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Visualizza versione completa : Resistenza .....e religiositÓ


totore
30-06-2003, 14.29.09
Riflettevo....., avendone sentito o letto da pi¨ parti le "voci", cosa si deve intendere per "resistenza" e, soprattutto, per "religiositÓ".
Parole certamente ricche di significato o meglio di "significati" e, proprio per questo, non esenti da interpretazioni diverse se non opposte.
Parole, comunque, se prese epidermicamente, latinamente "vaghe" perchŔ appunto soggette, se non approfondite nel loro esatto e storico significato, ad essere condotte a significati dispersivi ed incerti; ed invece hanno entrambe necessitÓ di una accurata interpretazione che Ŕ, al tempo stesso, filologica e storica ed anche storiografica.
Specialmente se applicata come massima indicazione di metodo e merito in Statuti o regolamenti o altro del genere comparativo.
La parola "resistere" onde il vocabolo onomastico "resistenza" deve essere sempre accompagnato dal termine o dalla "frase" qualificante.
Certamente, oggi, noi pensiamo subito alla "Resistenza" partigiana contro la dittatura nazi-fascista essendo la nostra Repubblica nata anche dalla "Resistenza" che fu "atto" di un popolo contro una dittatura (e contro, diciamo oggi, contro tutte le "dittature"), ma Ŕ termine appunto vago se non lo si qualifica debitamente e storicamente.
PerchŔ infinite sono le "resistenze" da quella morale a quella religiosa, a quella progettuale a quella del linguaggio forense, ad altre.
Anche il termine "religiositÓ" Ŕ nominazione molto ambigua, linguisticamente parlando.
PerchŔ un conto Ŕ la "religione" altro Ŕ la "religiositÓ".
La "religione" Ŕ fatto spirituale "preciso" ed anche sociale-collettivo mentre la "religiositÓ" Ŕ puro pensamento o sentimento individuale.
La religiositÓ, per dirla col Leopardi, Ŕ sentimento, anche positivo, ma indefinito; come la "religiositÓ" dell'infinito o della "bellezza" o del "divino" in senso moralmente assoluto.
A meno che, specificamente, non si voglia pensare a religiositÓ individualizzate e non necessariamente codificate.
Ma sempre che non si creino equivoci specialmente in atti o fatti che interessano la pubblica opinione.
Allora ci vuole assoluta precisione di riferimento semantico, filologico e naturalmente storico.
Ci˛ che Ŕ destinato ad uso di culto Ŕ źreligione╗; la "religiositÓ" Ŕ un sentimento della vita che ha una visione individuale e individualistica della medesima. Attenzione, dunque.