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Visualizza versione completa : Anonimi con Relakks


Flying Luka
17-08-2006, 10.40.54
<p align="center"><img src="http://www.webknowhow.net/images/news/rellaks.jpg"></p><p align="center"><p align="justify"><font face="verdana,arial,helvetica,sans-serif" size="2">Server intasati, problemi con i pagamenti, iscrizioni bloccate fino a data da definire. Sono passati appena due giorni dalla sua apertura e c’è pure stato Ferragosto in mezzo, eppure la rete di Relakks</font><font face="verdana,arial,helvetica,sans-serif" size="2">, la “prima darknet commerciale al mondo” è stata già letteralmente sommersa dalle richieste. <br><br>Sponsorizzata dal Partito dei Pirati</font><font face="verdana,arial,helvetica,sans-serif"><font size="2"> svedese e aperta agli utenti europei e degli Stati Uniti, la darknet garantisce ai suoi clienti l’anonimato assoluto online. Chi si iscrive al servizio, dietro pagamento di cinque euro al mese, entra in una rete privata criptata dove non può venire più identificato.<br><br>Relakks sostituisce l’indirizzo IP originale dell’utente (quello che viene fornito dai provider ogni volta che ci si collega a Internet) con uno fittizio, che permette all’utente di poter fare ciò che vuole online senza essere in alcun modo rintracciato.<br><br>Chiaro che la novità abbia subito fatto gola alle centinaia di migliaia di utenti delle reti p2p, soprattutto quelli che vogliono continuare a scaricare musica e film da Internet senza correre il rischio di essere riconosciuti e portati in tribunale dalle major discografiche e di Hollywood.<br><br>Secondo Rickard Falkvinge, leader del Partito dei Pirati, la tutela del diritto d’autore ha generato un sistema di polizia su Internet che viola qualsiasi diritto umano alla privacy e che va quindi aspramente combattuto.<br><br>“Le attuali leggi sul copyright sono prive d’equilibrio”, dice Falkvinge, “e l’unico modo per applicarle è monitorare tutte le comunicazioni private su Internet. Il regime del copyright non può coesistere con una società aperta, che garantisca il diritto alla comunicazione privata”.<br><br>Il Partito dei Pirati aspira a varcare la soglia del 4% alle prossime elezioni politiche svedesi e a modificare le leggi sul copyright. Ma fino a che ciò non avverrà, spiega Falkvinge, “abbiamo il dovere morale di proteggere i cittadini dagli effetti dell’attuale rigido controllo online”.<br><br>Da tempo preconizzato da giornalisti e commentatori, l’avvento di una rete protetta, anonima e universale potrebbe aprire una nuova fase nell’ormai quasi decennale saga del P2P e della condivisione di materiale multimediale su Internet.<br><br>Di fronte alla concorrenza di un simile sistema, le major sarebbero infatti probabilmente costrette a rivedere la propria strategia di lotta al filesharing, iniziando anche a considerare l’eventualità di una legalizzazione del fenomeno tramite sottoscrizione.<br><br>I cinque euro che migliaia di utenti si sono subito precipitati a pagare alla Relakks, in fondo, non sono altro che un abbonamento in cambio della garanzia di poter scaricare ciò che si vuole (e quindi la conferma della disponibilità a pagare una cifra mensile, ridotta, per un filesharing libero e legale).<br><br>Film e canzoni a parte, la diffusione delle darknet potrebbe però sollevare problemi concernenti ben altre materie, prima fra tutte la sicurezza internazionale. Oltre agli appassionati di musica, anche le associazioni criminali e terroristiche potrebbero infatti sentire il richiamo di una rete anonima e protetta.<br><br></font></font></p><br><br><a href="../framer.php?url=http://www.corriere.it/Primo_Piano/Scienze_e_Tecnologie/2006/08_Agosto/15/pirati.shtml" target="_blank"> Fonte </a><br><br><br><br>

Thor
17-08-2006, 10.59.59
wow, 5€ al mese?

mio! :)

LoryOne
17-08-2006, 11.34.47
“Le attuali leggi sul copyright sono prive d’equilibrio”, dice Falkvinge, “e l’unico modo per applicarle è monitorare tutte le comunicazioni private su Internet. Il regime del copyright non può coesistere con una società aperta, che garantisca il diritto alla comunicazione privata”.

..quindi mr. Falkvinge vorrebbe arrogarsi il diritto di essere lui a monitorare il traffico Internet ?
Un pirata =
Ma daaaaai :D

niconico
17-08-2006, 13.50.17
Ma daaaaai :D
Infatti :D
Forte però il partito dei pirati :devil:

maui77
17-08-2006, 14.07.26
qualcuno l'ha provato? a me si connette, però non mi fa navigare..
Ho provato a connettermi 50 volte....solo 3 volte funzionava correttamente, le altre si connette però non scarica.....

Gonzo
17-08-2006, 14.56.55
..quindi mr. Falkvinge vorrebbe arrogarsi il diritto di essere lui a monitorare il traffico Internet ?
Un pirata =
Ma daaaaai :D
Veramente quello che ha fatto Falkvige è esattamente il contrario: fornire uno strumento che rende l'accesso alla rete anonimo a tutti.
In realtà la questione è estremamente più complessa e riguarda in prospettiva la diffusione della cultura e l'utilizzo dei nuovi media. L'evoluzione della comunicazione è passata da quella orale a quella manoscritta fino a quella tipografica e infine elettrica/elettronica dell'era moderna. E' chiaro che la diffusione della conoscenza è stata sempre libera da restrizioni individuali anche con l'avvento dei media elettrici quale radio e tv. Le case discografiche sono diventate multinazionali mentre miliardi di persone registravano videocassette o audiocassette,pratica diffusa e normale per tutti gli anni 70-80-90 e quando ancora stampa e packaging di un vinile costavano in proporzione infinitamente più di un cd, girare un video aveva costi esorbitanti, uno studio di registrazione te lo potevi permettere solo con il cronometro al polso e un portafoglio a fisarmonica.
Oggi la SIAE come la MPAA, passando per le case discografiche o di distribuzione non hanno più motivo di esistere, sono anzi diventate degli inutili organismi parassitari che gravano sulle tasche del cliente.
Pirate Bay è in fondo l'esatto opposto di quello che è l'MPAA, e come aveva già capito qualcuno un bel po' di tempo fà "la verità sta nel mezzo", e come accade spesso portare un idea agli estremi è sempre un errore. Certo dovendo scegliere tra i pPirati legalizzati della MPAA e quelli fatti in casa della Svezia mi sa che finirei per preferire i secondi. Con il tempo immagino si troveranno degli equilibri soddisfacenti per tutti. E "Relakks" come pure l'Itunes Music Store sono la dimostrazione che è quella la strada da seguire.
In fondo le multinazionali discografiche sono gà finite, stanno solo facendo la figura di quelle caste di amanuensi che si scagliarono contro Gutenberg quando introdusse il carattere mobile e la tipografia. ;)

Gonzo
17-08-2006, 14.59.34
qualcuno l'ha provato? a me si connette, però non mi fa navigare..
Ho provato a connettermi 50 volte....solo 3 volte funzionava correttamente, le altre si connette però non scarica.....

Dovrai pazientare un po'...hanno avuto un responso "leggermente" inatteso e la metà dei server vpn sono finiti zampe all'aria. :D

LoryOne
17-08-2006, 16.52.25
Dovrai pazientare un po'...hanno avuto un responso "leggermente" inatteso e la metà dei server vpn sono finiti zampe all'aria. :D

I pirati puntano a darti un prodotto a prezzi irrisori (a volte gratis), mentre la SIAE e la MPAA puntano ad aumentare i prezzi spacciandoti l'aumento come prerogativa di qualità.
Non sono pirati, anzi. Qui ci vuole una classificazione diversa.
Ritorando al discorso Relakks: In pratica se più persone ricorreranno all' illegalità per ottenere quello che vogliono, più si arriverà a rendere legale cio che ora non è.
E' un metodo sbagliato, come lo è falsificare il proprio indirizzo IP per non essere rintracciati.

Gonzo
17-08-2006, 17.52.32
Sono d'accordissimo che il metodo "Pirata" è sbagliato, non meno quanto lo è il metodo delle case discografiche però. Pagare una cifra forfettaria per ottenere un determinato servizio è un metodo come un altro per ricavare un profitto. In questo senso Relakks non ha niente che non và.
Esempio Itunes Music Store, quando ha aperto nel 2003 non ci credeva nessuno oggi viaggia oltre il miliardo di download complessivi. Se consideriamo che Apple è riuscita a imporre un modello di marketing universale ovvero 1 canzone a 1 euro, o 1 dollaro, o 1 yen eccetera eccetera, e che loro si cuccano il 50% veniamo a scoprire che una canzone a 50 centesimi retribuisce sia l'artista che l'etichetta. Allora diciamo che un cd mediamente ha 10 canzoni e mi costa 10 euro, ma siccome 5 se li cucca Steve Jobs ecco che la nostra major ottiene il suo giusto guadagno con 5 euro per un cd. Ma te lo vende a 22 se vai in un negozio?
Chi è più "pirata" allora? eh no, proteggersi dietro la legge per abusare di chi compra non và per niente bene. Allora la pirateria da torto diventa autodifesa da un sopruso.
Inoltre bisogna anche considerare che come dicevo nell'altro messaggio la crisi della pirateria è abbastanza isterica..nel senso che a tutt'oggi quello che hanno fatto le major è constatare che c'è un mercato sotterraneo di copie illegali che frutta tot miliarduzzi l'anno. E lì hanno cominciato a sbavare. Ma da qui a dimostrare che quei miliardi sarebbero altrimenti finiti nelle tasche del suddette major è una tesi da dimostrare e abbastanza vacillante. I fan continuano ad accalcarsi ai concerti e i blockbuster coprono tutti i guadagni già nel primo weekend.
Sicuramente Relakks e Pirate Bay non sono la soluzione, ma se non altro sono una strada per il futuro.

indiano2
17-08-2006, 18.52.02
Ok gonzo, sono daccordo con te, se voglio scambiare musica con altri lo facio ma posso anche pagarla, e lo faccio se i prezzi sono "equi". Ma protegge anche dallo spam? io nonostante usi Tor e Vidalia+Abuse, mi trovo il server intasato da mail che arrivano senza abbia sottoscritto niente (fortuna che uso Mail Wascher..)Alla facccia della privacy! E pensare che sono incaricato dal garante della privacy a tenere i dati coper2ti pena € 5.000 di multa e d

indiano2
17-08-2006, 18.54.44
scusatemi, è partito inavverittamente... dicevo che alla seconda infrazione ci sono 3 mesi di arresto.... ciao

Necsus
18-08-2006, 00.58.26
Ho sottoscritto l'abbonamento per un mese a Relakks ed effettivamente funziona tutto a meraviglia a parte una cosa, tra l'altro molto strana...L'invio e ricezione della posta mi funziona bene fino a quando non vado ad inviare con il mio account di posta su tin che è anche quello che uso per il collegamento col provider...ebbene...non invia, non ne vuole sapere. :wall:
Per contro appena tolgo il collegamento a Relakks tutto torna perfettamente a posto!
Spulciando QUI (https://www.relakks.com/faq/qna/) ho scoperto, leggendo la seconda domanda, di non essere il solo a soffrire di questo problema...INDI PER CUI...raga...leggete anche le FAQ! ;)
....ahhh....non mi funzionano neanche i newsgroup impostate sul client di posta :grrr:

teseo39
18-08-2006, 04.37.22
IMHO, prima gli faranno riempire ben bene gli archivi, poi li sequestreranno...........:-D

Gonzo
18-08-2006, 15.17.45
IMHO, prima gli faranno riempire ben bene gli archivi, poi li sequestreranno...........:-D
Eh ma la faccenda è ben più complessa...Relakks è stato sovvenzionato dal Pirat Partiet che è il partito che stà promuovendo e incentivando il file sharing in scandinavia. Anche i server di Pirate Bay sono stati sequestrati con grande strombazzamento dei soliti giornalisti della domenica. Peccato che mentre andavano in stampa i giornali 48 ore dopo il blitz della polizia il sito stava già su bello pimpante in mirror...questo sui giornali l'hanno distrattamente tralasciato.
Poi come fai a sequestrare un proxy server?...su quali basi? il giorno che il peer to peer diventerà un crimine saremo i primi a beccarsi le condanne più pesanti...dopotutto io scambiavo figurine sin dalla scuola elementare... :devil:

Flash Gordon
19-08-2006, 16.17.39
IMHO, prima gli faranno riempire ben bene gli archivi, poi li sequestreranno...........:-D


Sembra che l'IP originale non venga registrato

Flash Gordon
19-08-2006, 16.20.37
Ho sottoscritto l'abbonamento per un mese a Relakks ed effettivamente funziona tutto a meraviglia a parte una cosa, tra l'altro molto strana...L'invio e ricezione della posta mi funziona bene fino a quando non vado ad inviare con il mio account di posta su tin che è anche quello che uso per il collegamento col provider...ebbene...non invia, non ne vuole sapere. :wall:
Per contro appena tolgo il collegamento a Relakks tutto torna perfettamente a posto!
Spulciando QUI (https://www.relakks.com/faq/qna/) ho scoperto, leggendo la seconda domanda, di non essere il solo a soffrire di questo problema...INDI PER CUI...raga...leggete anche le FAQ! ;)
....ahhh....non mi funzionano neanche i newsgroup impostate sul client di posta :grrr:

Per il pagamento possono essere usate carte di credito usa e getta o ricaricabili?

robertcan
20-08-2006, 01.51.59
La curiosità di provare è stata forte.
menomale che ho pagato 6€ già, 1€ sono tasse.
Configuarato il tutto, mi connetto ma i siti non si aprono:( pagina non trovata, mi scollego lasciando connesso l'adsl e torna tutto a funzionare

robertcan
20-08-2006, 02.47.09
Ho letto le faq. Il problema esiste quando ci sono troppi utenti connessi. Scrivono che risolverenno al più presto il problema.
A me pare una caz....

Giannino
20-08-2006, 10.38.40
IMHO, prima gli faranno riempire ben bene gli archivi, poi li sequestreranno...........:-D

Condivido in pieno la tua tesi. In effetti come discutevo nella news relativa a Tor il problema è sempre lo stesso: chi controlla il controllore?
Su questi server di fatto passa solo traffico di utenti che in un verso o nell'altro stanno commettendo delle illegalità.
Cosa vieta che con il sequestro dei server le forze dell'ordine in un colpo solo abbiano i dati di milioni i utenti ?
Cosa vieta che questi server spacciati per liberi siano invece di proprietà proprio della MPAA ?
Cosa vieta che lo stesso Partito dei Pirati possa usare i dati, che comunque resteranno in suo possesso, per fini diversi da quelli previsti ?

exion
20-08-2006, 11.12.22
Ma che grandissima minchiata!

l'IP con questo servizio è anonimo e non tracciabile. Ok, grande!

Ma se il servizio è associato a un abbonamento nominativo, e se l'abbonamento si paga con carta di credito ( e solo carta di credito, l'ho appena verificato), automaticamente partendo dai log del sito si può associare in modo sicuro, univoco e incontestabile un utente ad ogni transazione client/server del sito.

Questo significa che le major, qualora venissero in possesso di questi log, avrebbero un nominativo sicuro, dedotto dalla carta di credito, della persona che avrebbe usato il p2p illegalmente. Che è molto, ma molto di più di un log del semplice IP: l'IP dice che l'azione illegale è stata commessa da un PC connesso ad internet, ma non dice chi c'era su quel PC in quel momento.

La carta di credito associata a un nome utente e una password invece indicano in modo preciso un utente univoco che compie l'azione. Poco importa l'IP a quel punto. "Sei stato tracciato, minchione!" :D

Ho letto distrattamente un intervento di qualcuno che sostiene che faranno sequestrare il log del sito. Non credo. Semplicemente la RIAA li comprerà a suon di dollaroni tra un annetto: molto più rapido che attendere un responso in tribunale, più semplice, meno costoso, e inappellabile.

robertcan
20-08-2006, 12.58.18
Quoto!!! in parte. Il problema di essere intercettati si risolve. Anche se il servizio viene acquistato con carta di credito, all'atto della navigazione il tuo ip viene criptato. L'acquisto del servizio è legale ,un pò come emule che lo scarichi e poi lo usi a tuo piacimento.
Altro problema, non si naviga. Ho provato in diversi orari ma nulla.
bastardi!!!

Dav82
20-08-2006, 15.33.00
Tralasciando l'uso "pulito" del sistema, cioè quello per rendersi "anonimi" per navigare sul sito del Corriere, pensando ad usi un po più allegri, si sposta semplicemente l'illecito da chi lo compie veramente (abbonato al servizio) a chi fornisce il servizio.
Se per esempio io permettessi a una persona terza di accedere a un sito usufruendo della mia connessione, e quindi permettendo a questa di accedere a detto sito come se in realtà l'accesso fosse compiuto da me, e questa persona terza commettesse un illecito, chi di dovere verrebbe sicuramente a pescare me, perchè a tutti gli effetti i dati identificativi di accesso al sito condurrebbero a me; compito mio poi dimostrare di non essere colpevole, e riversare la colpa sull'altro.
Allo stesso modo con questo servizio (e altri simili): se viene compiuto qualche atto illecito, chi viene chiamato in causa è sicuramente la persona associata all'IP che ha compiuto l'illecito, ovvero in questo caso il fornitore del servizio, in parole povere il titolare della società (o chi per esso): è a nome suo che viene visitato un sito o commesso un illecito.
E credo che, in caso di indagini e richieste da parte dell'autorità giudiziaria, la società fornitrice del servizio non ci penserà su tanto a far saltar fuori dati che invece dice di non registrare; e se invece la società non garantisce la tracciabilità dei fruitori del servizio, beh... ha le chiappe un tantino scoperte...

dave4mame
20-08-2006, 15.47.14
in linea di massima mi sembra una mezza puttanata.
la "massa" dei peer2peer-iani è quello che costituisce la loro forza (che famo? li peschiamo tutti?); separarne qualcuno mediante il pagamento di qualche soldo non mi sembra una mossa molto furba
oltretutto esistono già client emule anonimi...

robertcan
20-08-2006, 16.09.31
Che dire!
Con i server proxi anonimi allora è meglio ?
premetto che staimo discutendo una tematica solo a scopo informativo

Flash Gordon
20-08-2006, 16.56.53
in linea di massima mi sembra una mezza puttanata.
la "massa" dei peer2peer-iani è quello che costituisce la loro forza (che famo? li peschiamo tutti?); separarne qualcuno mediante il pagamento di qualche soldo non mi sembra una mossa molto furba
oltretutto esistono già client emule anonimi...

Potresti per favore indicarmi gli emule anonimi?
Grazie.

dave4mame
20-08-2006, 18.23.47
in tutta onestà non me ne sono mai preoccupato più di tanto; so che la rete ant e MUTE dovrebbero garantire l'anonimato.
poi scommetto che se ti dai da fare con google le risposte le trovi ;)

Gonzo
20-08-2006, 22.07.53
Veramente il discorso della rintracciabilità dell'utenza tramite i dati personali depositati nella formula del contratto è un discorso completamente diverso: serve un procedimento giuridico, anche pesante, per accedere a tali informazioni...non basta l'idea che forse qualcuno sta scaricando un mp3 dei metallica...
Il margine di sicurezza è dato dal fatto che non puoi essere tracciato in maniera occulta dal web, come avviene con una connessione non protetta...non certo che non puoi essere rintracciato in senso assoluto.
Poi se andiamo a vedere tutto sto polverone è causato solo dal fatto che questo servizio è stato sostenuto da un campagna pro pirateria...ce ne sono e ce n'erano già altri di servizi analoghi.

RNicoletto
21-08-2006, 08.58.36
Ma che grandissima minchiata!

l'IP con questo servizio è anonimo e non tracciabile. Ok, grande!
Ma se il servizio è associato a un abbonamento nominativo, e se l'abbonamento si paga con carta di credito ( e solo carta di credito, l'ho appena verificato), automaticamente partendo dai log del sito si può associare in modo sicuro, univoco e incontestabile un utente ad ogni transazione client/server del sito.

Questo significa che le major, qualora venissero in possesso di questi log, avrebbero un nominativo sicuro, dedotto dalla carta di credito, della persona che avrebbe usato il p2p illegalmente. Che è molto, ma molto di più di un log del semplice IP: l'IP dice che l'azione illegale è stata commessa da un PC connesso ad internet, ma non dice chi c'era su quel PC in quel momento.
La carta di credito associata a un nome utente e una password invece indicano in modo preciso un utente univoco che compie l'azione. Poco importa l'IP a quel punto. "Sei stato tracciato, minchione!" :D
Credo però sia MOLTO più facile per RIAA & Co. far sequestrare il PC di qualche privato per controllarne i log piuttosto piuttosto che farsi dare un determinato elenco di transazioni da VISA o Mastercard. :o

Flying Luka
21-08-2006, 09.40.20
Ma che grandissima minchiata!
l'IP con questo servizio è anonimo e non tracciabile. Ok, grande!
Ma se il servizio è associato a un abbonamento nominativo, e se l'abbonamento si paga con carta di credito ( e solo carta di credito, l'ho appena verificato), automaticamente partendo dai log del sito si può associare in modo sicuro, univoco e incontestabile un utente ad ogni transazione client/server del sito.
Questo significa che le major, qualora venissero in possesso di questi log, avrebbero un nominativo sicuro, dedotto dalla carta di credito, della persona che avrebbe usato il p2p illegalmente. Che è molto, ma molto di più di un log del semplice IP: l'IP dice che l'azione illegale è stata commessa da un PC connesso ad internet, ma non dice chi c'era su quel PC in quel momento.
La carta di credito associata a un nome utente e una password invece indicano in modo preciso un utente univoco che compie l'azione. Poco importa l'IP a quel punto. "Sei stato tracciato, minchione!" :D
Ho letto distrattamente un intervento di qualcuno che sostiene che faranno sequestrare il log del sito. Non credo. Semplicemente la RIAA li comprerà a suon di dollaroni tra un annetto: molto più rapido che attendere un responso in tribunale, più semplice, meno costoso, e inappellabile.


Forse non lo sai, ma esiste una cosuccia chiamata "privacy" e non solo. Quasi tutti gli acquisti online transitano su server sicuro con protocollo SSL (Secure Sockets Layer) per la protezione dei dati.

Se le majors venissero in possesso di questi logs sarebbe un'azione tanto illegale quanto il P2P. E, a questo punto, dubito molto che riuscirebbero a far valere le loro ragioni a fronte di dati ottenuti in modo illegale e fraudolento.

zen67
21-08-2006, 13.01.34
sembra in ogni caso che visto l'altissimo numero di richieste di adesione i loro server non siano adeguati al flusso delle richieste.. e mi chiedo se lo saranno mai...

maui77
08-09-2006, 07.54.26
a me ora funziona bene!!
Qualcuno lo sta usando..? esiste un forum dove se ne parla più approfonditamente?