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Visualizza versione completa : Pirate Bay vs Major


Macao
24-09-2007, 03.39.42
Le major sono nei guai: le email trafugate a MediaDefender, il loro braccio destro nella lotta informatica al P2P, si stanno traducendo in un boomerang mediatico senza precedenti. A cui si aggiunge ora una clamorosa denuncia a loro carico da parte di The Pirate Bay, ovvero da quello che l'industria del cinema e della musica ritiene il nemico numero uno.

Scrive brokep sul blog di Pirate Bay: "Grazie alla pubblicazione non autorizzata delle mail da parte di MediaDefender.Defenders (la crew che ha pubblicato le email dell'azienda, ndr.) ora abbiamo la prova di cose che stiamo sospettando da lungo tempo; le grandi etichette del disco e del cinema stanno pagando cracker professionisti, sabotatori e ddosers per distruggere i nostri tracker".

Una scorsa al database di mail ha permesso alla crew della Baia di individuare agilmente le società al cui soldo agiscono i cracker mercenari, società che ha una succursale svedese che può venir chiamata direttamente in causa nella questione. La lista delle major "beccate con le mani nella cioccolata" secondo la Bay comprende: Twentieth Century Fox, Emi Music, Universal Music Group, Universal Pictures Nordic, Paramount Home Entertainment, Atari Nordic, Activision Nordic Filial Till Activision Ltd, Ubisoft Sweden, Sony Bmg Music Entertainment e Sony Pictures Home Entertainment Nordic.

Pirate Bay accusa ognuna di queste corporation di sabotaggio di infrastrutture, attacchi di tipo denial of service, cracking e spamming, il tutto condotto a livelli massivi. La Baia ha provveduto a formalizzare le accuse davanti alle forze di polizia, le stesse che incidentalmente stanno cercando di farle chiudere i battenti. Non a caso The Pirate Bay, come sempre con le sue nuove iniziative, ha sottolineato il momento topico con un nuovo logo, tutto major e MD, appollaiato in testa alla propria homepage.

Nel mentre è facile ipotizzare che il caso MediaDefender continuerà a riservare sorprese sempre nuove: non bastassero i dati diffusi grazie all'incompetenza di un impiegato della società - che ha inoltrato l'archivio di mail al proprio account di posta Gmail, permettendo agli hacker in ascolto di partire all'attacco - l'effetto Streisand sancisce che i tentativi di censura attualmente in atto non faranno altro che incattivire ulteriormente pirati e smanettoni, attirando maggiore attenzione sul caso. Proprio mentre MediaDefender avrebbe bisogno, per sopravvivere come entità commerciale - cosa a questo punto alquanto improbabile visto il livello a cui è arrivato lo scandalo - di quanto più silenzio e discrezione possibili.

Difficile salvarsi: fin qui la strategia è ricorrere agli avvocati per tentare di fermare la circolazione delle email trafugate. Un'azione accolta in rete con sberleffi e sarcasmo.

Fonte (http://punto-informatico.it)

Thor
24-09-2007, 09.32.08
:lol:

goooooongolooooooo (Y)

zen67
25-09-2007, 13.49.47
azzzzzolooooooo :lol:



vedo solo ora....:D :D