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Visualizza versione completa : Muore Giorgio Gaber.


Lu(a
01-01-2003, 19.37.16
Lucca, 1 gennaio 2003

Gaber è morto oggi a Montemagno, nella sua casa in provincia di Lucca, all'età di 63 anni. Era malato da tempo. Il grande pubblico lo aveva conosciuto nel '69, quando a 'Canzonissima, lo show canoro della RAI, aveva presentato "Com' è bella la città", una canzone che dietro alla ritmica di un'allegra ballata popolare portava alla luce la una delle note caratterizzanti di tutta la carriera di Gaber, qualla della sensibilità sociale.

Il suo vero nome era Giorgio Gaberscik. Nato a Milano il 25 gennaio
1939, a 15 anni si era accostato alla musica per motivi terapeutici: gli esercizi con la chitarra gli servivano a curare il braccio sinistro
colpito da paralisi. Dopo essersi diplomato in ragioneria, si iscrisse alla facoltà di Economia e Commercio alla Bocconi, dove si pagò gli studi con i soldi guadagnati suonando e cantando al Santa Tecla, storico locale della Milano underground degli anni '60, dove si esibisce con Celentano, i Rocky Mountains ed Enzo Jannacci. Lì viene notato da Mogol, che gli procura un provino alla Ricordi. Il suo primo disco con la casa discografica contiene quattro canzoni, tra cui "Ciao ti dirò".
Gli anni ’60 lo vedono affermarsi come cantautore popolare: partecipa ad alcuni Festival di Sanremo, gira caroselli e presenta qualche trasmissioni tv. Nel 1965 si sposa con un'altra artista molto popolare Ombretta Colli.

Gaber canta brani come 'Non arrossire', ma poi, poco alla volta, tematiche sempre più calate nel sociale, fino alla 'Suona chitarra' del '69: la musica può non essere solo evasione. Nel 1970 debutta al Piccolo di Milano con 'Il signor G', primo episodio della fortunata collaborazione artistica con Sandro Luporini, un pittore viareggino assieme al quale firmerà in seguito tutti i propri spettacoli. Inventore del teatro-canzone, mescolanza ardita di brani recitati e cantati da un individuo solo al centro della scena, Gaber porta questa formula alla perfezione attraverso lavori straordinari quali “Dialogo tra un impegnato e un non so” (1972), “Far finta di essere sani” (1973), “Libertà obbligatoria” (1976), “Polli d’allevamento” (1978), sino ad “Un’idiozia conquistata a fatica” (1997) ed al recente ritorno alla forma-disco de “La mia generazione ha perso” (2001).

http://www.rainews24.rai.it/ran24/immagini/gaber.jpg(F)

lilith
01-01-2003, 19.38.49
:crying: :crying: :(

Raffaele
01-01-2003, 19.51.55
(F)

Billow
01-01-2003, 19.52.49
(F)

gemma
01-01-2003, 20.26.52
un'idea, un concetto, un'idea
finchè resta in'idea
è soltanto un'astrazione...
se potessi mangiare un'idea avrei fatto la mia
rivoluzione...

(F)

halduemilauno
01-01-2003, 20.51.54
Ciao Giorgio.
(F)

bodyzen
01-01-2003, 20.58.49
Ciao Giorgio!

afterhours
01-01-2003, 21.11.27
(F)

Paco
01-01-2003, 21.15.19
Originariamente inviato da gemma
un'idea, un concetto, un'idea
finchè resta in'idea
è soltanto un'astrazione...
se potessi mangiare un'idea avrei fatto la mia
rivoluzione...

(F)

ha anche detto

"Credo che il pubblico mi riconosca una certa onesta` intellettuale. Non sono ne` un filosofo ne` un politico, ma una persona che si sforza di restituire, sotto forma di spettacolo, le percezioni, gli umori, i segnali che avverte nell’aria."
(Giorgio Gaber, da un’ intervista pubblicata da L’Unita` nella collana "Cabaret")

(F)

Lucavettu
01-01-2003, 21.18.49
:(

The Saint
01-01-2003, 22.23.44
(F)

miki56
01-01-2003, 22.37.40
Non ho parole.......anzi,posso solo dire: Grazie Giorgio...mi hai insegnato tante cose anche tu...come Fabrizio....,sono cresciuto con voi e con le vostre canzoni.....(F) (F) (F)

cb_123
01-01-2003, 22.38.59
(F)

Nothatkind
01-01-2003, 22.53.12
(F)

Frequency
02-01-2003, 00.35.05
(F) :(

Lionsquid
02-01-2003, 00.42.22
(F)

:(

blacksoul
02-01-2003, 00.49.12
(F)

Marko
02-01-2003, 06.51.57
(F)

sarahkerrigan
02-01-2003, 08.49.00
Vorrei essere libero, libero come un uomo.
Come un uomo che ha bisogno di spaziare con la propria fantasia
e che trova questo spazio solamente nella sua democrazia,
che ha il diritto di votare e che passa la sua vita a delegare
e nel farsi comandare ha trovato la sua nuova libertà.
La libertà non è star sopra un albero,
non è neanche avere un’opinione,
la libertà non è uno spazio libero,
libertà è partecipazione.(L)


...mmmhhh...qualche ricordo...il più recente, al teatro Smeraldo...l'intermedio, alla palazzina Liberty...il più lontano, la sua vecchia casa...
...e l'ultimo, domani dalle ore 9.30 al Piccolo Teatro di Milano che ospiterà la salma...oppure alle 14.45 il funerale presso l'Abbazia di Chiaravalle alle porte di Milano...(dentro l'abbazia, sulla destra, c'è un angolo dal quale filtra la luce proveniente da fuori in tenue tono verdastro inquietante)


(F)

TyDany
02-01-2003, 09.55.34
(F)

invernomuto
02-01-2003, 13.11.56
Originariamente inviato da miki56
Non ho parole.......anzi,posso solo dire: Grazie Giorgio...mi hai insegnato tante cose anche tu...come Fabrizio....,sono cresciuto con voi e con le vostre canzoni.....(F) (F) (F) Mi hai tolto le parole...dicendo prima di me le stesse cose che avrei voluto dire....
(F)

Lu(a
02-01-2003, 13.14.07
"Il suo era un pessimismo cosmico, anarchico, individualista. Qualsiasi presa di posizione collettiva, qualsiasi impegno etichettabile lo mettevano in fuga". Così Dario Fo ricorda, in un'intervista al "Corriere della sera", Giorgio Gaber, l'artista scomparso ieri dopo una lunga malattia. Fo racconta che "quello di Gaber era uno sguardo molto amaro, talora malinconico, talora distruttivo".

"E poi Gaber - continua l'artista premio Nobel - non aveva rabbia e rancore verso le persone, semmai verso la società e la politica. E i politici, di sinistra o di destra, non l'hanno mai amato perché lui li graffiava, anzi li randellava".

Gaber era "un anticonformista che mai è stato opportunista - ricorda Fo - mai ha giocato di furbizia, mai si è legato a chi vinceva". Fo racconta del suo incontro con l'artista scomparso, in occasione di "una canzone. Giorgio aveva in tasca una musica che mi piaceva, io ci misi le parole. Nacque così 'Il mio amico Aldo', la nostra prima e unica collaborazione".

IrONia
02-01-2003, 16.16.36
(F) (F) (F) (F)

pone
02-01-2003, 16.59.51
(F)

sarahkerrigan
03-01-2003, 20.53.45
Tantissime persone al funerale...l'abbazia era gremita di gente dentro e fuori...io e la mia amica ci siamo tenute al di fuori, nel cortile, in uno dei vari spiazzi circondati ad aiuola...
La messa era intervallata da canti di voci soavi che si diffondevano fino in strada...
Prima della fine della cerimonia, è uscito Celentano...una mitomane non di "primo pelo", con pelliccia e gonna giallo canarino, si è fiondata verso di lui gridando il suo piacere di vederlo...
...alla fine hanno mandato una canzone inedita che è stata ascoltata nel massimo silenzio...è anche stato letto un saluto molto criticabile che ho quasi sempre riscontrato in tutti i funerali, il solito discorso di fondo: il prete ha voluto assolutamente dire che, nonostante Gaber fosse un laico convinto ( ha detto: "Giorgio, allora perchè sei qui?"), si trovava li perchè alla fine, anche lui voleva sentirsi un figlio di Dio...
...poi il trasporto della bara lungo il cortile, coperta di rose bianche...un lunghissimo applauso e lui, Berlusconi...una donna ha gridato maledicendolo attirando così verso di se telecamere e microfoni...
Trasportate verso l'uscita (io e la mia amica)dalla massa di gente, ha catturato la mia attenzione Valentina Cortese che aveva un'espressione dolcissima...
Fuori, una scena che non mi aspettavo: Ombretta Colli che consolava un barbone piangente... lo abbracciava e gli accarezzava il viso mettendogli a posto i capelli...una volta arrivata vicino a lei e alla figlia, sono rimasta ancora stupita dal fatto che hanno salutato con una stretta di mano ognuno di noi, forse, come avrebbe fatto lui...


(F)(L)

Lu(a
03-01-2003, 20.55.34
Originariamente inviato da sarahkerrigan
Tantissime persone al funerale...l'abbazia era gremita di gente dentro e fuori...io e la mia amica ci siamo tenute al di fuori, nel cortile, in uno dei vari spiazzi circondati ad aiuola...
La messa era intervallata da canti di voci soavi che si diffondevano fino in strada...
Prima della fine della cerimonia, è uscito Celentano...una mitomane non di "primo pelo", con pelliccia e gonna giallo canarino, si è fiondata verso di lui gridando il suo piacere di vederlo...
...alla fine hanno mandato una canzone inedita che è stata ascoltata nel massimo silenzio...è anche stato letto un saluto molto criticabile che ho quasi sempre riscontrato in tutti i funerali, il solito discorso di fondo: il prete ha voluto assolutamente dire che, nonostante Gaber fosse un laico convinto ( ha detto: "Giorgio, allora perchè sei qui?"), si trovava li perchè alla fine, anche lui voleva sentirsi un figlio di Dio...
...poi il trasporto della bara lungo il cortile, coperta di rose bianche...un lunghissimo applauso e lui, Berlusconi...una donna ha gridato maledicendolo attirando così verso di se telecamere e microfoni...
Trasportate verso l'uscita dalla massa di gente, ha catturato la mia attenzione Valentina Cortese che aveva un'espressione dolcissima...
Fuori, una scena che non mi aspettavo: Ombretta Colli che consolava un barbone piangente... lo abbracciava e gli accarezzava il viso mettendogli a posto i capelli...una volta arrivata vicino a lei e alla figlia, sono rimasta ancora stupita dal fatto che hanno salutato con una stretta di mano ognuno di noi, forse, come avrebbe fatto lui...


(F)(L)



(L)

Paco
04-01-2003, 10.55.34
troppi riflettori
io avrei mandito ogni telecamera di questo mondo :mad:

sarahkerrigan
04-01-2003, 11.09.47
...qui a Milano era apprezzato anche perchè non ha mai voluto troppi riflettori...
...c'era molta molta gente comune...

(F)

Paco
04-01-2003, 11.15.01
Originariamente inviato da sarahkerrigan
...qui a Milano era apprezzato anche perchè non ha mai voluto troppi riflettori...
...c'era molta molta gente comune...

(F)

e questo che fa di Giorgio Gaber...Giorgio Gaber