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Visualizza versione completa : Un chip stimola l'orgasmo


Robbi
29-12-2008, 08.28.34
http://images.movieplayer.it/2003/09/29/meg-ryan-nella-celebre-scena-dell-orgasmo-simulato-di-harry-ti-presento-sally-27498.jpg



News Atipico/Orgasmica!

Difficile dire se la novità che presto potrebbe essere messa a disposizione dal Professor Morten Kringelbach della Oxford University (http://www.neuroscience.ox.ac.uk/directory/morten-kringelbach) si rifletterà positivamente sulla vita di relazione; fatto sta che è in preparazione un chip in grado di stimolare l'orgasmo.

Se è vero che sono sempre di più uomini e donne che preferiscono Internet al sesso, allora perché non soddisfare il loro desiderio di autosufficienza grazie ad un chip in grado di stimolare la corteccia orbitofrontale responsabile della produzione dell'orgasmo? Perché affrontare le fatiche di una relazione quando la tecnologia offre l'orgasmo a comando?

Il chip, non dovrebbe comunque essere disponibile prima dei prossimi 10 anni, un faticoso periodo di attesa in cui volenti o nolenti, le coppie dovranno "darsi da fare" ancora con i metodi tradizionali




Altre Info (http://news.wintricks.it/framer.php?ID=27959)

Aulo
29-12-2008, 09.46.10
Come direbbe Fantozzi, è una ca..ta pazzesca!! :wall:

Siddhartha
29-12-2008, 11.45.26
Bè visto che le relazioni tra uomo e donna sono sempre più distanti vedo la cosa molto interessante se fosse vera peccato che è la solita bufala sparata a fine anno :devil: :devil:

Kruska
29-12-2008, 16.50.25
No, non è una bufala, è roba vera e anche vecchia, le prime applicazioni risalgono agli anni Cinquanta del secolo scorso.
E' così risaputo che ha trovato visibilità anche nella letteratura popolare e in un film.


Quando entrò nella stanza il nuovo paziente, Morris alzò gli occhi al cielo con tristezza. Si trattava di un giovane poco più che ventenne, in giardiniera e maglietta girocollo. Aveva anche i capelli lunghi. Morris si alzò per salutarlo. "Sono il dottor Morris".
"Craig Beckerman". La stretta di mano fu molle ed esitante.
"Si sieda per favore". Indicò a Beckerman una sedia di fronte alla sua scrivania e allo specchio. "Come mai è qui?".
"Beh, io... io sono curioso".
Morris s'accigliò.
"Ho letto qualcosa su di voi su una rivista", spiegò Beckerman. "So che fate degli interventi al cervello".
"E' vero".
"E allora io, beh, io... mi sono incuriosito".
"In che senso?".
"Beh, l'articolo di quella rivista... Posso fumare?".
"Certo", disse Morris spingendo un portacenere verso di lui. Beckerman trasse di tasca un pacchetto di Camel, ne batté una sulla scrivania e l'accese.
"L'articolo di quella rivista...".
"Ah, sì. L'articolo diceva che mettete dei fili nel cervello. È vero?".
"Sì. A volte eseguiamo anche questo intervento".
Beckerman annuì. "Capisco, ed è anche vero che potete mettere dei fili che danno piacere? Un piacere intenso?".
"Sì", disse Morris. Cercò di dirlo pacatamente.
"Davvero?".
"Davvero", disse Morris. Poi agitò la penna come se fosse rimasto senza inchiostro e aprì un cassetto per prenderne un'altra, approfittando di questo per premere un pulsante che era lì nascosto. Immediatamente trillò il telefono.
"Sono il dottor Morris".
All'altro capo del filo la segretaria disse: "Ha chiamato?".
"Sì. Vuole ricevere lei tutte le mie telefonate e passarle alla sezione Sviluppo?".
"Subito", disse la segretaria.
"Grazie", Morris riattaccò. Ora sapeva che tra poco gli uomini dello Sviluppo sarebbero arrivati dall'altra parte dello specchio per assistere al colloquio "Mi scusi dell'interruzione. Mi stava parlando...".
"Dei fili nel cervello".
"Sì, signor Beckerman. Noi facciamo quest'operazione, ma solo in casi molto particolari. È ancora in fase di esperimento".
"Vedo", disse Beckerman. Aspirò una boccata di fumo. "Per me va bene".
"Se ha bisogno di informazioni, possiamo farle avere fotocopie o ritagli di articoli che spiegano la nostra maniera di lavorare".
Beckerman sorrise e scosse il capo. "No, no", disse, "non voglio informazioni. Voglio essere operato. Mi offro come volontario".
Morris si finse sorpreso. Fece un momento di pausa e disse: "Capisco".
"Senta", disse Beckerman, "quell'articolo dice che una scossa elettrica è come una dozzina di orgasmi. Una cosa formidabile".
"E lei vuole fare questa operazione?".
"Sì", disse Beckerman annuendo energicamente. "Proprio così".
"Perché?".
Beckerman si mostrò disgustato. "Sta scherzando? Chi non lo vorrebbe? Con un piacere del genere?".
"Può darsi", disse Morris, "ma lei è il primo che ce lo chiede".
"Come mai?", disse Beckerman. "È molto costosa?".
"No. Ma non facciamo interventi sul cervello per motivi inutili".
"Ah", disse Beckerman. "Dunque è così che la pensate. Gesù".
Si alzò e se ne andò scuotendo il capo.

da Michael Crichton, Il terminale uomo, [prima ediz. 1972], Garzanti 1972-1993, pp. 105-7

Kruska
29-12-2008, 16.51.02
I tre tizi di Sviluppo erano sbalorditi. Se ne stavano nella stanza accanto e continuavano a fissare lo specchio. Beckerman se n'era andato da un pezzo
"Affascinante", disse Morris.
[...]
Morris sapeva a cosa stavano pensando. Avevano dedicato anni a studiare la fattibilità, le applicazioni potenziali, le ramificazioni, il processo industriale, le interdipendenze strutturali. Erano abituati a pensare al futuro, e adesso all'improvviso si erano trovati davanti il presente.
"Quest'uomo è un elettromane", disse uno di loro sospirando.
Il concetto di elettromane aveva suscitato molto interesse e qualche fredda discussione accademica. L'ipotesi che esistessero uomini che avevano bisogno di scosse elettriche come altri hanno bisogno di stupefacenti era parsa quasi fantastica. Ma adesso avevano visto un paziente che era senza alcun dubbio un elettromane potenziale.
"L'elettricità è il più grande degli eccitanti", disse uno di loro. E rise. Ma era una risata nervosa, carica di tensione.
[...]
L'idea dell'elettromane era nata da una stupefacente scoperta fatta da James Olds negli anni Cinquanta.
Olds aveva stabilito che esistono nel cervello umano zone nelle quali uno stimolo elettrico può produrre un intenso piacere, e aveva chiamato queste strisce di tessuto cerebrale "i fiumi remunerativi". Se gli si inseriva un elettrodo in quest'area, un topo premeva la leva atta a provocare la scossa anche 5000 volte in un'ora. Tutto teso verso il piacere, ignorava completamente il cibo e l'acqua. E smetteva di premere la leva solo quando era completamente esausto.

da Michael Crichton, Il terminale uomo, [prima ediz. 1972], Garzanti 1972-1993, pp. 107-8

RNicoletto
03-01-2009, 14.18.31
Cos'è che dicevano in Trainspotting (http://it.wikipedia.org/wiki/Trainspotting_(film))??

"Tra duecento anni non ci saranno più né uomini né donne ma solo segaioli!" :p