ancor più che in passato come creatura pregna di opinioni, varietà estrema di sentimenti e sensazioni, di bisogni e di voglia di apprendere, curiosità e quant'altro.

Sono così lontano dal vero?

Complimenti sinceri Doomboy, un'esposizione perfetta.

Sono cambiati ed evoluti anche gli stimoli. La società si è evoluta, verso quale direzione non so, ma è così.

Quello che hai detto sul pensiero "dal 900 a scendere", mi trova d'accordo.
Oggi fortunatamente i metodi della montessori sono stati isolati e probabilmente vengono usati solo nei suoi "lager"(:D :D è una battuta).

Quelli di Piaget, che come avrete letto ha continuato fino al 1980, sono invece molto attuali.
Lui poggiò le basi per lo studio di quella che viene chiamata "diacronia sociale", in altri termini, l'overdose di informazioni che colpiscono il cervello del bambino (e non solo), e che questi non è in grado di elaborare, portando scompensi alla sfera dell'umore e a quella affettiva.

Kandran Kane
18-08-2004, 14.09.03
Originariamente inviato da Giorgio Drudi


Pace e bene


Sto viziaccio del Quoting Blindato :D :D :D

Kandran Kane
18-08-2004, 14.10.24
Originariamente inviato da Paco


É quello che ho detto.
Le fonti sono gli adulti, quindi cambiano gli adulti e non i bambini quindi penso che le idee della Montessori siano più che attuali.

No no Paco, Oggi per fortuna se una maestra si azzarda a dare uno schiaffo ad un bambino, si becca una bella denuncia.

Kandran Kane
18-08-2004, 14.13.47
Originariamente inviato da Paco
Penso che la Montessori non volesse seviziare i bambini.
Sono stati gli IMBECILLI a seviziare i bambini.

Drudi vorrebbe discutere sugli estratti che ha riportato che io condivido.

Su questo posso esser d'accordo anche io.
Io non credo a priorio che lo scopo della montessori fosse quello di seviziare i bambini. Dico solo che nei suoi metodi si nasconde spesso la rovinosa delicatezza dell'elefante in cristalleria. Ha fatto danni. Questo è DATO DI FATTO.

Se includiamo anche i suoi seguaci poi le cose peggiorano ulteriormente.

Paco
18-08-2004, 14.16.01
Originariamente inviato da Kandran Kane


No no Paco, Oggi per fortuna se una maestra si azzarda a dare uno schiaffo ad un bambino, si becca una bella denuncia.

Negli estratti riportati da Drudi non si parla di schiaffi.

Doomboy
18-08-2004, 14.18.56
Originariamente inviato da Kandran Kane


Su questo posso esser d'accordo anche io.
Io non credo a priorio che lo scopo della montessori fosse quello di seviziare i bambini. Dico solo che nei suoi metodi si nasconde spesso la rovinosa delicatezza dell'elefante in cristalleria. Ha fatto danni. Questo è DATO DI FATTO.

Se includiamo anche i suoi seguaci poi le cose peggiorano ulteriormente.

Ogni "corente di pensiero", di qualunque natura essa sia, crea dei fanatismi, che sono senza dubbio i più grandi pericoli della libertà e della democrazia...ma qui si andrebbe TROPPO O.T.

Personalmente, ad istinto, non mi sento attratto dalla figura della Montessori, ingenuamente mi ricorda la maestra all'antica di quando avevo 6 anni, non sò perchè, è una cosa assolutamente inconscia. Però quell'immagine sulle 1000 lire, non il primo piano, l'altra faccia, a volte la paragono ridendo tra me e me, a certi manifesti elettorali...


...RIPETO: E' una sensazione inconscia, non un'accusa alla Pedagoga o al metodo... :)

Kandran Kane
18-08-2004, 14.19.26
Originariamente inviato da Doomboy



Facciamo 3.

Mamma faceva volare i ceffoni molto più che papà, eppure proprio con lui avevo grossi conflitti.

Erano i tempi della scuola gentiliana, nella quale studiarono i nostri genitori. Scuola che se non altro preservava il buonsenso esistente, anche se magari non ne forniva altro a chi non ne aveva.

Nella società di tipo patriarcale ideale, l'educatrice è la mamma. Il papà ha altre funzioni.
Nel centro Sardegna e in altre zone dell'isola, esistono società a gestione matriarcale, dove anche il papà diventa figura educatoriale per i figli. Perciò i bambini prendono botte da tutti e due :D :D

Scusate stavo sdrammatizzando.
Comunque sono un "caso particolare" anche io.
Mio padre mi dava solo cazzotti, perché diceva che lo schiaffo ferisce e non ha alcuna valenza se non quella di ferire l'orgoglio.
Il cazzotto invece non umilia il bambino e lo fa sentire alla pari. E lo fa anche sentire male eh eh eh. Però non ha la valenza punitiva dello schiaffo, ma quella limitativa dello scontro "virile".....
Infatti mio padre ha "picchiato" solo una volta mia sorella, e solo con sculaccioni. Non sto a dire che cosa avesse combinato quella volta, perché quel tipo di reato non è ancora caduto in prescrizione :D :D :D

Kandran Kane
18-08-2004, 14.21.48
Originariamente inviato da Doomboy


Ogni "corente di pensiero", di qualunque natura essa sia, crea dei fanatismi, che sono senza dubbio i più grandi pericoli della libertà e della democrazia...ma qui si andrebbe TROPPO O.T.

Personalmente, ad istinto, non mi sento attratto dalla figura della Montessori, ingenuamente mi ricorda la maestra all'antica di quando avevo 6 anni, non sò perchè, è una cosa assolutamente inconscia. Però quell'immagine sulle 1000 lire, non il primo piano, l'altra faccia, a volte la paragono ridendo tra me e me, a certi manifesti elettorali...


...RIPETO: E' una sensazione inconscia, non un'accusa alla Pedagoga o al metodo... :)

Infatti è una sensazione inconscia, ma è molto indicativa. Jung avrebbe molte cose da dire in merito.....

A proposito strano che nessuno abbia inserito Jung fra gli estimatori della montessori..... sarà mica perché la figlia è ancora in vita e qualcuno si beccherebbe diecimila querele per diffamazione :D :D ?

Giorgio Drudi
18-08-2004, 14.46.07
Originariamente inviato da Kandran Kane



Io non credo a priorio che lo scopo della montessori fosse quello di seviziare i bambini. Dico solo che nei suoi metodi si nasconde spesso la rovinosa delicatezza dell'elefante in cristalleria. Ha fatto danni. Questo è DATO DI FATTO.



Dire che la Montessori è un elefante è completamente gratuito :D al contrario ha dato grandissima importanza alla libertà del bambino , alla sua libera scelta, ha per prima tenuto conto delle varie età evolutive e delle singole personalità.

Piaget ha stimato molto la Montessori, è risaputo, e dire il contrario è un perfetto esempio di disinformazione :D

Giorgio Drudi
18-08-2004, 14.53.08
Originariamente inviato da Kandran Kane


Erano i tempi della scuola gentiliana, nella quale studiarono i nostri genitori. Scuola che se non altro preservava il buonsenso esistente, anche se magari non ne forniva altro a chi non ne aveva.

Nella società di tipo patriarcale ideale, l'educatrice è la mamma. Il papà ha altre funzioni.
Nel centro Sardegna e in altre zone dell'isola, esistono società a gestione matriarcale, dove anche il papà diventa figura educatoriale per i figli. Perciò i bambini prendono botte da tutti e due :D :D

Scusate stavo sdrammatizzando.
Comunque sono un "caso particolare" anche io.
Mio padre mi dava solo cazzotti, perché diceva che lo schiaffo ferisce e non ha alcuna valenza se non quella di ferire l'orgoglio.
Il cazzotto invece non umilia il bambino e lo fa sentire alla pari. E lo fa anche sentire male eh eh eh. Però non ha la valenza punitiva dello schiaffo, ma quella limitativa dello scontro "virile".....
Infatti mio padre ha "picchiato" solo una volta mia sorella, e solo con sculaccioni. Non sto a dire che cosa avesse combinato quella
volta, perché quel tipo di reato non è ancora caduto in prescrizione :D :D :D

Le ho prese anch'io di santa ragione da bambino e non riflettevo, le prendevo e basta. Adesso , però sono convinto che fosse completamente sbagliato...intendiamoci uno scappellotto può essere anche salutare ma tenendo fermo il principio che picchiare i figli è una "pratica" ingiusta e negativa.
Mi meraviglia che chi metterebbe in galera chi picchia un animale, si trovi poi a sostenere le battute ai bambini.
Che il cazzotto non umilii il bambino e lo faccia sentire alla pari mi pare proprio una ABERRAZIONE.

Ciao

Eccomi
18-08-2004, 15.36.35
Originariamente inviato da davlak
allora: mi riprometto di leggere con la attenzione dovuta tutta la documentazione.

però vorrei dire una cosa a proposito dello "schiaffo":

mio padre non mi ha mai toccato in tutta la sua vita.

mia madre mi correva appresso col manganello, e siccome è stata in gioventù una Olimpionica di atletica leggera (100 mt.), mi acchiappava sempre ( :D ) e me le suonava di santa ragione.
E ne aveva ben donde, di casini ne combinavo a iosa.


Io non ho mai serbato nessun rancore per quelle botte, anzi, quando ci penso mi viene da sorridere.

Con mio padre invece ho avuto grandi conflitti.

Sono un caso particolare?

Mah... Un antico proverbio napoletano: Mazze e panelle fanno 'e figlje belle: panelle senza mazze fanno 'e figlje pazze... ;)
Cioè: Severità e dolcezza fanno venir sù bene i figli: dolcezza senza severità ne fa dei disadattati... Io questo lo vedo spesso: genitori che per non aver dato uno schiaffo sono alla mercè dei figli... :timid: Credo che picchiare i bambini sia una cosa diversa... Ma se mi sbaglio, meglio per me non averne avuti... Perchè (lo avevo accennato nell'altro 3d) se (come ho visto fare impunemente ad alcuni) avessero detto una parolaccia alla mamma o mi avessero sputato in faccia, di schiaffi ne avrebbero presi... E avrebbero continuato a prenderne, fino a che non avessero perso il vizio. :anger:

Doomboy
18-08-2004, 16.04.26
Che poi, un lettore occasionale del forum potrebbe dedurre che alcuni dei nostri genitori ci riempivano di botte :D

Vorrei chiarire almeno a livello personale che trattavasi di sporadico episodio occasionale, finalizzato alla pedagogica punizione di deliberato atto delinquenziale perpetrato dal sottoscritto ai fini di compiere qualsivoglia forma di capriccio e/o malefatta. :o

Insomma, avrò ricevuto si e nò qualche ceffone in vita mia... :)

Giorgio Drudi
18-08-2004, 19.19.49
Originariamente inviato da Doomboy


I bambini sono sempre gli stessi, ma gli stimoli ai quali sono esposti, direi proprio di no.

Cambiano i modelli comportamentali, le fonti di apprendimento e quant'altro.

Credo che i bambini di oggi siano molto più fragili di quanto non fossero quelli della mia generazione e credo anche più complessi.
Ad una maggiore intelligenza corrisponde una costituzione psicofisica
più delicata. I metodi bruschi o violenti sono oggi inacettabili e inamissibili, e questo per una crescita complessiva delle coscienze.
Personalmente sono convinto che un piccolo "avvertimento" fisico possa dimostrarsi efficace nell'educazione, in risposta, perlomeno, a comportamenti gravi.
Un metodo pedagogico in cui credo è quello del martello: un padre aveva ripetutamente sgridato il figlio perchè adoperava malamente il martello...alla fine lo lascia fare e naturalmente il bambino si fa male, dopodichè... lascia stare il martello.

Kandran Kane
18-08-2004, 19.41.19
Originariamente inviato da Giorgio Drudi


Dire che la Montessori è un elefante è completamente gratuito :D al contrario ha datto grandissima importanza alla libertà del bambino , alla sua libera scelta, ha per prima tenuto conto delle varie età evolutive e delle singole personalità.

Piaget ha stimato molto la Montessori, è risaputo, e dire il contrario è un perfetto esempio di disinformazione :D

Sì sì è proprio così Giorgio. Hai azzeccato il termine senza volerlo.... DISINFORMAZIONE..........

Kandran Kane
18-08-2004, 19.50.05
Originariamente inviato da Giorgio Drudi


Credo che i bambini di oggi siano molto più fragili di quanto non fossero quelli della mia generazione e credo anche più complessi.
Ad una maggiore intelligenza corrisponde una costituzione psicofisica
più delicata. I metodi bruschi o violenti sono oggi inacettabili e inamissibili, e questo per una crescita complessiva delle coscienze.
Personalmente sono convinto che un piccolo "avvertimento" fisico possa dimostrarsi efficace nell'educazione, in risposta, perlomeno, a comportamenti gravi.
Un metodo pedagogico in cui credo è quello del martello: un padre aveva ripetutamente sgridato il figlio perchè adoperava malamente il martello...alla fine lo lascia fare e naturalmente il bambino si fa male, dopodichè... lascia stare il martello.

Molto montessoriano il non prendere neanche minimamente in considerazione il dialogo con i bambini, ma ragionare direttamente sul numero di Scappellotti.........

La costruzione teorica secondo la quale a costituzione fisica delicata corrisponde una maggior intelligenza..... beh l'ho chiamata costruzione teorica, ma è divertente vedere quante volte sei più tu a parlare di cose che non sai, che non io. Com'è che mi dicesti una volta? Ah sì, la tua ignoranza ti scusa.

Sul tuo primo enunciato, ovvero che oggi i bambini sono molto più complessi e fragili, sono totalmente d'accordo.

P.S.
Tanto per amor di chiarezza, la prima donna medico italiana
si chiamava Lucrezia Cornaro Piscopia, laureata all'università di Padova nel 1678, siccome non ha combinato danni, è passata nel dimenticatoio........ :D :D

Paco
18-08-2004, 20.42.05
Non capisco una cosa.
Cosa c'è di male a lasciar il bambino seguire il proprio istinto che lo porta a scoprire il proprio talento? La trovo una grandissima idea.

Kandran Kane
18-08-2004, 20.51.10
Originariamente inviato da Paco
Non capisco una cosa.
Cosa c'è di male a lasciar il bambino seguire il proprio istinto che lo porta a scoprire il proprio talento? La trovo una grandissima idea.

Infatti è un'idea meravigliosa. Il concetto di Autoeducazione formulato - secondo i testi letti da GIorgio e non solo - dalla montessori, è bellissimo. Peccato che la sua applicazione non sia poi così umana come sembra.

Giorgio Drudi
18-08-2004, 20.58.01
Originariamente inviato da Kandran Kane


Molto montessoriano il non prendere neanche minimamente in considerazione il dialogo con i bambini, ma ragionare direttamente sul numero di Scappellotti.........

La costruzione teorica secondo la quale a costituzione fisica delicata corrisponde una maggior intelligenza..... beh l'ho chiamata costruzione teorica, ma è divertente vedere quante volte sei più tu a parlare di cose che non sai, che non io. Com'è che mi dicesti una volta? Ah sì, la tua ignoranza ti scusa.

Sul tuo primo enunciato, ovvero che oggi i bambini sono molto più complessi e fragili, sono totalmente d'accordo.

P.S.
Tanto per amor di chiarezza, la prima donna medico italiana
si chiamava Lucrezia Cornaro Piscopia, laureata all'università di Padova nel 1678, siccome non ha combinato danni, è passata nel dimenticatoio........ :D :D

E secondo me anche più intelligenti se è vero come è vero che l'intelligenza è una funzione e che essendo questa funzione maggiormente sollecitata tanto quantitativamente che qualitativamente, è accresciuta ...perchè l'evoluzione continua.

Giorgio Drudi
18-08-2004, 21.08.14
Originariamente inviato da Kandran Kane



P.S.
Tanto per amor di chiarezza, la prima donna medico italiana
si chiamava Lucrezia Cornaro Piscopia, laureata all'università di Padova nel 1678, siccome non ha combinato danni, è passata nel dimenticatoio........ :D :D

Elena Cornaro nasce nel 1646 in una nobile e antica famiglia veneta, famiglia di dogi e cardinali .

Elena fin dall'infanzia dimostra doti di grande intelligenza e sensibilità; il padre, stimato procuratore di San Marco, le affianca i migliori insegnanti disponibili per assecondarne le curiosità intellettuali e il desiderio di conoscenza.

Studia, varie lingue , scienze naturali, geografia astronomia e matematica.

Negli ultimi anni decide di dedicare la propria vita all'assistenza dei bisognosi vestendo l'abito delle oblate benedettine.

ATTIVITA'

Elena prova interesse verso uno studio concreto dei fatti e la sua preparazione scientifica, basata su questi principi, risulta di chiara impronta galileiana.

Raggiunge una profonda conoscenza della matematica sotto la guida del maestro Rinaldini.

Studia per soddisfare il proprio desiderio di conoscenza, ma volendo assecondare il padre accetta di essere presentata al Collegio dell' Università di Padova per ottenere la laurea in teologia.

Per l'opposizione di alcuni alti prelati che non ritengono proponibile un tale titolo per una donna, le viene concesso di presentarsi per la laurea in filosofia.


Ho trovato questo in rete su Lucrezia :devil:

Kandran Kane
18-08-2004, 21.24.02
Originariamente inviato da Giorgio Drudi


Elena Cornaro nasce nel 1646 in una nobile e antica famiglia veneta, famiglia di dogi e cardinali .

Elena fin dall'infanzia dimostra doti di grande intelligenza e sensibilità; il padre, stimato procuratore di San Marco, le affianca i migliori insegnanti disponibili per assecondarne le curiosità intellettuali e il desiderio di conoscenza.

Studia, varie lingue , scienze naturali, geografia astronomia e matematica.

Negli ultimi anni decide di dedicare la propria vita all'assistenza dei bisognosi vestendo l'abito delle oblate benedettine.

ATTIVITA'

Elena prova interesse verso uno studio concreto dei fatti e la sua preparazione scientifica, basata su questi principi, risulta di chiara impronta galileiana.

Raggiunge una profonda conoscenza della matematica sotto la guida del maestro Rinaldini.

Studia per soddisfare il proprio desiderio di conoscenza, ma volendo assecondare il padre accetta di essere presentata al Collegio dell' Università di Padova per ottenere la laurea in teologia.

Per l'opposizione di alcuni alti prelati che non ritengono proponibile un tale titolo per una donna, le viene concesso di presentarsi per la laurea in filosofia.


Ho trovato questo in rete su Lucrezia :devil:

Appunto hai trovato qualcosa su Elena, non su Lucrezia.......

Mi verrebbe da dire che chi ti capisce è bravo..... :devil:

Possiamo anche aggiungerci Dorotea Bocchi e Anna Morandi Manzolini, donne medico nei primi del 1700. Poi c'è anche una certa Laura Bassi.

Giorgio Drudi
18-08-2004, 21.29.41
Originariamente inviato da Kandran Kane


Appunto hai trovato qualcosa su Elena, non su Lucrezia.......

Mi verrebbe da dire che chi ti capisce è bravo..... :devil:

Possiamo anche aggiungerci Dorotea Bocchi e Anna Morandi Manzolini, donne medico nei primi del 1700. Poi c'è anche una certa Laura Bassi.

Si chiamava Elena Lucrezia Cornaro Piscopia :D ammetti che è stata una svista...che ci vuole?

Kandran Kane
18-08-2004, 21.35.18
Originariamente inviato da Kandran Kane


Infatti è un'idea meravigliosa. Il concetto di Autoeducazione formulato - secondo i testi letti da GIorgio e non solo - dalla montessori, è bellissimo. Peccato che la sua applicazione non sia poi così umana come sembra.

Mi quoto per spiegare meglio cosa intendo.
La mia impressione(e fortunatamente non solo mia), è che la montessori si sia appropriata di concetti e cose non sue, ben sapendo che poteva farlo.

Puzza di donna volenterosa e repressa lontano miglia.
Vi posto un breve capoverso della storia della ricerca educativa.

"La ricerca educativa nasce alla fine del XIX, sotto il nome di pedagogia sperimentale. Tale termine viene coniato in parallelo con il termine psicologia sperimentale. In contrapposizione con la psicologia e la pedagogia filosofica, le due nuove scienze si pongono l’obiettivo di applicare i metodi delle scienze fisiche, con particolare riferimento allo schema nomotetico, allo studio dei fatti pedagogici e psicologici. L’aggettivo sperimentale si riferisce al disegno che è alla base di queste due scienze: intervenire in modo controllato mediante uno stimolo su una situazione o su un fenomeno e rilevare le manifestazioni indotte da tale stimolo. L’obiettivo è quello di fondare una scienza pedagogica e psicologica quanto più possibile slegata da giudizi di valore ed ancorata a procedure di controllo che garantiscano, per quanto possibile, l’oggettività dei risultati. In tal senso la pedagogia scientifica si contrappone anche alla pedagogia esperienziale, che parte da tentativi di innovazione sul terreno senza preoccuparsi delle procedure di controllo rigoroso di piani di campionamento o disegni sperimentali e con processi di valutazione di carattere prevalentemente soggettivo.

Con la nascita della ricerca educativa, e quindi della pedagogia scientifica, prendono corpo tradizioni di ricerca quantitative e qualitative, alle quali corrispondono metodi e tecniche diverse. I metodi quantitativi fanno uso della rilevazione quantitativa di proprietà di referenti specifici, sono basati sulla matrice dei dati e come tecnica di analisi dei dati si servono in larga misura della statistica, anche se le due aree non si sovrappongono perfettamente, come vedremo nel seguito. I metodi qualitativi non mirano alla rilevazione quantitativa di proprietà, non sono basati sulla matrice dei dati e si servono di tecniche di analisi generalmente meno formalizzate. I fautori dell’approccio quantitativo si ricollegano alla tradizione positivistica, sebbene con numerose sfumature. I fautori dell’approccio qualitativo si ricollegano al filone ermeneutico, contrapponendo alla valutazione rigida e matematizzata delle procedure scientifiche tipica dei quantitativisti, una valutazione morbida, tipica degli studi di tipo clinico, introspettivo, storico, antropologico, in grado di cogliere aspetti non quantificabili e non formalizzabili.

Il dibattito qualitativo-quantitativo nella ricerca educativa risale alle origini della disciplina stessa. E’ del 1869 il saggio “Hereditary Genius” di Francis Galton, considerato il padre del movimento psicometrico, in cui il celebre studioso applica le prime nozioni di campionamento e di correlazione alla misura del grado di ingegno degli individui. Nel 1879, a Lipsia, Wundt apre il primo laboratorio di psicologia sperimentale, al quale ne seguiranno altri soprattutto negli Stati Uniti, volti inizialmente allo studio della percezione, dei tempi di reazione, della memoria e in seguito di processi complessi come l’apprendimento e il problem solving.

Il termine pedagogia sperimentale viene coniato in Germania da E. Meumann, nel 1900, ma il primo a dare una definizione rigorosa del termine è W. Lay, nel 1903. I primi lavori di una certa consistenza sono, in quegli stessi anni, quelli di Alfred Binet (coaudiuvato in seguito da Theodore Simon) in Francia che, ispirandosi ai lavori di Thorndike negli Stati Uniti, applica metodi di studio quantitativi, quali ad esempio la correlazione di graduatoria, e procedure di controllo scientifico della validità dei risultati allo studio delle attitudini e del successo scolastico.

Letto così potrebbero sembrare dei mostri, ma sono stati i primi (Galton, Thorndike, Watson, Binet e Simon su tutti), a dare al bambino una profondità maggiore in tutti i sensi.
La montessori è ........... ehm meglio che mi fermi.

Giorgio Drudi
18-08-2004, 21.35.24
Originariamente inviato da Kandran Kane


Appunto hai trovato qualcosa su Elena, non su Lucrezia.......

Mi verrebbe da dire che chi ti capisce è bravo..... :devil:

Possiamo anche aggiungerci Dorotea Bocchi , donne medico nei primi del 1700.

Dorotea Bocchi, è del 1400, quando applicavano le sanguisughe :D

Kandran Kane
18-08-2004, 21.36.28
Originariamente inviato da Giorgio Drudi


Si chiamava Elena Lucrezia Cornaro Piscopia :D ammetti che è stata una svista...che ci vuole?

Non sapevo che si chiamasse anche Elena, ma so con sicurezza che si laureò in medicina oltre che in filosofia. Tu questo non lo hai scritto. Hai fatto una svista anche tu? :D

Kandran Kane
18-08-2004, 21.38.49
Originariamente inviato da Giorgio Drudi


Dorotea Bocchi, è del 1400, quando applicavano le sanguisughe :D

Non può essere l'alcool perché procura effetti diversi in dosi eccessive..... quindi rimane una sola ipotesi: Giorgio, da quale pianeta vieni?????

Dorotea Bocchi si è laureata a Bologna nei primi anni del 1700.

Smettila di leggere quei volgari manualetti acquistati in edicola, non sono molto affidabili :D :D

Giorgio Drudi
18-08-2004, 21.40.55
Originariamente inviato da Kandran Kane


Appunto hai trovato qualcosa su Elena, non su Lucrezia.......

Mi verrebbe da dire che chi ti capisce è bravo..... :devil:

Possiamo anche aggiungerci .... Anna Morandi Manzolini, .

Anna Morandi Manzolini era "ceroplasta", "che inizialmente lavorò in stretta collaborazione col marito, si dedicò soprattutto allo studio del funzionamento dell'apparato urogenitale, del sistema respiratorio, di quello circolatorio e locomotore e di quelli che erano allora chiamati "i cinque sentimenti"

I 5 sentimenti ...medico in senso moderno :D

Giorgio Drudi
18-08-2004, 21.42.11
Originariamente inviato da Kandran Kane


Non può essere l'alcool perché procura effetti diversi in dosi eccessive..... quindi rimane una sola ipotesi: Giorgio, da quale pianeta vieni?????

Dorotea Bocchi si è laureata a Bologna nei primi anni del 1700.

Smettila di leggere quei volgari manualetti acquistati in edicola, non sono molto affidabili :D :D

Due sviste...metti gli occhiali possono servire :D

Kandran Kane
18-08-2004, 21.44.28
Originariamente inviato da Eccomi


Mah... Un antico proverbio napoletano: Mazze e panelle fanno 'e figlje belle: panelle senza mazze fanno 'e figlje pazze... ;)
Cioè: Severità e dolcezza fanno venir sù bene i figli: dolcezza senza severità ne fa dei disadattati... Io questo lo vedo spesso: genitori che per non aver dato uno schiaffo sono alla mercè dei figli... :timid: Credo che picchiare i bambini sia una cosa diversa... Ma se mi sbaglio, meglio per me non averne avuti... Perchè (lo avevo accennato nell'altro 3d) se (come ho visto fare impunemente ad alcuni) avessero detto una parolaccia alla mamma o mi avessero sputato in faccia, di schiaffi ne avrebbero presi... E avrebbero continuato a prenderne, fino a che non avessero perso il vizio. :anger:

è il significato insito nel ceffone che può essere cambiato. Se è solo frutto di uno sfogo d'ira(come permesso nella migliore tradizione montessoriana :D), diventa danno irreparabile nel tempo.

Lo schiaffo può essere manifestato come altro, come "prezzo da pagare" per un errore commesso. Come limite invalicabile. Solo allora il bambino può comprendere meglio che anche lo schiaffo(anche se continuo a preferire il cazzotto :D :D - è una battuta Giorgio, casomai ti venisse in mente di usarla), è parte integrante di uno scambio affettivo. Anche se io continuo e continuerò a pensare che non è necessario.

Mi sto sbilanciando parecchio :rolleyes:

Giorgio Drudi
18-08-2004, 21.47.15
Originariamente inviato da Kandran Kane


Appunto hai trovato qualcosa su Elena, non su Lucrezia.......

Mi verrebbe da dire che chi ti capisce è bravo..... :devil:

...donne medico nei primi del 1700. Poi c'è anche una certa Laura Bassi.

Laura Maria Caterina Bassi Veratti era un fisico :D

troppe sviste non sei più attendibile :D

Kandran Kane
18-08-2004, 21.50.58
Originariamente inviato da Giorgio Drudi


Laura Maria Caterina Bassi Veratti era un fisico :D

troppe sviste non sei più attendibile :D

Senti non starai diventando un pò troppo "berlusconiano"????? "Una bugia ripetuta mille volte diventa verità" è così giusto?

Questo è un link a caso sulla vita delle donne medico. E' anche citata la tua amichetta.

Donne Medico (http://www.fnomceo.it/Cinquantenario/libsassi.htm)

Buona lettura.
E cerca di non prendertela Giorgio, stiamo discutendo, non è sano diventare così offensivi per quattro chiacchiere.

Giorgio Drudi
18-08-2004, 21.51.04
per KK

:D per oggi ti do un 2 ma se ti applichi puoi fare meglio :D

Ciao amico :) vado a vedere la tv.

Kandran Kane
18-08-2004, 21.53.08
Originariamente inviato da Giorgio Drudi
per KK

:D per oggi ti do un 2 ma se ti applichi puoi fare meglio :D

Ciao amico :) vado a vedere la tv.

Ho come l'impressione di averlo punzecchiato un pò troppo :rolleyes:

Kandran Kane
18-08-2004, 23.01.39
Originariamente inviato da Giorgio Drudi


Laura Maria Caterina Bassi Veratti era un fisico :D

troppe sviste non sei più attendibile :D

Domani quando sarai meno arrabbiato, mi posti un link dove hai letto queste cose???? Io ti ho postato un link a caso(preso a caso dal sito del cinquantenario della della ricostituzione dell'ordine dei medici), uno dei tanti link in cui si può leggere che, ad esempio, il fisico era il dottor Veratti o Verattie, mentre la moglie LAURA BASSI IN VERATTI era laureata in medicina.......

Quando gli sale il sangue alla testa il reverendo Drudi diventa insopportabile :)

Paco
19-08-2004, 01.01.08
Originariamente inviato da Kandran Kane


Infatti è un'idea meravigliosa. Il concetto di Autoeducazione formulato - secondo i testi letti da GIorgio e non solo - dalla montessori, è bellissimo. Peccato che la sua applicazione non sia poi così umana come sembra.

Questo non lo so e mi ritiro in letargo. :inn: ;)

Paco
19-08-2004, 01.05.26
Originariamente inviato da Kandran Kane


Domani quando sarai meno arrabbiato, mi posti un link dove hai letto queste cose???? Io ti ho postato un link a caso(preso a caso dal sito del cinquantenario della della ricostituzione dell'ordine dei medici), uno dei tanti link in cui si può leggere che, ad esempio, il fisico era il dottor Veratti o Verattie, mentre la moglie LAURA BASSI IN VERATTI era laureata in medicina.......

Quando gli sale il sangue alla testa il reverendo Drudi diventa insopportabile :)

Qui: http://www3.unibo.it/avl/storia/bassi.htm
dice che aveva la cattedra in Fisica e nel link che hai riportato non dice che era medico.

Kandran Kane
19-08-2004, 09.48.05
Originariamente inviato da Paco


Qui: http://www3.unibo.it/avl/storia/bassi.htm
dice che aveva la cattedra in Fisica e nel link che hai riportato non dice che era medico.

Il testo dice che è "una celebre docente che attrae anche cardinali ecc alle sue lezioni". Ma trattandosi delle donne medico non penso di esser l'unico ad aver pensato che fosse un medico pure lei.

Il link che hai riportato tu è più esauriente e più affidabile di quello che ho letto io.
Ho commesso un errore, pardon.